Categoria: Marketing

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Com’è cambiato il marketing: internet e la trasformazione del mercato.

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Negli ultimi 10 anni il marketing è cambiato moltissimo.

Trend di tutti i tipi si sono alternati con più o meno successo, ridefinendo il concetto di comunicazione e di pubblicità.

Ma in realtà, a cambiare ancora prima del marketing è stato proprio il comportamento delle persone – e, più nello specifico, dei consumatori – e il modo in cui si fa business.

In questo clima di cambiamento perpetuo, tuttavia, sembra essere rimasta costante un’unica, grande verità: o ti aggiorni o vieni lasciato indietro.

Internet e la trasformazione del mercato

La storia degli ultimi anni è costellata di dinosauri che si sono estinti perché incapaci di leggere i nuovi trend del mercato.

Colossi che un tempo dominavano incontrastati il proprio settore, ma che si sono trasformati in fossili.

Gli esempi sono molti. Da Blockbuster a Kodak.

Causa del decesso: incapacità di adattamento.

Sì, perché non è stato Internet a uccidere queste aziende, sono state loro stesse a farlo.

Questi brand non hanno sbagliato a cambiare. Non lo hanno proprio fatto e così si sono visti soffiare da sotto il naso il loro primato da quelle giovanissime startup che probabilmente loro non hanno neanche subito riconosciuto come concorrenza.

Eppure i casi di brand che si spengono per staticità non sono finiti nemmeno oggi che Internet è una realtà nota e riconosciuta.

Per quale motivo? Perché molte aziende non capiscono che il marketing cambia ogni giorno e che è necessario aggiornare costantemente i propri modelli comunicativi.

Un esempio davvero rappresentativo è il caso Abercrombie & Fitch.

Questo brand di vestiti sembrava sulla bocca di tutti, con code infinite e adolescenti in crisi ormonale per farsi fotografare insieme ai commessi poco vestiti.

Ma la favola è durata poco.

Abercrombie & Fitch non ha capito come è cambiato il marketing e ha fallito a trovare un posizionamento preciso.

Così ha continuato a proporre un’immagine confusa e obsoleta, che alla lunga ha stancato – se non addirittura irritato – i consumatori, fino a farle guadagnare il titolo di secondo brand più odiato.

Scopri cos’è lo storytelling: il nuovo trend del marketing.

Come è cambiato il marketing e come adattarsi

Uno dei primi indicatori di come è cambiato il marketing è l’importanza di creare valore per i consumatori.

Oggi la concorrenza è immensa. Potenzialmente infinita!

Pertanto non basta più mettere in vetrina un bell’addominale scolpito (letteralmente). Serve qualcosa di più concreto e interessante.

Per questo parlo molto spesso di funnel di vendita.

Per vendere su Internet e avere successo online, c’è bisogno di una strategia digitale a lungo termine.

Cosa significa? Che anziché focalizzarti solo sul vendere immediatamente, devi investire nel costruire un rapporto a lungo termine con il tuo target.

Invece di lanciare dei messaggi unidirezionali, dai vita a un dialogo.

Questo significa creare valore per i tuoi utenti: devi dare loro un motivo concreto per tornare da te ancora e ancora.

E infatti proprio un altro pilastro del marketing contemporaneo (e futuro) è l’uso dei contenuti.

Oggi la comunicazione ha bisogno di contenuti di qualità, originali e mirati.

Dallo stile all’ottimizzazione SEO, devi curare ogni singolo aspetto dei contenuti del tuo sito web, delle tue campagne e dei tuoi canali social.

Ed eccoci così arrivati nel vagone della prima classe del digital marketing: i social network.

Il modo in cui è cambiato il marketing nell’ultimo decennio è principalmente dettato dalla supremazia di Facebook, Instagram e compagnia bella.

Oggi il marketing e la comunicazione sono condivisione e interazione.

I grandi brand parlano faccia a faccia con i propri clienti e attuano la propria strategia praticamente in tempo reale.

Per questo è fondamentale creare la tua pagina aziendale su Facebook e affini.

Infine, una caratteristica fondamentale del digital marketing è la sua componente analitica.

Oggi puoi misurare i risultati della tua comunicazione e correggerla a seconda delle esigenze.

Vuoi leggere altri consigli su come sfruttare al meglio il digital marketing? Continua a seguire il mio blog.

 
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La mia strategia per realizzare video

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La strategia migliore per realizzare un video

Per fare in modo che i visitatori dei tuoi social e del tuo sito web seguano i tuoi video, sono necessarie alcune semplici strategie. Infatti, bastano anche pochi secondi per catturare o far perdere la loro attenzione nei confronti del video girato.

