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10 Abitudini degli Imprenditori di Successo

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La differenza tra gli imprenditori di successo e tutte le altre persone, è l’avere sviluppato delle abitudini vincenti.

Età, genere, estrazione sociale non sono per nulla decisivi. Ma introdurre i cambiamenti (anche piccoli) che possono migliorarci: quello sì che serve.

Per raggiungere i tuoi obiettivi, devi lavorare sulla gestione del tempo, sull’approccio verso gli altri, e su come curi corpo e mente. E il modo migliore per farlo è adottare da subito queste 10 abitudini degli imprenditori di successo.

Abitudini per il successo: ecco cosa fanno tutti gli imprenditori più grandi

1. Semplificano il più possibile le proprie scelte.

Probabilmente avrai notato che Mark Zuckerberg indossa sempre gli stessi vestiti. Solita maglietta, soliti jeans e solita felpa col cappuccio.

Il motivo non è né scarso senso della moda né sciattaggine. Il fondatore e CEO di Facebook ha deciso di semplificare le sue scelte quotidiane.

Questa è una delle più importanti abitudini per il successo. Un giorno ha solo 24 ore e le persone vincenti non ne sprecano neanche pochi minuti.

2. Si chiedono se avrebbero potuto fare di più.

Quando si tratta di efficienza, tu sei il giudice più obiettivo di te stesso.

Solo tu sai come hai impiegato il tuo tempo e dovresti riflettere proprio su questo.

Domandarsi ogni sera se avresti potuto fare di più – e rispondere sinceramente – è un’ottima strategia per migliorare l’organizzazione del giorno seguente.

3. Fanno attività fisica quasi ogni giorno.

“Mente sana in corpo sano” non è un semplice modo di dire, ma il dato scientifico su cui si basa una delle migliori abitudini degli imprenditori di successo.

Ne dà un esempio inequivocabile il fondatore di Virgin Group, Richard Branson, che sostiene di riuscire a ottenere quattro ore al giorno di produttività in più grazie a un esercizio fisico regolare.

4. Iniziano sempre dall’attività più frustrante.

Ognuno di noi ha quella montagnola da scalare tutti i giorni. Che si tratti di una telefonata o di un’attività da portare a termine, è una spada di Damocle che pende sopra la tua testa.

In questi casi, è molto più efficiente iniziare subito da questo. Rimandarlo fino all’ultimo finisce col distrarti e coll’annebbiare la tua mente.

5. Dicono spesso di no.

Sembra strano. Anzi, pare proprio una brutta abitudine.

E invece sapere dire di no in business è una qualità fondamentale. Per questo gli imprenditori di successo lo fanno spesso.

Il motivo è semplice: capiscono quali sono le loro priorità e si rifiutano di sprecare tempo in altro.

6. Nutrono la loro mente di creatività.

Chi dice che un imprenditore debba mangiare solo pane e business?

Tra le abitudini per avere successo, è fondamentale iniziare a leggere libri (narrativa, romanzi, fantascienza, poesia, ecc.), andare al cinema o a teatro, e ascoltare musica.

7. Meditano.

La meditazione (in qualsiasi sua forma) è un’abitudine importante sotto tanti punti di vista.

Nel caso di un professionista, non solo aiuta a eliminare lo stress, ma allena a gestire le situazioni di tensione senza perdere il controllo.

Uno strumento non da poco quando si è a capo di un’attività.

Scopri le 3 regole del self-talk.

8. Scrivono il proprio programma.

Niente va lasciato al caso. O in questo caso, alla memoria.

Gli imprenditori di successo organizzano nero su bianco il loro programma, sotto forma di lista. Semplice, ottimizzata ed essenziale.

9. Giocano a scacchi o ad altri giochi strategici.

Gli scacchi sono da sempre un gioco apprezzatissimo da tutti i più grandi strateghi.

Infatti allenano la tua mente a ragionare in modo preventivo e ti aiutano a visualizzare lo sviluppo di una strategia.

10. Fanno almeno un viaggio all’anno.

Ultima delle abitudini per avere successo ma non meno importante, è viaggiare il più possibile.

Per viaggiare non intendo agosto a Forte dei Marmi con apericena da fighetti. Ma partire per vere e proprie avventure in giro per il mondo.

Viaggi fai-da-te alla scoperta di culture differenti, modi di pensare e di concepire la vita diversi dal tuo, e scenari opposti a quelli a cui sei abituato.

Queste sono le abitudini vincenti che devi adottare da oggi.

Sei pronto? Lascia un commento qui sotto.

 
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Abbiamo perso il contatto umano?

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Da qualche parte nell’era digitale abbiamo smarrito qualcosa di molto importante.

Il contatto umano in business.

Ovvero quel tocco personale che faceva da spina dorsale per i rapporti tra professionisti e con i clienti.

L’impatto della fisicità, l’energia della stretta di mano e la necessità di guardarsi negli occhi. Questi elementi sancivano l’inizio di ogni rapporto commerciale. Così come chiedere, domandare e chiacchierare erano attività essenziali per mantenere in vita quei rapporti.

Ma oggi?

