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Trimestrale da record per Apple anche quando vende meno iPhone

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E’ più facile giudicare che analizzare. ma a cosa serve?

È più forte di noi. Proprio non riusciamo a resistere.

L’accanimento ci riesce più spontaneo di un riflesso. Specialmente quando il bersaglio è in cima. O quanto meno è sopra di noi.

Ne è un esempio l’astio che è dilagato in questi ultimi mesi nei confronti di Apple e dei suoi nuovi prodotti.

Possiamo parlare di “critica”, ma criticare comporta un approccio analitico tanto degli aspetti negativi quanto di quelli positivi.

No, quello a cui assistiamo ogni giorno è semplice rimostranza, disapprovazione, sfogo.

Sia ben chiaro: il mio non vuole essere assolutamente un intervento pro Apple. Anzi, non me ne frega niente di entrare nel dettaglio della vicenda Apple in sé.

Quello su cui voglio accendere un riflettore, è l’atteggiamento che le alcune persone e media hanno assunto a prescindere.

Al lancio dei nuovi iPhone è seguito un turbine di voci su una presunta e inevitabile crisi dell’azienda. L’iPhone fa schifo, la Apple fa schifo, fa tutto schifo.

E invece eccoci qui. Flashfoward qualche mese dopo e i dati parlano di un +13% di ricavi rispetto allo scorso anno. Un trimestre con profitti quasi inediti, che neanche Steve Jobs si sognava.

Qui io allora mi chiedo: non è che ci sia una lezione da imparare in tutto questo?

Magari, un’analisi più riflessiva (critica) è l’approccio giusto al successo, o insuccesso, di un’azienda?

FORSE, la gogna automatizzata, per quando appagante, non è la filosofia di vita più produttiva. Così come urlare all’insuccesso degli altri non accresce il nostro successo.

Io sono convinto che il nostro percorso – personale e professionale – sia fatto di tante lezioni imparate.

Imparate anche analizzando con obiettività ciò che dà agli altri una marcia in più.

Anziché aspettare che qualcuno inciampi, perché non osserviamo come corre?

Capire il successo di Apple o di un’altra azienda è senz’altro più utile che giudicarne l’operato. E sia chiaro: questo non significa sposarne completamente i valori o promuoverne a pieni voti i prodotti.

Significa trovare dei riferimenti, degli spunti, dell’ispirazione a fare meglio.

Per questo la curiosità è molto più interessante del pregiudizio.

Un saluto,

Davide

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Come creare una pagina aziendale LinkedIn accattivante e di successo in 7 passi

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La tua azienda non va come vorresti? Le vendite sono in un periodo di stallo? Una mossa strategica che potrebbe aiutarti a iniettare nuova energia nel tuo business, è creare una pagina aziendale LinkedIn interessante e completa.

Almeno che non tu faccia parte di uno strano culto che ha deciso di vivere come una volta, resistere alla forza dei social network non ha senso. Oggi sono un must per ogni azienda e costituiscono una delle parti più importanti di una buona strategia digitale.

Ma non tutti i social network sono uguali. Anzi, ciascuno di essi svolge un ruolo ben preciso. Facebook, Instagram, Snapchat e poi LinkedIn, che guarda caso è il più importante quando si tratta di esibire il tuo profilo professionale.

#1 Scrivi un riassunto super accattivante

Il primo passo per creare una pagina aziendale LinkedIn di successo è descrivere la tua attività nel modo più figo possibile.

Serve il copy perfetto per narrare la tua azienda (e sottolineo narrare, non dire e basta), i suoi prodotti o servizi, i suoi valori e la sua mission in poche frasi. È proprio questa la funzione dello storytelling e richiede un elaborato studio del tuo business e del tuo target.

Niente esagerazioni e soprattutto nessuna frottola. Devi raccontare la verità, ma con un tono e delle parole capaci di trasmettere entusiasmo, professionalità e unicità.

Scopri cos’è lo storytelling: il nuovo must strategico del marketing

#2 Assicurati che il tuo prodotto o servizio principale sia protagonista

Cos’è la tua pagina aziendale LinkedIn se non una vetrina digitale del tuo business? E sai benissimo che un’azienda non è niente senza un ottimo prodotto o servizio alla base.

Ecco perché nel creare una pagina aziendale LinkedIn devi mettere in primo piano il tuo prodotto o servizio principale. Elencalo come prima voce nella sezione apposita e parlane con frequenza.

#3 Connettiti con i tuoi dipendenti

Chiedi al personale che lavora nella tua azienda di collegare il proprio profilo LinkedIn alla tua azienda. In questo modo tutti potranno avere una panoramica del team che vi lavora all’interno e avranno così la percezione di una pagina aziendale viva e pulsante.

#4 Pubblica contenuti utili e interessanti

Utilizza la tua bacheca di LinkedIn per pubblicare contenuti utili per chi ti segue e per chi vuoi che ti segua.

Dagli articoli del tuo blog ai link utili, ricorda di postare con costanza, perché è così che attirerai l’attenzione e potrai essere riconosciuto come un esperto nel tuo settore.

#5 Chiedi di postare recensioni e feedback dei tuoi prodotti o servizi

Una delle caratteristiche per cui vale più la pena creare una pagina aziendale LinkedIn è la possibilità di chiedere ai tuoi clienti che hanno un profilo di pubblicare una recensione di un tuo prodotto o servizio.