Ecco perché è importante il saper identificare il pubblico che si desidera raggiungere e assicurarsi che il video sia, effettivamente rilevante per lui, in grado, perciò, di portare un valore aggiunto e rispondere ad un bisogno.

Più tempo il tuo pubblico passerà a guardare i tuoi video è maggiori saranno le possibilità che interagisca con il tuo brand.

Nel fare tutto ciò, pertanto, non sarà necessario mettere tutto in un unico video, ma sarà sufficiente selezionare e misurare l’impatto sul tema. È anche utile sintonizzare il messaggio in base al feedback.

Suggerimenti utili per girare un video

Dato che le statistiche mettono in evidenza che i primi venti secondi di un video sono fondamentali, vediamo quali possano essere alcuni suggerimenti utili per predisporsi mentalmente nella maniera migliore.

Tra i punti essenziali per fare in modo di creare un video che sia efficiente per il proprio brand troviamo:

1. Avere un argomento specifico

Questo è, quasi sicuramente il primo punto, dato che da questo si potrà elaborare tanto il proprio target quanto stabilire quale sarà lo stile del suo contenuto.

2. Essere brevi

Ci si deve ricordare che l’utente non si è collegato per vedere un film come, ad esempio Guerra e Pace. Pertanto, si dovrà proporre un video che non vada a scoraggiarne la visione. La durata ottimale è tra un minuto e mezzo e i due minuti.

3. Essere efficaci

Il video dovrà essere stimolante per l’utente, in grado di rispondere alle sue esigenze. Quindi, pensare a chi ci sta rivolgendo e, di conseguenza, adattare il tutto alla tipologia di platea che si intende raggiungere. E, a tal proposito, sarà anche bene che la creazione del video sia usufruibile su tutti i dispositivi, mobili e non mobili.

4. Essere memorabili

Attraverso la realizzazione di un video si mette in gioco il proprio brand. Quindi, perché questo possa essere d’aiuto al marketing e alle vendite, dovrà essere in grado di catturare l’attenzione del potenziale Lead.

5. Essere interessanti e divertenti

Anche se si stanno proponendo servizi o prodotti, questo non esclude che il video non debba essere anche interessante e divertente. Ovviamente, senza esagerare e travalicare il buon senso e il buon gusto.

Conoscevi queste tecniche?

 
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Perché è Importante l’Aera Membership e Come Svilupparla

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Fidelizzare, coinvolgere, convertire.

Queste sono attività che devono suonare familiari a ogni imprenditore. O quantomeno a quelli che vogliono guadagnare online.

Infatti, sono la base di ogni business allineato alle ultime tendenze di mercato e rappresentano il cuore di un’attività digitale di successo.

Certo, scritte così possono voler dire tutto come niente. Perché funzionino, devono avere un’applicazione concreta. In altre parole, serve una strategia digitale.

Una delle soluzioni più efficaci da applicare sul proprio sito web è creare un’area membership (o area membri).

Scarica subito la mia guida gratuita per vendere di più su Internet.

Cos’è l’area membership e come funziona

L’area membership è la sezione ad accesso riservato di un sito web. Ovvero un’area in cui possono entrare solo degli utenti registrati. Uno spazio riservato ai tuoi clienti oppure ai tuoi commerciali e dipendenti.

Esistono diverse forme di membership area, in abbonamento mensile, in cui i membri pagano per avere dei contenuti periodici in cambio.

Ma non solo. L’area membri di un sito web può essere aperta anche a chi si registra non a pagamento. Perché, come ti ho già spiegato in altri articoli, la raccolta dati dei tuoi clienti ha un valore molto importante già di suo.

A prescindere da come sia impostata, il principio dietro all’area membership è fornire dei contenuti esclusivi e premium agli utenti che si sono registrati.

Quindi un qualcosa in più di ciò a cui possono accedere tutti. E far percepire questo valore aggiunto è fondamentale per il successo del servizio.

Da diversi anni mi occupo di questi aspetti per clienti aziendali e grandi organizzazioni.

Recentemente ho assistito la mia amica Anna Vincentini, insegnante di cucina presso Eataly e creatrice di mammahomecooking.it, nella creazione di un’area membri nel settore della formazione che ha funzionato molto bene.

Come già detto, siamo nel settore food. Un campo oggi estremamente competitivo e piuttosto saturo.

Da qui la necessità di un servizio innovativo e interessante, capace di distinguere il sito di Anna dalla concorrenza.

Così abbiamo deciso di creare un’area membership in cui offrire un video corso sulle casette di biscotto.