Abbiamo consapevolmente superato tutto questo per passare allo stadio evolutivo successivo? Oppure ce ne siamo dimenticati, assuefatti dall’efficienza digitale?

Il business nell’era digitale: c’è ancora spazio per il contatto umano

Mentirei se non riconoscessi i vantaggi del mondo digitale.

Infatti è proprio il fulcro del mio lavoro aiutare altri imprenditori a sfruttare i benefici del Web per fare crescere la propria azienda.

Internet e la tecnologia sono due strumenti incredibili, e il potenziale che traboccano è quasi infinito. Tutto è oggettivamente più veloce e più comodo. Questo permette alle aziende di trovare – e cogliere – nuove opportunità, che prima sarebbero state impossibili anche solo da immaginare.

Tuttavia sottolineo sempre l’importanza di non dimenticare il valore del contatto umano in business. Perché non è solo strumentale a un buon rapporto professionale: è necessario per diventare un imprenditore di successo.

Efficienza è la parola d’ordine dell’economia in cui viviamo. Dall’industria 4.0 agli e-commerce che consegnano il giorno stesso, ci siamo abituati a un automatismo imperativo.

Tagliare costi e tempi è diventato meccanico. Non ti chiedi più se sia opportuno, o se ne valga la pena.

L’efficienza è il mantra collettivo. E non si discute.

Skype fa risparmiare tempo rispetto a un incontro di persona. Verissimo. Ma dà lo stesso contributo nella creazione di un rapporto professionale?

Come distinguersi in business con un approccio più personale

Arrivati a questo punto è il momento di vedere il lato positivo.

Sì, negli ultimi anni in business si è affievolito il contatto umano. E sì, questo indebolisce le relazioni e, di conseguenza, anche le stesse attività.

Però ti offre anche una perfetta occasione. Perché puoi differenziarti dalla tua concorrenza, e non è forse questo il sogno di ogni imprenditore?

Se tutti gli altri si sono trasformati in robot, tu puoi fare gioco sulla tua personalità e sulla tua umanità per distinguerti.

In una sua intervista, il consulente Simon Sinek parla della sua visione sulla generazione definita “Millenial” e di come questi giovani siano eccessivamente dipendenti da tecnologie come lo smartphone e i social network.

Ciò che è davvero interessante, è il modo in cui racconta di avere deciso di differenziarsi con uno dei suoi libri.

In un periodo in cui l’eBook va per la maggiore, Sinek non solo ha optato per una versione cartacea, ma ha marcato l’aspetto sensoriale del libro fisico inserendo delle essenze profumate sulle sue pagine. Il profumo dell’ottimismo.

Io stesso ho scelto una strada simile per differenziarmi. Ho pubblicato un libro stampato, che utilizzo anche come biglietto da visita e che “regala” un pezzo di me ai miei collaboratori e clienti.

Si tratta di dettagli, sì, ma che possono fare la differenza nel modo in cui vieni percepito.

Aggiungere un tocco personale dà una marcia in più.

Il contatto umano con i clienti: perché è importante

Il contatto umano in business non è importante solo tra professionisti.

Come spiegato qui sopra, i clienti lo percepiscono come un fattore differenziante. Ma esiste anche un altro vantaggio.

Secondo una ricerca di Accenture, concentrarsi solo su clienti digitali è svantaggioso. Infatti i profitti più elevati sono legati ai clienti “multi-canale”. Ovvero quelli che acquistano tramite canali diversi e non soltanto via Internet.

Inoltre, il sondaggio rivela anche che:

  • Il 77% dei clienti presi in esame preferisce avere a che fare con degli esseri umani per ricevere consigli.
  • Il 73% delle persone intervistate preferisce parlare di persona, piuttosto che tramite email, in caso di problemi e supporto.

Insomma, per quanto sia innegabile la comodità di un form di contatto o di una sezione FAQ (emblema dell’efficienza), il contatto tête-à-tête è ancora quello preferito.

Dunque è evidente come aggiungere un tocco più personale al proprio servizio possa aiutare a guadagnare un vantaggio competitivo non indifferente.

Dopo aver letto questo articolo tu come ti valuteresti su una scala da 1 a 10 in termini di contatto umano?

Lascia un commento per farmelo sapere.

 

Com’è cambiato il marketing: internet e la trasformazione del mercato.

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Negli ultimi 10 anni il marketing è cambiato moltissimo.

Trend di tutti i tipi si sono alternati con più o meno successo, ridefinendo il concetto di comunicazione e di pubblicità.

Ma in realtà, a cambiare ancora prima del marketing è stato proprio il comportamento delle persone – e, più nello specifico, dei consumatori – e il modo in cui si fa business.

In questo clima di cambiamento perpetuo, tuttavia, sembra essere rimasta costante un’unica, grande verità: o ti aggiorni o vieni lasciato indietro.

Internet e la trasformazione del mercato

La storia degli ultimi anni è costellata di dinosauri che si sono estinti perché incapaci di leggere i nuovi trend del mercato.

Colossi che un tempo dominavano incontrastati il proprio settore, ma che si sono trasformati in fossili.

Gli esempi sono molti. Da Blockbuster a Kodak.

Causa del decesso: incapacità di adattamento.