Avere delle referenze reali in bella vista è un plus enorme in qualsiasi strategia digitale, in quanto trasmette con efficacia fiducia ai nuovi e potenziali clienti.

#6 Comunica con un’immagine di copertina d’effetto

Considera l’immagine cover della tua pagina aziendale LinkedIn come un cartellone pubblicitario. Di sicuro non vuoi che sia anonima e inefficace.

Sfruttala al massimo, caricando un’immagine capace di catturare l’attenzione e di trasmettere il tuo messaggio.

#7 Aggiungi le possibilità di carriera

LinkedIn è una piattaforma molto utilizzata per cercare lavoro e, chissà, potresti trovare qui il tuo prossimo dipendente o collaboratore modello. Ma non solo.

Aggiungere eventuali possibilità di carriera nella tua azienda, ti espone a un livello di attenzione ancora più alto.

Ecco come creare una pagina aziendale LinkedIn di successo.

Se vuoi altri consigli sulla tua strategia digitale, continua a seguire il mio blog.

 

Email marketing: le mie strategie di Lead Nurturing

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L’ email marketing è un argomento di cui amo parlare.

Primo, perché è importantissimo per gli imprenditori. Secondo, nasconde una profondità strategica sorprendente e – se lo chiedete a me – anche molto avvincente.

Già, perché mica basta scrivere una newsletter, inviarla e aspettare che la magia della rete faccia il resto. L’email marketing è fatto di passaggi e di variabili che richiedono un lavoro continuo.

La lead nurturing è proprio uno degli elementi che rientrano in questa attività. Ma non solo: è uno dei più importanti.

Vediamo come può aiutare il tuo business a crescere.

Cos’è la lead nurturing

La lead nurturing è il percorso necessario per sviluppare delle relazioni con i tuoi clienti, contatti o lead. Il verbo inglese to nurture, infatti, significa proprio “coltivare” o “allevare”.

Questo processo agisce in ogni fase del funnel di vendita ed è fondamentale per fidelizzare i clienti e per creare un flusso di conversioni.

Come? Il principio della lead nurturing consiste nel creare e offrire valore per l’utente.

In altre parole, si tratta dell’insieme degli sforzi e della attività di comunicazione e marketing digitale, volti a scoprire le necessità dei prospect (clienti) e a fornire loro le informazioni e le risposte di cui hanno bisogno.

A cosa serve la lead nurturing e perché è importante “coltivare” i tuoi clienti

Come ripeto spesso, creare una newsletter efficace è sì importante, ma è solo un passaggio della strategia di email marketing.

Oggi acquisire dei contatti non vuol dire più creare una mailing list piena di persone e farsi vivo di tanto in tanto con newsletter commerciali. Quando ottieni dei contatti, devi investire nello sviluppo di una relazione duratura con loro.

Attraverso la lead nurturing devi tenere vivo l’interesse dei tuoi clienti, in modo da fare evolvere la relazione: perché è solo così che puoi trasformare lead in conversioni.

Ecco alcuni dati a supporto di quanto ti ho appena detto.

  • Le aziende che investono con successo nella lead nurturing generano il 50% in più di vendite sui loro lead a un costo del 33% più basso (fonte Marketo).
  • I contatti che sono target della lead nurturing effettuano acquisti più grandi del 47% rispetto agli altri (fonte The Annuitas Group).
  • Senza una strategia di lead nurturing adeguata, l’80% dei lead non si trasforma mai in vendita (fonte MarketingSherpa).

Insomma, è chiaro perché sia importante la lead nurturing e quanto necessario sia creare un piano di email marketing completo.

Per approfondire l’argomento: nel mio libro Coordinate Digitali, spiego come integrare la strategia di lead nurturing, è perché è così importante, all’interno di un funnel di vendita. Puoi ottenere la tua copia gratuita da questa pagina.

Ecco le mie strategie di lead nurturing

Solo contenuti mirati

Ci sono aziende che investono milioni di euro per conoscere i propri prospect. Chi sono, dove vivono, che lavoro fanno, cosa leggono, quali siti web visitano, dove vanno in vacanza, cosa mangiano, ecc.

Questo perché più è accurata e dettagliata la profilazione del target, più la comunicazione può essere mirata e, quindi, efficace.

Nel caso dell’email marketing, questo è particolarmente importante, perché il tasso di apertura di un’email commerciale è già basso (raramente eccede il 20%).

Il modo più intelligente ed efficace per rendere interessante una newsletter (o una sales letter, oppure un follow up) è proporre dei contenuti mirati, informativi e utili per il tuo target.

Email personalizzate

Secondo uno studio di Experian, le email personalizzate generano un ritorno fino a sei volte superiore rispetto a quelle generiche.

Come si fa a inviare delle email personalizzate? Innanzitutto, puoi segmentare la tua mailing list secondo diversi criteri: dal sesso all’età, ma anche per interessi o posizione geografica.

L’importante è fare in modo che chi riceve le tue email abbia la percezione che siano state scritte per lui o lei.

Costanza e puntualità

Infine, le chiavi del successo della lead nurturing sono la costanza e la puntualità.