Dunque un tema di nicchia e creativo, che si è rivelato ideale nell’attirare un target stufo dei soliti contenuti e in cerca di qualche nuovo stimolo culinario.

E infatti non sono mancate le iscrizioni all’area membership in cui gli utenti, trovavano una serie di video tutorial sulla creazione delle casette di biscotto.

Perché è importante l’area membership

L’importanza dell’area membership è duplice.

Innanzitutto, ottieni il beneficio economico, che chiaramente consiste nell’abbonamento per l’accesso o la vendita diretta.

Un valore non da poco. Specialmente se, come nel caso di mammahomecooking.it, si rivela un’iniziativa di successo.

Sotto questo punto di vista, l’area membri è paragonabile a un servizio vero e proprio. Vendi un prodotto digitale.

Eppure non è tutto!

L’area membership è importantissima anche per il ciclo che si innesca con i tuoi utenti, con cui si crea un rapporto più solido e stretto. Questo perché percepiscono di fare parte di un gruppo esclusivo, rappresentato dal tuo brand e dai suoi ideali.

Come creare un’area membership di successo

Creare un’area membership di successo non è un’azione automatica e immediata.

Si tratta di un processo strategico, inserito all’interno di un contesto di funnel.

Leggi come far crescere il tuo funnel di vendita.

Per Anna ho puntato da subito alla targetizzazione dell’area membri, ovvero a generare del traffico qualificato, che fosse interessato a compiere la conversione voluta (e cioè acquistare l’accesso al video corso).

Come ci sono riuscito?

Ho avviato un funnel di vendita, a partire da una serie di email automatizzate che offrivano dei contenuti a tema e interessanti, così da portare gli utenti sulla pagina di iscrizione all’area membership.

Naturalmente, un elemento fondamentale per creare un’area membri di successo è ideare dei contenuti per cui valga la pena aderire.

Pensa cosa possa interessare al tuo target e traducilo in una forma facile da commercializzare e comoda da usufruire.

Ora che sai perché è importante l’area membership, inizia a lavorare sulla sua creazione per guadagnare di più con il tuo sito web.

 
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Cos’è lo Storytelling: il Nuovo Must Strategico del Marketing

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Ogni azienda o professionista è una storia da raccontare.

È proprio questo il principio su cui si fonda lo storytelling.

In marketing – così come nel business a 360 gradi – ultimamente una delle parole più utilizzate è proprio questa: storytelling.

Tanto che in alcuni casi inizia a essere spesa in modo a mio parere leggermente inflazionato, perdendo il suo significato proprio e diventando più che altro un motto da startup hipster.

In realtà, lo storytelling aziendale (quello serio) è un elemento strategico molto importante a livello di comunicazione, di branding e di marketing.

Cos’è lo storytelling aziendale?

Per prima cosa, è bene definire cos’è lo storytelling aziendale.

Come ho scritto qui sopra, ogni azienda o professionista è una storia. Il ché significa che ha dei valori, dei simboli, degli obiettivi, un percorso e dei protagonisti che la distinguono da tutte le altre e che devono essere raccontati in modo da trasmettere questa unicità.

Lo storytelling è proprio la narrazione dell’azienda, ovvero di questo insieme di elementi che ne compongono la storia.

Tuttavia è molto diverso da un banale assemblaggio delle caratteristiche di un brand o da una timeline dei suoi avvenimenti.

Per fare storytelling, è necessario avere un obiettivo chiaro ed essere coerenti. Devi sapere qual è il messaggio che vuoi comunicare e come questo verrà recepito.

Si tratta dunque di un’operazione estremamente delicata, perché da essa dipende la percezione dell’azienda da parte del consumatore.

E infatti lo storytelling aziendale ha tanto una componente commerciale quanto emotiva. Il suo scopo non è raccontare solo l’azienda in sé (servizi, prodotti, ecc.), ma anche e soprattutto i suoi valori e cosa rappresenta.

Lo storytelling aziendale e il coinvolgimento emotivo

L’essenza dello storytelling è il coinvolgimento emotivo.

Oggi la comunicazione – e soprattutto il marketing digitale – fonda la propria efficacia sulla capacità di riuscire a coinvolgere le persone.

Benvenuto nell’era dei social network, dove questa attitudine è un must strategico che non può essere aggirato. Pena: l’anonimato.

In questo contesto non basta più informare. Il marketing è dovuto diventare narrativo.

Ed è qui che diventa necessario lo storytelling aziendale (o corporate storytelling).