Sì, perché non è stato Internet a uccidere queste aziende, sono state loro stesse a farlo.

Questi brand non hanno sbagliato a cambiare. Non lo hanno proprio fatto e così si sono visti soffiare da sotto il naso il loro primato da quelle giovanissime startup che probabilmente loro non hanno neanche subito riconosciuto come concorrenza.

Eppure i casi di brand che si spengono per staticità non sono finiti nemmeno oggi che Internet è una realtà nota e riconosciuta.

Per quale motivo? Perché molte aziende non capiscono che il marketing cambia ogni giorno e che è necessario aggiornare costantemente i propri modelli comunicativi.

Un esempio davvero rappresentativo è il caso Abercrombie & Fitch.

Questo brand di vestiti sembrava sulla bocca di tutti, con code infinite e adolescenti in crisi ormonale per farsi fotografare insieme ai commessi poco vestiti.

Ma la favola è durata poco.

Abercrombie & Fitch non ha capito come è cambiato il marketing e ha fallito a trovare un posizionamento preciso.

Così ha continuato a proporre un’immagine confusa e obsoleta, che alla lunga ha stancato – se non addirittura irritato – i consumatori, fino a farle guadagnare il titolo di secondo brand più odiato.

Scopri cos’è lo storytelling: il nuovo trend del marketing.

Come è cambiato il marketing e come adattarsi

Uno dei primi indicatori di come è cambiato il marketing è l’importanza di creare valore per i consumatori.

Oggi la concorrenza è immensa. Potenzialmente infinita!

Pertanto non basta più mettere in vetrina un bell’addominale scolpito (letteralmente). Serve qualcosa di più concreto e interessante.

Per questo parlo molto spesso di funnel di vendita.

Per vendere su Internet e avere successo online, c’è bisogno di una strategia digitale a lungo termine.

Cosa significa? Che anziché focalizzarti solo sul vendere immediatamente, devi investire nel costruire un rapporto a lungo termine con il tuo target.

Invece di lanciare dei messaggi unidirezionali, dai vita a un dialogo.

Questo significa creare valore per i tuoi utenti: devi dare loro un motivo concreto per tornare da te ancora e ancora.

E infatti proprio un altro pilastro del marketing contemporaneo (e futuro) è l’uso dei contenuti.

Oggi la comunicazione ha bisogno di contenuti di qualità, originali e mirati.

Dallo stile all’ottimizzazione SEO, devi curare ogni singolo aspetto dei contenuti del tuo sito web, delle tue campagne e dei tuoi canali social.

Ed eccoci così arrivati nel vagone della prima classe del digital marketing: i social network.

Il modo in cui è cambiato il marketing nell’ultimo decennio è principalmente dettato dalla supremazia di Facebook, Instagram e compagnia bella.

Oggi il marketing e la comunicazione sono condivisione e interazione.

I grandi brand parlano faccia a faccia con i propri clienti e attuano la propria strategia praticamente in tempo reale.

Per questo è fondamentale creare la tua pagina aziendale su Facebook e affini.

Infine, una caratteristica fondamentale del digital marketing è la sua componente analitica.

Oggi puoi misurare i risultati della tua comunicazione e correggerla a seconda delle esigenze.

Vuoi leggere altri consigli su come sfruttare al meglio il digital marketing? Continua a seguire il mio blog.

 
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La mia strategia per realizzare video

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La strategia migliore per realizzare un video

Per fare in modo che i visitatori dei tuoi social e del tuo sito web seguano i tuoi video, sono necessarie alcune semplici strategie. Infatti, bastano anche pochi secondi per catturare o far perdere la loro attenzione nei confronti del video girato.

Ecco perché è importante il saper identificare il pubblico che si desidera raggiungere e assicurarsi che il video sia, effettivamente rilevante per lui, in grado, perciò, di portare un valore aggiunto e rispondere ad un bisogno.

Più tempo il tuo pubblico passerà a guardare i tuoi video è maggiori saranno le possibilità che interagisca con il tuo brand.

Nel fare tutto ciò, pertanto, non sarà necessario mettere tutto in un unico video, ma sarà sufficiente selezionare e misurare l’impatto sul tema. È anche utile sintonizzare il messaggio in base al feedback.

Suggerimenti utili per girare un video

Dato che le statistiche mettono in evidenza che i primi venti secondi di un video sono fondamentali, vediamo quali possano essere alcuni suggerimenti utili per predisporsi mentalmente nella maniera migliore.

Tra i punti essenziali per fare in modo di creare un video che sia efficiente per il proprio brand troviamo:

1. Avere un argomento specifico

Questo è, quasi sicuramente il primo punto, dato che da questo si potrà elaborare tanto il proprio target quanto stabilire quale sarà lo stile del suo contenuto.

2. Essere brevi

Ci si deve ricordare che l’utente non si è collegato per vedere un film come, ad esempio Guerra e Pace. Pertanto, si dovrà proporre un video che non vada a scoraggiarne la visione. La durata ottimale è tra un minuto e mezzo e i due minuti.