Come già detto, il processo di email marketing è un percorso senza fine. Non basta dire “mando cinque email e poi è fatta”. Deve essere proiettato al futuro, con un flusso di contenuti di qualità continuo.

Inoltre, serve inviare l’email giusta al momento giusto. Per esempio, puoi aumentare molto le tue probabilità di creare un lead se invii un follow up entro cinque minuti da quando un utente compie una conversione sul tuo sito web.

Queste sono le mie strategie di lead nurturing, ma continua a seguire il mio blog per ricevere altri consigli sull’email marketing e non solo.

Un abbraccio!

 

9 modi etici per asfaltare la concorrenza

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Mangiare o essere mangiati.

Da sempre battere la concorrenza è la prima regola di sopravvivenza del mercato. Peccato che oggi la competitività abbia un volto completamente diverso da quello che aveva dieci o quindici anni fa.

Il vero business si gioca su internet e solo gli imprenditori che sanno come sfruttare tutti gli strumenti più importanti del web possono sperare di avere successo.

Ecco 9 modi per battere la concorrenza online

#1 SEO on-site e off-site

Negli ultimi anni la SEO è diventata una delle colonne portanti della comunicazione online. Ottimizzare il proprio sito per Google è una necessità se vuoi aumentare i clienti e battere la concorrenza.

E questo vale sia per la SEO on-site (struttura sito web, URL, contenuti, metadati, ecc.) che per la SEO off-site (link building).

#2 Social media strategy

Viviamo nell’era dei social network e creare un piano di social media aziendale è fondamentale.

Facebook, Instagram, LinkedIn e gli altri canali social offrono un mare di opportunità per le aziende. Dal tenersi in continuo contatto con il proprio target al trovare nuovi clienti, i benefici nel creare una pagina aziendale sono molteplici.

#3 Pubblicità online

Uno degli aspetti più interessanti e utili per battere la concorrenza online è possibilità di postare degli annunci pubblicitari anche con budget limitato.

Facebook Ads e Google AdWords ti permettono di raggiungere migliaia di persone. Ma non solo: puoi farlo in modo assolutamente mirato, grazie ai parametri di targetizzazione sempre più dettagliati.

Per questo è opportuno che ogni azienda riservi almeno una cifra minima da investire in pubblicità online ogni mese.

#4 Assistenza clienti

Il customer service è uno dei punti di differenziazione più importanti in un business. Tanto che può fare la differenza tra un primo e un secondo posto sul podio.

Con internet, non solo sono aumentate le modalità di fare assistenza, ma sono cresciute anche le aspettative dei clienti.

Offrire un servizio di assistenza clienti online puntuale e accessibile è indispensabile per battere la concorrenza. Per esempio, puoi inserire una chat in real time sul tuo sito web.

#5 Testimonial, referenze e recensioni

Vendi un prodotto o un servizio di qualità? Allora non essere timido nell’esaltarne il valore.

Crea sul tuo sito web una pagina o una sezione dedicata alla pubblicazione delle recensioni e delle referenze da parte dei clienti. Oppure, riporta l’esperienza di uno o più testimonial. Ad esempio dei professionisti rispettati che hanno tratto beneficio nel loro lavoro grazie a un tuo servizio.

Scopri come gestire i feedback negativi su internet

#6 Blog aziendale

Content is king.

Pubblicare contenuti interessanti, informativi e accattivanti è la strategia più efficace per attirare l’attenzione online. E si dà il caso che creare un blog aziendale sia il modo migliore per farlo.

Inoltre, è anche un ottimo canale di ottimizzazione in chiave SEO del tuo sito web. Con la possibilità di inserire tante parole chiave utili e dei link interni ed esterni.

#7 Newsletter

Di recente ho pubblicato un articolo proprio sull’email marketing, per aiutarti a creare una newsletter efficace.

Il motivo per cui l’ho fatto è l’importanza delle newsletter e delle sales letter per vendere più della concorrenza. Si tratta di un passaggio chiave nella creazione di un funnel e di una strategia digitale a lungo termine volta a ottenere sempre nuove conversioni.

Per approfondire l’argomento: nel mio libro Coordinate Digitali, spiego come analizzare la concorrenza. Puoi ottenere la tua copia gratuita da questa pagina.

#8 Freebies

Un freebie è un contenuto gratuito che offri da scaricare sul tuo sito web o via email. Per esempio una guida utile per risolvere una determinata problematica attinente al tuo settore.

A cosa serve? Innanzitutto a creare valore per i tuoi clienti e utenti. In secondo luogo, è un ottimo modo per ottenere nuovi contatti da aggiungere alla tua mailing list, chiedendo l’indirizzo email come requisito per il download.

#9 Landing page

A proposito di contenuti scaricabili (gratis o a pagamento), la landing page è il trampolino di lancio per farlo. Così come è la pagina perfetta per vendere i tuoi prodotti e servizi.

Proprio perché le compete un ruolo così decisivo, la landing page necessita di un trattamento di altissimo riguardo, con uno studio dei contenuti (testi, grafica, e CTA) davvero meticoloso.

Questi sono i miei 9 consigli per battere la concorrenza online in modo etico ma efficacissimo.

Ne vuoi altri? Continua a seguire il blog e fai like alla mia pagina Facebook.