Sì, perché se l’azienda diventa una storia, e la storia viene raccontata con efficacia strategica ed emotiva, allora il consumatore la fa propria. Ci entra dentro, la vive come mai prima, ci si appassiona e la segue per scoprire cosa succede nel capitolo successivo.

Insomma, si lascia coinvolgere emotivamente e la condivide all’interno del suo mondo.

Google: un esempio di storytelling aziendale che funziona

Ti ho detto cos’è lo storytelling aziendale, ma come funziona concretamente?

Ogni racconto ha bisogno di un format, e cioè di una modalità e di un contesto in cui viene narrata la storia.

Nel caso del corporate storytelling, il racconto viene fatto attraverso i mezzi di comunicazione. Specialmente digitali.

Un esempio di storytelling aziendale di grande successo è la campagna di Google India “Google Search: Reunion” (qui il video sottotitolato in inglese).

Il video comunica il ventaglio delle funzionalità di Google e il loro potenziale. Ma non si limita a mostrarle: le trasforma in una storia di grandissimo impatto emotivo.

“Google prodotto” diventa “Google narrazione” e così coinvolge l’utente su un piano più profondo.

Una rappresentazione perfetta di cos’è e come va fatto storytelling.

Questo articolo ti è stato utile? Condividilo e leggi gli altri contenuti del mio blog.

 
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Sotto gli ostacoli un mare di opportunità

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Le ultime elezioni americane hanno spiazzato il mondo intero

A vincere non è stata la super quotata democratica Hilary Cliton, bensì lo stravagante repubblicano Donald Trump. Nessuno avrebbe mai scommesso su un risultato di questo tipo e, chi lo ha fatto davvero, si è potuto portare a casa un bel gruzzoletto.

Cosa ci insegna la storia di Trump?

A prescindere dalle proprie opinioni in merito alle sue posizioni su argomenti molto delicati, alle dichiarazioni che hanno fatto storcere il naso a tutto il mondo e a ciò che ne sarà dell’America e del mondo intero nel prossimo futuro, questa folle campagna elettorale dimostra una cosa molto importante. Che bisogna cogliere le opportunità, senza badare solo agli ostacoli che si possono incontrare lungo il proprio cammino.

Donald Trump: l’uomo che ha saputo cogliere le opportunità

Oltre ad aver vinto le elezioni in America, Trump ha saputo sfoggiare tutta la matassa di conoscenze di marketing che gli hanno permesso di arrivare a certi risultati. Qual è l’opportunità che il neo presidente degli USA ha saputo cogliere? Guardando i telegiornali o navigando nel web, è ormai noto come in tutta l’America si siano susseguite manifestazioni contro l’esito del voto più atteso degli ultimi anni. Persone riversatesi in strada al grido di Non è il mio presidente.

Ribadendo che in questo contesto è importante tenere da parte le proprie opinioni politiche e sociali in merito alla questione, focalizziamoci sul messaggio di marketing che Trump ha dato al mondo.

Da imprenditore, ha sempre parlato come una persona che conosce quali siano i sistemi economici di un mondo sempre più attaccato al dio denaro. Affidare le sorti del proprio Paese a chi è sicuro di avere in mano la chiave per rimettere in moto il lato produttivo, potremmo definirlo come un normale segno di quell’istinto di sopravvivenza tipico di qualsiasi specie.

Trump ha sempre parlato da cittadino americano orgoglioso di esserlo, piuttosto che da politico. E, nonostante si possa aprire un dibattito sulla questione del populismo, in questa circostanza è fondamentale focalizzarci sulla motivazione che i recenti sviluppi sulle presidenziali USA si portano appresso.

Sfidare il mondo ed essere vincitori

Quando in una coltre di nebbia si riesce a cogliere il timido raggio di sole, il sentiero non è perduto. Esattamente come quando, in una steppa di ostacoli e problemi, ci ritroviamo affacciati a un mare di opportunità. Ricollegandoci al discorso sull’ottimismo e sull’importanza di avere a disposizione gli strumenti migliori per fare del buon marketing – e la propria mente è in cima al podio – l’esempio di Trump potrebbe risultare calzante.

Mentre tutti gli urlavano contro, lo deridevano e non avrebbero mai pensato di vederlo entrare nella Casa Bianca, lui ha continuato a macinare chilometri e chilometri per portare avanti la propria campagna elettorale, convincendo persone comuni e Grandi Elettori. Mentre Hilary organizzava concerti musicali presidiati dai big della musica, Trump si ergeva fiero per far sì che il suo messaggio Make America Great Again arrivasse dritto nei cuori delle persone.

Ed evidentemente ci è riuscito, senza mai arrendersi.