3. Essere efficaci

Il video dovrà essere stimolante per l’utente, in grado di rispondere alle sue esigenze. Quindi, pensare a chi ci sta rivolgendo e, di conseguenza, adattare il tutto alla tipologia di platea che si intende raggiungere. E, a tal proposito, sarà anche bene che la creazione del video sia usufruibile su tutti i dispositivi, mobili e non mobili.

4. Essere memorabili

Attraverso la realizzazione di un video si mette in gioco il proprio brand. Quindi, perché questo possa essere d’aiuto al marketing e alle vendite, dovrà essere in grado di catturare l’attenzione del potenziale Lead.

5. Essere interessanti e divertenti

Anche se si stanno proponendo servizi o prodotti, questo non esclude che il video non debba essere anche interessante e divertente. Ovviamente, senza esagerare e travalicare il buon senso e il buon gusto.

Conoscevi queste tecniche?

 
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Allarme Hater? Ecco Come Gestire i Feedback Negativi su Internet

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Internet non è lo scenario adatto agli imprenditori permalosi.

Molto spesso, infatti, chi ha un business online si trova a dover gestire dei feedback negativi su Internet.

Un commento a un tuo post, una recensione negativa e a volte persino un bell’insulto gratuito. Le variazioni sul tema non mancano: nemmeno le più colorite.

Nessuna paura. È tutto normalissimo.

È capitato a tutti di trovarsi davanti un cliente poco soddisfatto. Fa parte del gioco.

La cosa davvero importante è come reagisci.

Sì, perché complici schermo e tastiera, spesso online diventa tutto più amplificato e, di conseguenza, complicato da gestire nel modo giusto.

Specialmente quando l’opinione viene da un “hater”. Ovvero un leone da tastiera che ha fatto dell’insulto online il suo sport.

Anche in questi casi però è necessario mantenere la calma e mostrarsi professionali. Sempre e comunque!

Ecco come gestire i feedback e i commenti negativi su internet.

Sii sempre professionale e positivo

Ricorda, una mancanza di professionalità non è MAI giustificata.

Nemmeno quando ti piovono addosso gli insulti.

Il modo migliore di gestire un commento negativo su Internet è mostrarti sempre positivo.

Fai capire all’autore del feedback che hai recepito il messaggio e che ne apprezzi il lato costruttivo.

E se di costruttivo in quell’opinione c’è davvero poco, non importa: cerca uno spiraglio di luce a cui aggrapparti e costruisci la tua risposta su quello.

Trasforma un problema in un’occasione

Un commento negativo non è la fine del mondo. Anzi, può persino essere l’inizio di qualcosa.

Un imprenditore in gamba è un professionista che non smette mai di crescere.

Fa errori, viene criticato, ma si rialza e fa meglio.

Da questo punto di vista ogni feedback negativo è uno spunto per registrare i punti deboli della tua attività in modo da migliorarli.

Pensaci bene. C’è chi paga migliaia di euro per testare i propri prodotti, e tu lo hai appena fatto gratis.

Combatti ad armi pari

Calma. Non parlo di un combattimento vero e proprio.

Ma come in ogni circostanza, anche quando ricevi un feedback negativo hai diritto di replica.

Il modo migliore per gestire i commenti negativi su Internet è rispondere con gli stessi mezzi.

Per esempio, in caso di una recensione negativa, Tripadvisor ti permette di creare a tua volta un commento per spiegare pubblicamente il tuo punto di vista.

Insomma, non farti mettere con le spalle al muro. Utilizza anche tu Internet per riscattarti.

Non negare il problema: fai capire che hai registrato il messaggio

L’errore più grande che tu possa commettere quando devi gestire un commento negativo su internet, è negare subito.

Primo, farai incavolare ancora di più l’altra parte. Secondo, sembrerai ancora di più nel torto.

Molto meglio fare percepire che hai compreso il problema e che sei intenzionato a lavorarci sopra.

Devi cercare di trasmettere empatia, non rivalità.

Fai capire che il tuo obiettivo è la soddisfazione dei clienti e che ogni critica viene registrata.

Ok, a volte è meglio prendere le distanze

Esistono dei casi in cui gestire un feedback negativo online significa doverci passare sopra.

Se hai provato quanto scritto finora ma ti trovi davanti un muro, a un certo punto la cosa migliore da fare è prendere le distanze e lasciare perdere.

Se non altro ci hai provato!

Questi sono i miei consigli per gestire i commenti negativi su Internet.

Ti sei mai trovato/a in una situazione simile?

 
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Come essere sicuri di scegliere i collaboratori giusti

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Scegliere i collaboratori giusti con cui lavorare non è solo importante: è una questione di vita o di morte.

O quantomeno lo è per la tua azienda, che potrebbe persino non riprendersi più dalla scelta sbagliata.

Purtroppo è così. La mancanza di professionalità di un tuo dipendente o di un collaboratore freelance può trascinare nel fango tutto quello per cui hai lavorato così duramente fino a oggi.

Ecco perché è importante essere sicuri di assumere il personale giusto.

Le caratteristiche per scegliere i collaboratori giusti

Che si tratti di un dipendente o di un collaboratore freelance poco importa. Se paghi qualcuno per svolgere un lavoro devi essere sicuro che sia il candidato migliore.