 
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Le 5 novità di Facebook imperdibili per il tuo business

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Facebook per le aziende è un fiume in piena. Non solo per la quantità di annunci pubblicitari che vengono pubblicati ogni giorno (secondo eMarketer, nel 2017 il social network costituirà il 14,7% del mercato adv digitale globale), ma anche per il flusso di aggiornamenti e miglioramenti studiati per le PMI che ne fanno uso.

Proprio tra queste novità si nascondo cinque strumenti di cui non puoi fare a meno per avere successo online con la tua attività.

Ecco le novità di Facebook per le aziende che non puoi perdere

#1 Più controllo sul posizionamento delle pubblicità

Finalmente gli inserzionisti potranno contare su un maggior numero di opzioni di controllo in Audience Network, Instant Articles e ads in-stream.

Pubblicare i tuoi annunci su canali al di fuori di News Feed (per esempio su una app) è un’ottima strategia per raggiungere più persone e trovare nuovi clienti. Tuttavia è fondamentale avere il controllo delle piattaforme su cui finisce la tua pubblicità, per garantirne la massima efficacia.

Grazie a questo nuovo aggiornamento, ora puoi escludere determinati posizionamenti semplicemente bloccando una lista di editori, app e siti web.

#2 Ora Facebook fa anche il takeaway

Ottima notizia per i ristoranti da asporto: sarà possibile ordinare cibo con Facebook.

Ormai è innegabile che il social network americano sia diventato parte integrante della nostra vita. Anzi, molto di più: è il nucleo attorno a cui ruotano tantissime attività quotidiane. Dal modo in cui ci informiamo a come comunichiamo.

E ora anche come mangiamo. Infatti, gli utenti potranno piazzare ordini presso i locali che rientrano in delivery.com o slice, con tanto di menu, prezzi e valutazioni. Il ché dovrebbe aprire nuove possibilità per gli imprenditori che sapranno sfruttare questa funzione.

#3 Pubblicità al vivo: immagini più grandi, maggiore attenzione

La componente grafica è importantissima per una pubblicità di successo su Facebook. Per fortuna ora sarà più facile creare delle immagini che catturano l’attenzione.

Come? Grazie alla possibilità di pubblicare immagini e foto full-width. Un trucco che può aumentare il grado di interesse degli utenti del 58% e la monetizzazione del 34% (fonte, uno studio effettuato da Facebook).

Scopri come creare il piano di social media marketing della tua azienda

#4 Intolleranza verso il clickbait

Questa è un’altra importante novità di Facebook per le aziende. Infatti sono previste delle regole più rigide nei confronti del clickbait. Ovvero, di quegli annunci e post “scrocca click”. Della serie “Regole per un matrimonio perfetto. Non indovinerai mai qual è la 5.”

Insomma, i professionisti che usano Facebook per la propria attività dovranno fare molta attenzione a non pubblicare pubblicità e post che possano passare come clickbait. Il ché può essere visto come un incentivo a migliorare la qualità dei propri contenuti, che fa sempre bene!

#5 Immagine cover animata

Quante volte ho parlato dell’importanza dell’immagine cover su Facebook? Tante, ma mai troppe. Si tratta di uno degli elementi di maggiore impatto per fare un’ottima impressione con i tuoi utenti.

AdWeek riporta che Facebook sta lavorando con Netflix e Flixel Photos sullo sviluppo della cover animata. Un modo creativo per dare ancora più risalto e personalità alla tua pagina aziendale.

Se vuoi approfondire sull’importanza del marketing digitale e su come avere successo online, rinnovo il consiglio di leggere il mio libro, lo trovi nelle migliori librerie e anche online in formato Kindle, » Coordinate Digitali, La mia Guida di Strategia Digitale per Imprenditori

Hai già letto il mio libro? Hai lasciato la tua recensione su Amazon?

Non ti nascondo che mi farebbe realmente piacere, mi sono informato, è possibile scrivere una recensione anche se hai acquistato il libro in un’altra libreria, basta essere registrati come utente.

Puoi scriverla » qui 

Vuoi leggere altre novità su Facebook per le aziende? Segui il blog: ogni settimana trovi nuovi contenuti utilissimi!

 
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5 Atteggiamenti da Evitare sul Lavoro Che ti Fanno Percepire Spiacevole

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La reputazione e il rapporto con gli altri sono due fattori fondamentali per il tuo successo.

Eppure esistono delle cattive abitudini sul lavoro che ti fanno apparire poco piacevole senza che tu te ne renda conto.

Dalla mimica del corpo a veri e propri atteggiamenti scostanti, la cosa migliore è prenderne consapevolezza. Solo così potrai evitare situazioni spiacevoli.

Ma soprattutto, sarai in grado di eliminare eventuali ostacoli alla tua carriera.

Evita questi 5 atteggiamenti spiacevoli sul lavoro

1.     Dipendenza da smartphone

Chiamo con il termine “dipendenza da smartphone” quella cattiva abitudine che hanno molti professionisti. E cioè guardare il proprio telefono ogni cinque minuti, a prescindere da dove ti trovi.

Questo è un atteggiamento spiacevole in qualsiasi contesto sociale. Ma specialmente sul lavoro, dove comunicare disinteresse può essere fatale per il rapporto con un cliente o con un collaboratore.