Scopri Come Trovare la Determinazione per Essere un Imprenditore di Successo

Qualche anno fa ho letto il suo libro, Pensa in Grande e Manda Tutti al Diavolo, ti consiglio di leggerlo per capire la filosofia di vita di Trump.  

 
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7 Donne Imprenditrici da Cui Prendere Ispirazione

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“Se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi a un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi a una donna.”

A dirlo era Margaret Thatcher. E sì, parlava di politica, ma il concetto può essere tranquillamente contestualizzato anche nel business.
Infatti sono moltissime – e fortunatamente sempre di più – le donne imprenditrici. E di queste, quasi un milione e mezzo vive in Italia (indagine Doxa per Groupon).

Ma non solo.

La stessa indagine suggerisce che il 46% delle imprenditrici italiane abbia meno di 40 anni. Insomma, un segnale positivo per le giovani che vorrebbero iniziare la propria attività: potete farcela.
Se questo non bastasse a darti la carica, di seguito trovi una lista di donne imprenditrici di successo da cui puoi prendere ispirazione.
Donne che non si sono arrese e che hanno avuto la determinazione, l’intelligenza e il talento per realizzare il proprio obiettivo e per fare la differenza.

Ispirati alla storia di queste 7 donne imprenditrici di successo

#1 Sara Blakely

Dal vendere fax porta a porta a fondare SPANX, un brand di intimo modellante con 250 milioni di dollari di fatturato annuo.
Sara Blakely ha trasformato un’idea in un impero, e lo ha fatto con grandissima intelligenza.
Infatti è partita da un problema reale e a lei vicino, e ha trovato una soluzione immediata e facilmente commerciabile.
Ma c’è dell’altro.
Perché la storia di Sara Blakely è la dimostrazione di come le donne siano nate per essere imprenditrici.
Sì, perché sono loro le principali acquirenti di prodotti e quindi conoscono il mercato meglio di chiunque altro.

#2 Joy Mangano

Forse riconosci il nome dal recente film Joy con Jennifer Lawrence. Una storia vera, che parla appunto della giovane imprenditrice che ha inventato il Miracle Mop (da noi conosciuto come mocho).
Un altro esempio di una donna che è partita da zero e che è riuscita a inventare un prodotto pratico e capace di catturare in un baleno il mercato di massa.
Il successo di questo strofinaccio dalle uova d’oro è stato da record e ha lanciato in orbita la carriera da imprenditrice e inventrice di Joy Mangano.
Scopri come trovare la determinazione anche in tempo di crisi.

#3 Miuccia Prada

Qui cambia decisamente la categoria del brand. Ma non la tenacia della donna che lo rappresenta.
A differenza di molti marchi di moda italiani, Prada ha mantenuto la sua identità di lusso e qualità Made in Italy. E in larga parte grazie alla guida di Miuccia Prada, che oggi è considerata una delle donne imprenditrici più potenti del mondo (classifica di Forbes) e del settore moda.

#4 Arianna Huffington

Oramai l’Huffington Post è una realtà digitale in svariati paesi, Italia inclusa.
Infatti i suoi sono tra gli articoli più condivisi del Web ed è un punto di riferimento per l’informazione di milioni di persone.
Ma dietro a questo colosso c’è prima di tutto la professionalità di una donna, Arianna Huffington.
Vincitrice di un premio Pulitzer, oggi questa imprenditrice è sinonimo di successo femminile e planetario.

#5 Jessica Alba

Già, proprio la Jessica Alba di Flipper e di Fantastic 4. Ma la sua presenza in questa classifica non ha niente a che vedere con il suo successo a Hollywood.
Negli ultimi anni, Jessica Alba si è rivelata un’ottima imprenditrice nel settore Web per i più piccoli.
Ma ché ottima. Eccezionale! Se consideriamo che il suo brand The Honest Company, fondato nel 2011, oggi vale 1,7 miliardi di dollari.
Come ci è riuscita? Una volta diventata mamma si è accorta di quanto fosse difficile trovare prodotti ecologici e ipoallergenici per l’igiene infantile, e così ha trasformato questa lacuna in una nicchia estremamente profittevole.

#6 Rosalia Mera

Ti dice niente Zara?
Ecco, è solo una fetta dell’impero creato da Rosalia Mera, cofondatrice del gruppo spagnolo Inditex.
Parliamo di una donna che ha iniziato come semplice sarta (dopo avere abbandonato la scuola a 11 anni) e che – armata di ago e filo – è finita col scalare, reinventare e conquistare un intero settore.
La dimostrazione che bisogna iniziare in piccolo per crescere.