Più facile a dirsi che a farsi. Soprattutto quando mentire sul proprio CV è diventata una moda piuttosto diffusa.

Ma non solo. Essere qualificato per un certo lavoro non è l’unico elemento importante.

Assumere il personale giusto è un mix di fattori.

Qualche tempo fa mi sono imbattuto in un articolo di Forbes sugli elementi da prendere in considerazione per scegliere i collaboratori giusti.

Oggi voglio analizzare con te i punti più importanti.

Ecco le 7 caratteristiche che devi cercare in un dipendente o collaboratore.

#1 Competenza

Be’, il primo punto da considerare non può che essere questo.

La persona che cerchi deve innanzitutto presentare il set di competenze necessarie per svolgere il lavoro.

Per esempio, un certo percorso accademico, oppure una particolare specializzazione, o ancora la giusta esperienza.

#2 Capacità

La ragazza (o il ragazzo) deve essere sveglia.

Ovvero, oltre alla preparazione su carta, deve essere capace di affrontare con professionalità ogni situazione. Anche gli ostacoli più complicati.

In altre parole, deve avere quella elasticità e creatività mentale che le permettano di crescere nel tempo.

#3 Compatibilità

Per funzionare, un business deve essere una squadra.

Questo significa essere in grado di andare d’accordo e di tirare fuori il meglio dagli altri, recipricamente.

Come in ogni team, l’equilibrio può essere una condizione piuttosto fragile. Per questo è importante scegliere i dipendenti giusti in partenza, così da ridurre le probabilità di tensioni interne.

E non è tutto. La compatibilità riguarda anche abbracciare o meno i valori dell’azienda.

Chiediti se la persona che stai per assumere possa credere veramente nel tuo brand.

Pensare positivo: la chiave per evitare che il futuro si tinga di nero.

#4 Impegno

Attenzione! Quando si tratta di assumere il personale giusto, l’impegno non si misura solo in ore lavorative.

Infatti, che il candidato abbia disponibilità part-time o full-time è un altro discorso.

Misurare l’impegno significa capire se la persona è intenzionata a investire nella vostra collaborazione a lungo termine, oppure se è solo una breve fermata nel suo progetto lavorativo.

#5 Etica

Di etica professionale non può essercene mai troppa.

Specialmente quando devi scegliere i collaboratori giusti, a cui affidare un compito che – verosimilmente – ha un impatto sulla tua attività e sul tuo successo.

Assumi solo persone di cui sei sicuro di poterti fidare.

Poco importa quanto sembri irrilevante il lavoro che devi delegare, in business è fondamentale circondarsi solo di persone fidate.

#6 Cultura

Cosa c’entra la cultura con l’assumere il personale giusto?

Assolutamente tutto!

La cultura di una persona è sinonimo del suo modo di pensare, di agire e di comportarsi.

Allo stesso modo, ogni brand ha una propria cultura. E tu devi assicurarti che le persone che selezioni la riflettano.

#7 Compensazione

Ultimo ma non irrilevante, scegliere il personale giusto vuole dire anche stare dentro il tuo budget.

Se trovi una persona che soddisfa tutte le altre sei caratteristiche, ma poi cerca una compensazione che supera persino quello che metti in tasca tu, allora è tutto inutile.

Allo stesso modo, il lavoro di qualità va pagato adeguatamente. Offrire una miseria è una scelta sicura per non riuscire ad assumere il personale più qualificato.

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Scopri 5 aspetti di business su cui devi lavorare per avere successo nel 2017.

 
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Perché è Importante l’Aera Membership e Come Svilupparla

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Fidelizzare, coinvolgere, convertire.

Queste sono attività che devono suonare familiari a ogni imprenditore. O quantomeno a quelli che vogliono guadagnare online.

Infatti, sono la base di ogni business allineato alle ultime tendenze di mercato e rappresentano il cuore di un’attività digitale di successo.

Certo, scritte così possono voler dire tutto come niente. Perché funzionino, devono avere un’applicazione concreta. In altre parole, serve una strategia digitale.

Una delle soluzioni più efficaci da applicare sul proprio sito web è creare un’area membership (o area membri).

Scarica subito la mia guida gratuita per vendere di più su Internet.

Cos’è l’area membership e come funziona

L’area membership è la sezione ad accesso riservato di un sito web. Ovvero un’area in cui possono entrare solo degli utenti registrati. Uno spazio riservato ai tuoi clienti oppure ai tuoi commerciali e dipendenti.

Esistono diverse forme di membership area, in abbonamento mensile, in cui i membri pagano per avere dei contenuti periodici in cambio.

Ma non solo. L’area membri di un sito web può essere aperta anche a chi si registra non a pagamento. Perché, come ti ho già spiegato in altri articoli, la raccolta dati dei tuoi clienti ha un valore molto importante già di suo.

A prescindere da come sia impostata, il principio dietro all’area membership è fornire dei contenuti esclusivi e premium agli utenti che si sono registrati.

Quindi un qualcosa in più di ciò a cui possono accedere tutti. E far percepire questo valore aggiunto è fondamentale per il successo del servizio.

Da diversi anni mi occupo di questi aspetti per clienti aziendali e grandi organizzazioni.