Già, perché è proprio questo il messaggio che comunichi quando guardi il tuo telefono mentre qualcuno ti parla. Oppure quando lo appoggi sulla scrivania nel corso di una riunione.

Scopri come scegliere i collaboratori giusti.

2.     Uso inappropriato dei social media

Facebook, Instagram e compagnia ormai fanno parte della quotidianità. Peccato che spesso le persone usino questi canali più come uno sfogo che come semplice passatempo. Anche su temi sensibili e in riferimento al lavoro.

Questa è una delle cattive abitudini sul lavoro che non ti puoi permettere se vuoi avere un’attività o una carriera di successo.

Per quanto sia possibile limitare l’accesso al tuo profilo e ai tuoi post, in realtà è improbabile avere il controllo certo sulla fine che fa tutto ciò che condividi e pubblichi.

Il mio consiglio: modera i tuoi toni sempre e a prescindere, ed evita completamente di pubblicare commenti forti a contenuti pubblici.

In poche parole, dai per scontato che chiunque possa leggerti.

3.     Perdere la calma troppo facilmente

A nessuno piace il lunedì mattina. E tutti hanno le proprie seccature personali.

Questo però non è un buon motivo per essere irascibile e per perdere le staffe con gli altri.

Alzare la voce, rispondere male, insultare e litigare davanti a un problema (seppur non causato da te) è un forte segnale del fatto che non hai il controllo.

Infatti denota una scarsa intelligenza sociale perché dimostra la tua incapacità di relazionarti con gli altri in modo equilibrato.

Questo non è solo un atteggiamento dannoso sul lavoro perché lede il rapporto con i tuoi colleghi. Mette anche in discussione le tue capacità imprenditoriali e manageriali, suggerendo a chi osserva che non sei in grado di gestire le situazioni complicate.

Risultato: verrai etichettato come instabile. E non è certo la prima qualità che le persone cercano sul lavoro.

4.     Il complesso del pavone

Tra le cattive abitudini sul lavoro, il complesso del pavone merita una menzione speciale.

Di cosa si tratta? Quando le persone tendono a “mostrare la coda” seppure nessuno glielo abbia chiesto.

“Ho fatto questo”, “conosco quello”, “sono stato questo e quello”. Tirare in ballo di continuo i tuoi rapporti professionali, titoli, abilità, competenze, e amicizie influenti è un modo molto veloce ed efficace per irritare gli altri.

Ricorda: il professionista sicuro non ha bisogno di fare nomi e citare titoli altisonanti per dimostrare il suo valore. Sono i fatti che parlano più di qualsiasi (auto) referenza.

Questo vale tanto di persona quanto online. Per esempio sul tuo profilo LinkedIn.

5.     Gossippare sui colleghi e dipendenti

Il gossip sul lavoro non è mai una buona idea. Non importa quanta confidenza tu abbia con la persona con cui lo fai.

Innanzitutto pone l’attenzione su un lato non proprio professionale del tuo carattere. Tipicamente, il pettegolo dell’ufficio è associato a una personalità frivola e insicura.

In secondo luogo, rende difficile ottenere la fiducia dei tuoi colleghi o dei tuoi collaboratori. Perché il dubbio che tu possa fare lo stesso con loro ci sarà sempre.

Le persone preferiscono i caratteri edificanti a quelli distruttivi. Per questo è importante adottare un atteggiamento positivo.

Questi sono 5 atteggiamenti sbagliati da evitare sul lavoro per non apparire spiacevole.

Continua a seguire il mio blog per ricevere altri consigli su come avere successo.

 

Come scalare e crescere il tuo business su Internet in pochi mesi

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Congratulazioni: hai fondato un’azienda, hai creato un servizio o un prodotto, e lo hai iniziato a vendere.

Sì, ma ora? Qual è il tuo prossimo passo?

Se vuoi fare crescere davvero il tuo business, oggi esiste una sola strada capace di proiettare la tua azienda al livello superiore: il Web.

Internet è la realtà in cui le aziende competono e fanno soldi. Rimanerne fuori significa accontentarsi di sopravvivere o, in molti casi, scomparire del tutto.

Per fortuna scalare un’attività online non è una missione impossibile. Anzi, esistono delle soluzioni accessibili a tutti che rendono possibile puntare a una crescita decisiva in un periodo relativamente breve.

Come crescere il tuo business con il digital marketing

Il digital marketing è la chiave per crescere un business online.

Aumentare la presenza della tua azienda su Internet, trovare nuovi clienti, comunicare con quelli che hai già, e ottenere sempre più conversioni sono gli obiettivi fondamentali a cui devi aspirare. E la buona notizia è che sono tutti realizzabili, anche per un piccolo imprenditore.

Ti serve solo una buona strategia digitale.

Andiamo in ordine. Il primo passo per scalare la tua azienda su Internet è portarla realmente online. Cosa significa?

Devi costruire una visibilità sul Web tale da essere facilmente raggiungibile e, allo stesso tempo, essere riconosciuto come un’autorità nel tuo campo. A questo servono i canali e gli strumenti impiegati dal marketing digitale.

Innanzitutto, inizia col creare e ottimizzare il tuo sito web.

Anche sotto questo aspetto, l’evoluzione avvenuta negli ultimi anni è enorme. Sono lontani i tempi in cui per avere un sito web bastava mettere su quattro pagine senza la minima cura.