#7 J. K. Rowling

Quella di J. K. Rowling è una favola a tutti gli effetti. Solo che questa volta il protagonista non è un maghetto con gli occhiali tondi e una cicatrice sulla fronte: ma lei stessa.
Madre single di una bambina, ha combattuto per molti anni con delle difficoltà economiche enormi, fino a doversi mantenere grazie ai sussidi statali.
Poi l’idea per un libro per bambini. E come sappiamo, il fine è lieto!
Con circa 450 milioni di copie vendute, oggi Harry Potter è uno dei libri più letti di sempre, tradotto in ben 67 lingue e trampolino per una saga cinematografica da record di incassi.
Se c’è una lezione che puoi imparare da queste 7 donne imprenditrici è che poco importa a che punto sei adesso.
Quello che conta è dove puoi arrivare con la giusta idea e una forte determinazione.
Qual è il modello di donna imprenditrice a cui ti ispiri? Faccelo sapere con un commento!

 
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5 Strategie di Marketing Offline che Funzionano Ancora

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Sapevi che per la tua azienda esistono strategie di marketing offline che funzionano ancora?

Oggi il marketing è perlopiù digitale. Questo è innegabile.

Creare il profilo aziendale su Twitter, pubblicare annunci con Facebook Ads, inviare newsletter, farsi amico Google con la SEO: sono tutte attività fondamentali ed estremamente efficaci per comunicare e per avere successo oggi.

Tuttavia non sono le uniche. Infatti, benché i canali evolvano ogni giorno, non devi dimenticare che non tutti quelli precedenti perdono il proprio lustro.

Anzi, ci sono delle strategie di marketing offline che rimangono tutt’oggi la soluzione migliore per raggiungere un obiettivo preciso. Ecco perché è necessario integrarle nella tua strategia digitale.

Vediamo quali sono le più importanti.

Scopri quali sono le strategie di marketing offline che funzionano ancora oggi

#1 Partecipa a fiere ed eventi

Il motivo principale per cui vale la pena mettere ancora in pratica delle strategie di marketing offline, è proprio la componente umana.

Per quanto il digital marketing sia più efficace per raggiungere centinaia, migliaia e persino milioni di persone in un colpo solo, viene a mancare quell’approccio di persona che molto spesso dà vita a dei rapporti di business importantissimi.

Ecco perché ti consiglio di partecipare il più possibile a fiere ed eventi organizzati all’interno del tuo settore, o di uno affine.

Qui potrai conoscere di persona collaboratori, clienti, fornitori e contatti utili a espandere la tua attività, oltre naturalmente tenerti aggiornato sugli ultimi trend di mercato.

#2 Diventa relatore a un convegno

Perché limitarsi a partecipare a un evento da spettatore. Diventa tu stesso un relatore!

In passato ti ho parlato più volte dell’importanza della SEO e del guest blogging per farti conoscere. Il concetto rimane lo stesso, solo dal vivo.

Parlare o fare da relatore a un convegno è un’ottima strategia di marketing offline per far girare il tuo nome e per dare visibilità al tuo business. Servirà a ottenere più autorevolezza e a migliorare la tua reputazione con i presenti.

#3 Rinnova il tuo packaging

Il packaging dei tuoi prodotti – così come la presentazione dei tuoi servizi – svolge un compito davvero importante.

A livello di comunicazione, è quello che al momento dell’acquisto trasmette i valori del tuo brand al cliente. Quindi è bene assicurarsi che lo faccia nel modo giusto.

Fai in modo che risulti sempre accattivante e in linea con la tua immagine.

#4 Appena puoi, lascia un biglietto da visita

La regola è questa: non esiste un momento sbagliato per lasciare il tuo biglietto da visita.

A un pranzo, a un colloquio, a un evento, a un matrimonio. Poco importa dove e quando, il punto fondamentale è avere sempre con te una mazzetta di biglietti da visita, perché non si sa mai.

È facile, è veloce, è economico. Ma soprattutto – per quanto piccolo – è un oggetto dal potenziale grandissimo.

#5 Pubblicità su carta stampata e affissioni

Ultima ma non meno importante, la pubblicità stampata è una delle strategie di marketing offline che funzionano ancora.

Per fare in modo che porti i risultati sperati senza dover sostenere un investimento esagerato, ti consiglio di puntare a un mezzo molto specifico e settoriale.

Per esempio, una free-press della tua zona, oppure un cartellone collocato in una posizione strategica.

Queste sono le strategie di marketing offline che devi integrare alla tua strategia digitale per avere ancora più successo con il tuo business.