Recentemente ho assistito la mia amica Anna Vincentini, insegnante di cucina presso Eataly e creatrice di mammahomecooking.it, nella creazione di un’area membri nel settore della formazione che ha funzionato molto bene.

Come già detto, siamo nel settore food. Un campo oggi estremamente competitivo e piuttosto saturo.

Da qui la necessità di un servizio innovativo e interessante, capace di distinguere il sito di Anna dalla concorrenza.

Così abbiamo deciso di creare un’area membership in cui offrire un video corso sulle casette di biscotto.

Dunque un tema di nicchia e creativo, che si è rivelato ideale nell’attirare un target stufo dei soliti contenuti e in cerca di qualche nuovo stimolo culinario.

E infatti non sono mancate le iscrizioni all’area membership in cui gli utenti, trovavano una serie di video tutorial sulla creazione delle casette di biscotto.

Perché è importante l’area membership

L’importanza dell’area membership è duplice.

Innanzitutto, ottieni il beneficio economico, che chiaramente consiste nell’abbonamento per l’accesso o la vendita diretta.

Un valore non da poco. Specialmente se, come nel caso di mammahomecooking.it, si rivela un’iniziativa di successo.

Sotto questo punto di vista, l’area membri è paragonabile a un servizio vero e proprio. Vendi un prodotto digitale.

Eppure non è tutto!

L’area membership è importantissima anche per il ciclo che si innesca con i tuoi utenti, con cui si crea un rapporto più solido e stretto. Questo perché percepiscono di fare parte di un gruppo esclusivo, rappresentato dal tuo brand e dai suoi ideali.

Come creare un’area membership di successo

Creare un’area membership di successo non è un’azione automatica e immediata.

Si tratta di un processo strategico, inserito all’interno di un contesto di funnel.

Leggi come far crescere il tuo funnel di vendita.

Per Anna ho puntato da subito alla targetizzazione dell’area membri, ovvero a generare del traffico qualificato, che fosse interessato a compiere la conversione voluta (e cioè acquistare l’accesso al video corso).

Come ci sono riuscito?

Ho avviato un funnel di vendita, a partire da una serie di email automatizzate che offrivano dei contenuti a tema e interessanti, così da portare gli utenti sulla pagina di iscrizione all’area membership.

Naturalmente, un elemento fondamentale per creare un’area membri di successo è ideare dei contenuti per cui valga la pena aderire.

Pensa cosa possa interessare al tuo target e traducilo in una forma facile da commercializzare e comoda da usufruire.

Ora che sai perché è importante l’area membership, inizia a lavorare sulla sua creazione per guadagnare di più con il tuo sito web.

 
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Le 5 regole per girare un video!

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Perché sono importanti i video per il proprio brand

Internet è un continuo pullulare di proposte. Come, allora, fare in modo di poter creare una corretta fidelizzazione?

Come poter instaurare un proficuo contatto con la probabile clientela?

Quindi, nelle varie dinamiche riguardanti il posizionare il proprio brand nel web e nell’interessare una vasta potenziale clientela, assurge a grande importanza il creare dei video che potranno, poi, essere, ambasciatori del proprio brand sui vari canali dedicati anche ai molteplici social network presenti su internet.

Perché integrare i video in una strategia di marketing?

Per anni, la realizzazione e l’utilizzo dei video marketing è stato considerato come esclusivo appannaggio dei grandi marchi e di chi disponeva di grandi budget. Oggi non è più così.

Infatti, i costi di produzione sono diminuiti in modo significativo negli ultimi anni e, inoltre, i nostri dispositivi mobili iPhone, smartphone, tablet sono perfettamente in grado di permettere una loro corretta visione.

È, anche, poi da considerare che recentissime ricerche di mercato, hanno evidenziato che, prossimamente, quasi l’ottanta per cento del traffico sarà costituito da video online. Non per nulla, sempre più professionisti del mondo degli affari vede i video come uno dei migliori mezzi in grado di offrire un buon ritorno al proprio brand, sia in termini di immagine sia come investimento.

Il video: il mezzo ideale per instaurare un rapporto di fiducia

Oltre ad una immagine dinamica e di tendenza per il proprio brand, i video consentono di poter migliorare notevolmente il rapporto di fiducia con la potenziale clientela.

Attraente e moderno, il video sembra, quindi, essere il mezzo ideale per portare informazioni interessanti e dettagliate su un prodotto e guadagnare la fiducia dei consumatori.

Di fatto, ha il potere di unire il suono, l’immagine e il dialogo per portare storie vive e creare legami affettivi reali tra lo spettatore e il marchio. Ma, come qualsiasi contenuto, deve essere rilevante e attraente calibrato in modo che l’utente si senta motivato a continuare a guardare il video.

Video e la mobilità

Il video può, pertanto, cambiare l’esperienza dell’utente, essendo in grado di offrire contenuti che sono diversi da quelli consueti. Grazie alla mobilità e ai social network, il video può raggiungere un pubblico molto più ampio. Queste piattaforme sociali sono, in effetti, veri e propri luoghi digitali ove i video sono ampiamente utilizzati, motivo per il quale è più semplice pervenire agli obiettivi e alle prospettive che ci si è prefissati di raggiungere.