Il design e i contenuti di un sito fanno la differenza.

Dal punto estetico, ormai esistono degli standard sotto i quali l’azienda non viene neanche presa sul serio. Ma non solo: una grafica attuale e pulita significa anche una navigazione più intuitiva e quindi una user experience migliore.

Lo stesso vale per i contenuti. Devono essere chiari e accattivanti per gli utenti, e ottimizzati dal punto di vista SEO per i motori di ricerca. In più è buona prassi creare un blog aziendale per pubblicare articoli interessanti e favorire l’indicizzazione con l’uso di parole chiave mirate.

Come ti sarai accorto di sicuro, oggi i social network giocano un ruolo decisivo nel successo di un’azienda. Infatti creare il piano di social media marketing è un altro passaggio obbligatorio per crescere un business online.

Si tratta del canale più diretto e immediato per coltivare il legame con i tuoi clienti in tempo reale e per scalare la tua azienda su un contesto potenzialmente quasi illimitato.

E non è tutto. Proprio i social network sono diventati i nuovi canali pubblicitari più potenti. Per esempio Facebook Ads, che ti permette di pubblicare annunci per trovare nuovi clienti anche con un budget limitato.

Questi sono strumenti di cui un imprenditore oggi non può fare a meno.

Come generare conversioni per scalare la tua azienda online

Una volta che hai rafforzato la tua presenza online, è il momento di generare delle conversioni. Ovvero trasformare i contatti (o i Like) che hai ottenuto in azioni utili alla tua azienda e/o in vendite.

Oltre ai canali di cui ti ho appena parlato, devi creare una strategia digitale a lungo termine comprensiva di un’attività di fidelizzazione e retargeting.

Per esempio, ti consiglio di avviare un sistema di email di follow-up e newsletter per continuare a incanalare i tuoi contatti verso la conversione che vuoi ottenere.

Scopri come creare una newsletter efficace con l’email marketing

Sì, perché generare in modo continuativo un volume di conversioni e di vendite online è la prova concreta che sei riuscito a far crescere il tuo business online.

Tutto quello di cui di ho parlato può essere realizzato in breve tempo e – fatte le cose nel modo giusto – potresti notare dei risultati rilevanti già dopo pochi mesi. Naturalmente, la vera crescita avverrà nel tempo e in modo progressivo.

Hai delle domande riguardo a come scalare la tua attività online? Usa la sezione qui sotto!

 
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I bot per il business: ecco l’evoluzione del servizio clienti

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Un servizio clienti diretto e immediato, proprio come una chat.

In sintesi, questa è l’essenza dei chatbot di cui si parla tanto.

Già, perché ormai i bot per il business sono fissi sulla bocca di imprenditori e informatici. Specialmente da quando anche Facebook ha integrato i bot su Messenger.

Ma lo sappiamo, di fronte a questo genere di innovazioni è facile farsi prendere dall’entusiasmo. Questo però non sempre si traduce in un effettivo successo sul lato pratico.

Ecco perché è importante chiedersi se i chatbot per le aziende siano una mossa strategica conveniente.

Chatbot aziendali: cosa sono e come funzionano

Cosa sono i chatbot? Il nome lo suggerisce in modo abbastanza esplicito: chat + robot.

Più precisamente, i bot per il business sono dei software capaci di interagire con i consumatori umani.

Ovviamente, nel 2017, le aspettative sull’interazione uomo-macchina hanno surclassato quelle dei robot giocattolo anni ‘90. Specialmente quando si tratta di un servizio rivolto ai clienti, che di certo non si accontentano di un’assistenza inferiore a quella fornita da un operatore in carne e ossa.

I chatbot aziendali devono funzionare in modo verosimilmente intelligente.

In altre parole, devono essere in grado di codificare e mettere in pratica le dinamiche comunicative umane, così da potere sostenere delle conversazioni complete.

Per esempio, il bot di Pizza Hut permette ai clienti di questa catena di ordinare ad asporto attraverso Twitter e Facebook Messenger, proprio come farebbero al telefono con un dipendente umano.

È chiaro come questo aiuti a tagliare i tempi da entrambe le parti, senza peggiorare l’esperienza del consumatore. Anzi, la migliora! Perché i clienti possono persino controllare in tempo reale lo stato del proprio ordine.

Ed è proprio questo un fattore fondamentale nel concepimento dei bot per il business.

Perché abbiano successo, non devono solo essere una comodità dal punto di vista dell’imprenditore, ma devono anche dare un valore aggiunto al consumatore.

Si tratta anche di un criterio importante per regolamentare il ruolo e la crescita dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro.

I benefici dei bot per le aziende e per i consumatori

Se progettati con intelligenza, i bot per il business rappresentano un vantaggio enorme per le aziende e per i loro clienti.

In primis, un chatbot è una soluzione efficiente per velocizzare determinati servizi e per metterli a disposizione del cliente 24 ore su 24, senza sforzi difficili da sostenere in termini di risorse umane.

In particolare per i piccoli imprenditori, che difficilmente si possono permettere di assumere personale interamente dedicato all’assistenza clienti e così finiscono per sacrificare il proprio tempo o quello di un dipendente che dovrebbe fare altro.