Cosa ne pensi? Lascia un commento qui sotto.

 
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5 Aspetti di 5 Aziende Famose da Cui Devi Prendere Ispirazione

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Esiste l’azienda perfetta?

Forse no, ma ci sono degli esempi che si avvicinano molto. Brand da cui puoi imparare qualcosa di molto prezioso da applicare al tuo stesso business.

Anche se solo sotto un aspetto specifico.

Quindi indossa il tuo camice da dottor Frankenstein e preparati a scoprire 5 aspetti di 5 aziende famose da cui dovresti prendere ispirazione.

#1 La cultura aziendale di Google

Google è famosa sotto tanti punti di vista.

Un po’ perché è diventata parte integrante della nostra vita di tutti i giorni, un po’ perché ha reso la ricerca web un punto focale del mercato attuale.

Ma a parte questo, l’oracolo moderno più famoso del pianeta ha sempre fatto parlare di sé grazie alla sua politica aziendale.

Tanto da essere eletta e rieletta come la migliore azienda in cui lavorare.

Insomma, pare proprio che i suoi dipendenti non vedano l’ora che sia lunedì mattina. E mica solo grazie all’ottima copertura sanitaria o agli snack gratuiti illimitati.

È la filosofia aziendale di Google a renderla grande.

Quel NON fermarsi al minimo indispensabile, ma andare oltre, per creare un ambiente piacevole in cui lavorare e per stimolare la creatività – e quindi la produttività – dei suoi dipendenti.

Ecco un modello di business da prendere a esempio: un’azienda che ha capito che il proprio personale non è un esercito di mercenari, ma che con la giusta motivazione si possono trasmettere i valori e gli interessi del brand come propri.

#2 La strategia di social media di Ceres

“Ceres surfa i social come nessuno”. È questo lo slogan con cui il famoso brand di birra sottolinea la propria strategia di social media.

C’è poco da dire: ha proprio ragione.

La presenza di Ceres su Facebook e su altri social network si sta dimostrando imbattibile.

Il suo segreto? Adottare una comunicazione spudorata, ironica, senza peli sulla lingua e sempre sul pezzo.

L’azienda coinvolge ogni giorni i suoi follower su temi attuali e con un linguaggio assolutamente in target.

Ne è un esempio lampante lo slogan “Tenete presente che poi per nove mesi non potrete bere” lanciato in occasione del – e un po’ in opposizione al –tanto discusso #fertilityday.

Insomma, quando si tratta di raccattare Like, questa sì che è un’azienda da cui prendere ispirazione.

#3 Il customer care di American Express

Offrire il migliore servizio clienti sulla piazza è un modo veloce e sicuro per avere successo con la propria attività.

Ma customer care non significa solo rispondere in modo educato a chi chiama per ricevere assistenza tecnica. Vuol dire anche prendere delle iniziative che facciano sentire i tuoi clienti davvero speciali, ogni volta che ne hanno bisogno.

E a questo proposito calza propria a pennello l’esempio dell’American Express e del suo servizio Concierge.

I possessori di carta platinum possono infatti avvalersi 24 ore su 24 di un servizio clienti dedicato, in grado di rispondere a ogni loro esigenza: dal prenotare un ristorante a scegliere il regalo giusto per l’anniversario di matrimonio.

#4 La user experience di Apple

Cosa significa user experience? Si tratta dell’esperienza del cliente con il brand. Né più né meno.

Ok, in realtà c’è dell’altro. Perché in questo concetto rientra tutto l’universo percettivo, emotivo e funzionale legato al modo in cui le persone (utenti) vivono una determinata azienda, marca o prodotto.

A poche ore dalla presentazione dell’iPhone 7, con milioni di utenti collegati in diretta per avere un primo sguardo alle novità del dispositivo, è chiaro come Apple sia ormai campionessa di user experience.

Al di là dell’aspetto tecnico e del design dei suoi prodotti, Apple ha costruito il proprio brand sul legame emotivo con i suoi clienti, facendogli vivere un’esperienza che va ben oltre il semplice acquisto di uno smartphone o di un tablet.

Compri Apple, acquisti un mondo a sé. Ed è questa forza d’impatto che rappresenta il quarto esempio di business da cui prendere ispirazione.

#5 Il posizionamento e il targeting di Ikea

Conoscere il proprio target è un requisito fondamentale per avere successo sul marcato.

Lo sa bene Ikea, che ha fondato la propria attività sulle coppie giovani e gli studenti.

Scopri come definire il target dei tuoi annunci di Facebook Ads.