Ottimo modo per diffondere il proprio brand e il proprio messaggio, questi social network aiuteranno a farsi conoscere e utilizzare la portata del messaggio anche attraverso la condivisione del video.

Quest’ultimo aspetto consente l’opportunità di unirsi maggiormente con un pubblico, oltre saper sviluppare un rapporto più forte. In sostanza aiuta anche a raccontare la storia del proprio brand.

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5 Aspetti di 5 Aziende Famose da Cui Devi Prendere Ispirazione

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Esiste l’azienda perfetta?

Forse no, ma ci sono degli esempi che si avvicinano molto. Brand da cui puoi imparare qualcosa di molto prezioso da applicare al tuo stesso business.

Anche se solo sotto un aspetto specifico.

Quindi indossa il tuo camice da dottor Frankenstein e preparati a scoprire 5 aspetti di 5 aziende famose da cui dovresti prendere ispirazione.

#1 La cultura aziendale di Google

Google è famosa sotto tanti punti di vista.

Un po’ perché è diventata parte integrante della nostra vita di tutti i giorni, un po’ perché ha reso la ricerca web un punto focale del mercato attuale.

Ma a parte questo, l’oracolo moderno più famoso del pianeta ha sempre fatto parlare di sé grazie alla sua politica aziendale.

Tanto da essere eletta e rieletta come la migliore azienda in cui lavorare.

Insomma, pare proprio che i suoi dipendenti non vedano l’ora che sia lunedì mattina. E mica solo grazie all’ottima copertura sanitaria o agli snack gratuiti illimitati.

È la filosofia aziendale di Google a renderla grande.

Quel NON fermarsi al minimo indispensabile, ma andare oltre, per creare un ambiente piacevole in cui lavorare e per stimolare la creatività – e quindi la produttività – dei suoi dipendenti.

Ecco un modello di business da prendere a esempio: un’azienda che ha capito che il proprio personale non è un esercito di mercenari, ma che con la giusta motivazione si possono trasmettere i valori e gli interessi del brand come propri.

#2 La strategia di social media di Ceres

“Ceres surfa i social come nessuno”. È questo lo slogan con cui il famoso brand di birra sottolinea la propria strategia di social media.

C’è poco da dire: ha proprio ragione.

La presenza di Ceres su Facebook e su altri social network si sta dimostrando imbattibile.

Il suo segreto? Adottare una comunicazione spudorata, ironica, senza peli sulla lingua e sempre sul pezzo.

L’azienda coinvolge ogni giorni i suoi follower su temi attuali e con un linguaggio assolutamente in target.

Ne è un esempio lampante lo slogan “Tenete presente che poi per nove mesi non potrete bere” lanciato in occasione del – e un po’ in opposizione al –tanto discusso #fertilityday.

Insomma, quando si tratta di raccattare Like, questa sì che è un’azienda da cui prendere ispirazione.

#3 Il customer care di American Express

Offrire il migliore servizio clienti sulla piazza è un modo veloce e sicuro per avere successo con la propria attività.

Ma customer care non significa solo rispondere in modo educato a chi chiama per ricevere assistenza tecnica. Vuol dire anche prendere delle iniziative che facciano sentire i tuoi clienti davvero speciali, ogni volta che ne hanno bisogno.

E a questo proposito calza propria a pennello l’esempio dell’American Express e del suo servizio Concierge.

I possessori di carta platinum possono infatti avvalersi 24 ore su 24 di un servizio clienti dedicato, in grado di rispondere a ogni loro esigenza: dal prenotare un ristorante a scegliere il regalo giusto per l’anniversario di matrimonio.

#4 La user experience di Apple

Cosa significa user experience? Si tratta dell’esperienza del cliente con il brand. Né più né meno.

Ok, in realtà c’è dell’altro. Perché in questo concetto rientra tutto l’universo percettivo, emotivo e funzionale legato al modo in cui le persone (utenti) vivono una determinata azienda, marca o prodotto.

A poche ore dalla presentazione dell’iPhone 7, con milioni di utenti collegati in diretta per avere un primo sguardo alle novità del dispositivo, è chiaro come Apple sia ormai campionessa di user experience.

Al di là dell’aspetto tecnico e del design dei suoi prodotti, Apple ha costruito il proprio brand sul legame emotivo con i suoi clienti, facendogli vivere un’esperienza che va ben oltre il semplice acquisto di uno smartphone o di un tablet.

Compri Apple, acquisti un mondo a sé. Ed è questa forza d’impatto che rappresenta il quarto esempio di business da cui prendere ispirazione.

#5 Il posizionamento e il targeting di Ikea

Conoscere il proprio target è un requisito fondamentale per avere successo sul marcato.

Lo sa bene Ikea, che ha fondato la propria attività sulle coppie giovani e gli studenti.

Scopri come definire il target dei tuoi annunci di Facebook Ads.

Ikea non vende mobili che durano in eterno. Questo lo sappiamo tutti.

Però vende soluzioni temporanee perfette per chi – solitamente in giovane età – ha bisogno di arredare una stanza o un appartamento velocemente e in modo non permanente.