Più organizzazione da parte dell’azienda significa anche un servizio migliore per il cliente.

Basta attese infinite al telefono, segreterie telefoniche, dover aspettare il lunedì mattina, e tutti quei disagi che si incontrano spesso. I chatbot garantiscono di poter contare su un supporto costante e continuo.

E infatti i dati parlano chiaro.

Secondo quanto rappresentato nel report pubblicato da My Clever Agency, più dell’80% dei consumatori (84,6%) preferisce i bot come canale di assistenza.

Ma non è tutto.

I chatbot non sono solo un mezzo per semplificare un servizio. Rappresentano un’opportunità di business, perché permettono di inventarne e offrirne di nuovi.

I bot per il business non devono essere necessariamente un supporto legato a un’attività già esistente. Possono essere loro stessi un’attività a sé.

Esempi di bot per il business e come seguire il loro successo

Uno dei bot più di successo del Web è Swell.

Il concetto alla base è molto semplice. Le persone amano ricevere consigli dagli altri quando devono prendere una decisione.

E Swell fa proprio questo. Una chat che dà consigli.

Semplice no? Talmente semplice che oggi ha superato il milione e mezzo di user.

Lo stesso vale per Poncho, un bot che si occupa di previsioni del tempo e che conta un seguito enorme.

Insomma, che si tratti di un software a sé o di un servizio aziendale, i chatbot aprono la strada a nuove strategie di interazione con i clienti.

Un trend di marketing che non solo pare destinato a rimanere, ma che evolverà in modi che possiamo solo immaginare.

 

 
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Email marketing: come creare una newsletter efficace per la tua attività

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L’email marketing è un elemento essenziale per una strategia digitale di successo. Ma se vuoi che funzioni, devi innanzitutto sapere come creare delle newsletter efficaci da inviare ai tuoi clienti.

Si tratta infatti di uno strumento delicato. Usalo nel modo sbagliato e otterrai il risultato opposto. La linea di confine tra una newsletter fatta bene e una disastrosa è sottile: bastano pochi errori perché sia percepita come spam o spazzatura dalle persone.

Ecco perché in questo articolo ti voglio svelare quali sono i segreti più importanti per scrivere una newsletter efficace.

Scopri com’è cambiato il marketing.

I contenuti giusti per creare una newsletter efficace

In generale, saprai certamente quale è la finalità dell’email marketing: comunicare con l’utente. Tuttavia, affinché abbia successo, ogni singola newsletter deve avere un obiettivo ben preciso.

Già a partire dall’oggetto, il destinatario deve capire di cosa si tratta e deve essere stimolato ad aprirla.

Dunque definire lo scopo della newsletter è il primo passo, perché è attorno a questo obiettivo che devi andare a creare i contenuti dell’email stessa.

Vendere un particolare servizio, scaricare un file, utilizzare un buono sconto, visitare il tuo sito web, oppure lasciarti un like su Facebook. Sono alcuni esempi di cosa intendo per obiettivo preciso.

In altre parole, una newsletter deve puntare a generare una conversione specifica, un’azione.

Molti imprenditori invece usano l’email marketing in modo generico, senza alcuno scopo netto, se non con l’unica finalità di restare in contatto con i propri clienti.

L’errore sta nel fatto che in questo modo i destinatari non hanno alcun interesse a leggere la tua email. Perché mai dovrebbero “restare in contatto” se tu non hai niente di concreto da dirgli?

Per creare una newsletter efficace devi inserire dei contenuti che offrano un valore a chi la riceve. Che si tratta di un’offerta speciale o di informazioni su come fare una determinata cosa, deve esserci un incentivo inequivocabile.

Curare il layout e lo stile della newsletter

Una volta chiaro quello che devi comunicare ai tuoi clienti, è il momento di capire come farlo.

Scrivere una newsletter efficace significa anche utilizzare lo stile e la grafica giusti. Come?

Innanzitutto, devi partire dal tuo target. Adatta il tono dell’email al lettore: usa il suo linguaggio, i suoi punti di riferimento, il suo contesto culturale. Insomma, comunica in una forma che sai verrà percepita come familiare e accattivante.

In secondo luogo, impagina la newsletter così da renderla ancora più invitante: titoli, immagini e CTA. Ci vogliono equilibrio e gusto estetico.

Come creare newsletter efficaci con l’A/B test

Attenzione però: nell’email marketing non è detto che sia “buona la prima”. Potrebbe essere necessario un perfezionamento delle tue newsletter.

Proprio a questo serve l’A/B test, o A/B split testing.

Si tratta semplicemente di una prova che permette di capire quale sia la forma più efficace della tua newsletter, inviandone più versioni diverse contemporaneamente.

Per esempio, un A/B test può consistere nell’inviare la stessa newsletter ma con due oggetti diversi.

Come funziona?

Prima di tutto, uno stesso destinatario non riceve due email diverse: ma riceve solo una delle versioni.

Infatti, il programma di mailing invia la newsletter A a certe persone e la newsletter B ad altre (e poi C, D, E, a seconda del numero di varianti create). E lo fa solo per un determinato periodo di tempo, alla fine del quale seleziona l’email che ha ricevuto più click e la manda a tutti i restanti contatti.

Una soluzione utilissima per migliorare il tiro di volta in volta, fino a conoscere perfettamente qual è la forma di newsletter che funziona meglio con i tuoi clienti.