In altre parole, Ikea ci insegna che non c’è niente di male nel vendere prodotti che non siano i migliori, a patto che tu sia il migliore a farlo.

Questi sono i 5 aspetti di 5 aziende che devi prendere a esempio.

Qual è la tua esperienza al riguardo? Lascia un commento qui sotto.

 
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I 5 Peggiori Errori che un Imprenditore Possa Commettere

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Quali sono le principali cause di “decesso” di un business?

Sì certo, potremmo parlare di crisi economica e di competizione agguerrita, ma la verità è che spesso sono le decisioni sbagliate a mettere fuori uso le piccole e medie imprese.

Il modo in cui un imprenditore si pone e come sceglie di gestire la sua attività è il principale fattore di successo – o insuccesso – nel mercato di oggi.

Ecco quali sono i 5 peggiori errori che un imprenditore possa commettere con la propria azienda.

Gli errori più comuni commessi dagli imprenditori: impara a evitarli

#1 Pensare che siano i clienti a dover venire da te.

Ecco il primo errore che ogni imprenditore deve evitare.

Se vuoi guidare un’attività di rilievo, non puoi credere che il successo sia un meccanismo automatico e scontato. Infatti non lo è per niente.

Hai avuto una buona idea, e l’hai commercializzata? Ottimo lavoro! Ma non puoi ritenere conclusa la tua parte, perché le persone non si presenteranno spontaneamente alla tua porta.

Sta a te individuare il tuo target e attirare l’attenzione dei tuoi futuri clienti.

Proprio a questo serve il marketing digitale. Investi in pubblicità online e promuovi i tuoi prodotti o servizi in modo interessante e mirato.

#2 Rifiutare di adattarti ai tempi e di evolvere il tuo business.

Un bravo imprenditore è una persona determinata. Un cattivo imprenditore è una persona ostinata.

La differenza è sottile ma fondamentale.

Infatti l’imprenditore ostinato è quello che resiste al cambiamento e che pretende che il tempo si fermi solo per lui.

Ma vuoi sapere una cosa? Questo non succede mai.

È giusto sapere cosa vuoi fare, ma devi anche essere capace di adattarti ai tempi e di evolvere il tuo business.

Prendi a esempio il caso Blockbuster. Sapevi che ha rifiutato svariate volte di acquistare Netflix?

Proprio così. Nel 2000 questa nuova rete di Internet TV aveva proposto a Blockbuster di essere acquisita come componente digitale del gruppo.

Secondo un’intervista rilasciata da Barry McCarthy, ex CFO di Netflix, i vertici di Blockbuster in tutta risposta gli risero in faccia. La loro azienda noleggiava DVD e chi se ne fregava dell’online.

Salvo che 16 anni dopo, Blockbuster è fallita, Netflix è inarrestabile e ormai il noleggio di film e serie Tv avviene solo ed esclusivamente su Internet.

Complimenti per la cocciutaggine Blockbuster!

#3 Mancare di focus e non dare delle priorità.

Gira che ti rigira, la strategia è sempre importantissima. E i suoi aspetti più rilevanti sono la chiarezza degli obiettivi e l’efficienza della procedura con cui raggiungere tali obiettivi.

Per questo in un’azienda sana non può mancare il focus.

In qualità di imprenditore, devi sempre capire quali sono le tue priorità e concentrarti su di esse.

Specializza la tua attività, ottimizza il tempo che hai a disposizione e affina i tuoi investimenti.

Tutto il resto è rumore inutile.

Scopri come fare crescere il tuo funnel di vendita con la giusta strategia digitale.

#4 Non riconoscere una buona idea quando ce l’hai davanti agli occhi.

Non ho dubbi: uno dei peggiori errori che un imprenditore possa commettere è non cogliere le opportunità che si presentano.

Le possibilità di ottenere un vantaggio competitivo non piovono dal cielo.

Quindi è bene che tu sappia riconoscere una buona idea. E quando capita, sfruttala.

Di imprenditori che si mangiano i gomiti ce ne sono fin troppi.

Per esempio, non tutti sanno che Excite, popolare motore di ricerca di fine anni ’90, rifiutò di comprare Google per 750 mila dollari.

Sì, hai capito bene: qualcuno ha detto “no grazie, sono apposto” all’acquisto di Google per meno di 1 milione di euro.

Quanto è costato questo errore a Excite? Più o meno 173.333 volte quella cifra. Ovvero circa 130 miliardi di dollari.

Un bel rimorso con cui vivere, eh?

#5 Sottovalutare la potenza del social media.

Ultimo ma non meno grave, trascurare i social network come supporto per il proprio successo è un altro degli errori che un imprenditore non deve mai commettere.

Oggi la presenza su Facebook, LinkedIn e compagnia bella è fondamentale per un professionista che vuole farsi notare.

Senza una pagina aziendale o un profilo business, è difficile competere con la concorrenza e costruire un personal brand solido e rilevante.

Hai capito quali sono i 5 peggiori errori che un imprenditore possa commettere? Allora cerca di evitarli a tutti i costi.

Se hai dei dubbi, lascia pure un commento qui sotto. Sarò felice di risponderti!