Ti interessa sapere di più su come creare una newsletter efficace per la tua azienda? Continua a seguire il mio blog, a breve posterò altri articoli sull’email marketing.

Intanto scopri tutte le mie news di maggio.

 
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Creare il Piano di Social Media Marketing per la Tua Azienda

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Il piano di social media marketing non è solo importante.

È necessario per avere successo.

Siamo nel 2017 e i social media sono in circolo da abbastanza tempo da avere tutte le prove di cui hai bisogno per convincerti della loro efficacia in campo commerciale.

Il perché è chiaro. Tuttavia gira ancora molta confusione sul come dare vita e gestire una presenza attiva sui social.

Molti imprenditori capiscono che devono creare una pagina aziendale su Facebook, ma poi si perdono.

Per questo in giro si vedono così tante “pagine aziendali fantasma”, con gli ultimi post che risalgono a mesi prima.

Il motivo di questa confusione è semplice: a questi imprenditori manca un metodo.

Ed è proprio questo il ruolo del piano di social media marketing aziendale.

L’importanza del piano di social media marketing aziendale

Per dissipare questa confusione, ti spiego innanzitutto cos’è la strategia di social media marketing.

Si tratta di un vero e proprio piano di azione che coordina i post che devi scrivere, le immagini e/o i video da caricare, le campagne a pagamento e tutto ciò che può dare più visibilità alla tua azienda su Internet.

Non solo.

Questa strategia fissa anche il tono della tua comunicazione social. Ovvero come scrivi e quali contenuti condividi.

Quindi è importante capire che non basta creare una pagina social e postarci ogni tanto come capita.

È necessario avere un programma di attività calendarizzate che devono essere eseguite con una frequenza costante e con uno stile preciso.

Queste attività devono essere mirate e bilanciate.

La tua azienda, a seconda del settore e del target (ma anche del tuo budget), richiede un piano di social media marketing specifico.

Per esempio, Ceres usa un linguaggio molto diretto e umoristico, con una cadenza regolare ma non eccessiva.

Chiaramente non è casuale. Sarebbe impossibile avere successo su Facebook o su Instagram senza un piano definito in mente.

Ed è proprio questa la difficoltà degli imprenditori con i social network. Senza una linea guida o postano in modo confusionario, o finiscono con l’abbandonare del tutto questa attività.

Come dargli torto? Soprattutto perché senza metodo, gestire la tua pagina social richiede una quantità di tempo nettamente superiore.

Invece bisogna pianificare prima di postare: è questa l’essenza di una strategia social vincente.

Vuoi anche tu avere più successo online? Scopri i miei servizi di consulenza per aziende.

Cosa serve per creare un piano di social media marketing di successo

Nel creare il piano di social media marketing di un’azienda è necessario prendere in considerazione degli elementi specifici.

Per prima cosa, devi identificare gli obiettivi della tua azienda, perché il compito delle tue pagine social è proprio aiutarti a raggiungerli.

Vendere di più, trovare nuovi clienti, rafforzare la tua immagine di branding. A seconda del tuo goal, la strategia cambia.

Allo stesso modo, devi conoscere anche chi sono i tuoi follower.

Sì, perché il target della tua attività (e quindi delle tue pagine) è importante quanto gli obiettivi.

Attorno a questo elemento gira tutto quello che pubblichi e lo stile con cui lo fai.

Puoi essere più o meno tecnico, formale o informale, serio o divertente, commerciale o informativo, ecc.

Una pagina social non serve a niente se non c’è nessuno che la legga. Quindi è chiaro quanto sia importante che il tuo piano di social media marketing aziendale tenga conto di cosa vogliono leggere i tuoi clienti.

Questo ci porta a un altro aspetto fondamentale della social media strategy: la scelta dei contenuti.

Da un lato devono essere attinenti alla tua attività, dall’altro devono essere accattivanti. Anche nel settore più tecnico!

Se segui delle pagine molto popolari su Facebook o Twitter, avrai notato che i temi proposti sono quasi sempre delle “scintille”.

Il motivo è semplice: devono creare discussione. E più l’incendio divampa, meglio è!

Ecco perché un buon piano di social marketing tiene conto degli argomenti caldi del momento. Ovvero di quei temi attuali che sono propensi a scatenare i commenti dei follower.

Certo prima devi essere sicuro che queste persone vedano quello che pubblichi. Perché la concorrenza sui social è dura, e spesso i tuoi post possono passare in secondo piano.

Tradotto: può servire una spintarella sponsorizzata. Allora la tua strategia deve calcolare il budget che vuoi investire nei social.

Infine, proprio in relazione agli elementi di cui ti ho parlato fino a questo punto, devi decidere anche quali sono i social network che fanno al caso tuo.

Come avrai capito, curare una pagina social richiede tempo e quindi non ha senso perderne su un canale che in realtà non ti serve o non è adatto.

Il tempo infatti è un fattore chiave nel piano di social media marketing. Non solo perché devi programmare quando e quanto postare, ma anche quante ore dedicarci.

Non è un caso che le aziende si appoggino a dei professionisti per farlo bene.

La tua strategia social ha bisogno di un miglioramento? Segui il mio blog per ricevere altri consigli utili.