Ikea non vende mobili che durano in eterno. Questo lo sappiamo tutti.

Però vende soluzioni temporanee perfette per chi – solitamente in giovane età – ha bisogno di arredare una stanza o un appartamento velocemente e in modo non permanente.

In altre parole, Ikea ci insegna che non c’è niente di male nel vendere prodotti che non siano i migliori, a patto che tu sia il migliore a farlo.

Questi sono i 5 aspetti di 5 aziende che devi prendere a esempio.

Qual è la tua esperienza al riguardo? Lascia un commento qui sotto.

 
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7 Attività Che Dovresti Delegare Subito

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Hai spesso la sensazione che il tempo non ti basti mai? E che per completare tutto quello che c’è sulla tua agenda dovresti moltiplicare le ore del giorno?

Forse è perché ti ostini a fare tutto tu.

Infatti ci sono delle attività che dovresti delegare subito.

Delegare è un costo o un risparmio?

Questa è un’ottima domanda da cui iniziare.

Decidere di passare del lavoro che prima facevi tu a qualcun altro implica necessariamente doversi rivolgere a un professionista.

E questo ha un costo. È chiaro.

Però attenzione. Fermarsi a questa prima – ovvia – conclusione sarebbe superficiale.

Scaviamo più a fondo.

Quando un imprenditore sceglie delle attività da delegare a dei professionisti, guadagna del tempo. E tu sai bene che il tempo è più prezioso del denaro.

Sì, perché in quelle ore che ti avanzano puoi dedicarti a quello che sai fare meglio e trarne il massimo profitto per la tua azienda. Ma non solo.

Oltre a una questione di tempo, devi pensarla anche in termini di efficacia.

Chiediti: sono io la persona più adatta a fare questa cosa al meglio?

Leggi le 5 lezioni di business che ho imparato da 5 imprenditori di successo.

Scopri le 7 attività che dovresti iniziare a delegare da subito

#1 Delega le attività che non rientrano nelle tue competenze.

L’obiettivo di un bravo imprenditore non è fare tanto, ma fare bene. Il volume viene dopo, in modo organico.

Per questo ti consiglio di cedere immediatamente l’esecuzione di tutte quelle attività che non appartengono alla tua specializzazione.

Per esempio la parte amministrativa della tua azienda.

Inutile provarci da solo: perderesti tempo e otterresti un risultato non adeguato alla professionalità a cui vuoi associare il tuo brand.

#2 Delega le attività legate ad aree con regolamentazioni che cambiano spesso.

L’ultima delle seccature in cui vuoi imbatterti è una scocciatura legale. Direttive, norme, disposizioni: questi sono tutti aspetti del business con cui non si scherza.

Specialmente se operi in un settore in cui queste regolamentazioni sono soggette a continui cambiamenti.

Per questo è bene affidare gli incarichi più delicati a un personale specializzato e costantemente aggiornato.

#3 Delega le attività che ti impediscono di crescere il tuo business.

Okay. Poniamo anche che tu sia un tuttofare.

Per esempio un dentista con l’hobby dell’idraulica.

Ma siamo sicuri che valga la pena che tu faccia tutto?

Quando hai un core business da crescere, non perdere tempo per correre dietro a quei lavoretti che ti distraggono dalla tua rotta principale.

Concentrati su ciò che ti serve per avere successo e lascia le briciole agli altri.

#4 Delega la strategia della tua comunicazione.

Una delle attività che dovresti delegare subito è la cura della tua strategia di marketing.

Questo è uno di quei campi in cui o ci sai fare o sprechi tempo e soldi.

Tantissima concorrenza, algoritmi di Google, design e qualità dei contenuti. Insomma, ci sono in gioco troppi aspetti perché un amatoriale possa sperare di avere successo “provandoci”.

La comunicazione richiede un investimento e quindi ti conviene essere certo di affidarla a qualcuno che lo faccia di mestiere. Anche perché è grazie alla tua strategia di digital marketing se riuscirai a trovare nuovi clienti online.

Scopri quanto ti costa risparmiare con il marketing fai-da-te.

#5 Delega le attività che ti aiutano ad accelerare il tuo flusso di cassa.

Un problema che rischia di strangolare qualsiasi imprenditore è la disparità tra le entrate e le uscite.

Alle volte per finanziare un progetto è necessario accelerare il tuo flusso di cassa, altrimenti rischi di rimanere paralizzato. O peggio.

Per questo tra le attività che devi delegare inserisci anche tutto ciò che possa aiutarti a farlo.

Per esempio, seguire la contabilità, i pagamenti e la fatturazione.

#6 Delega le attività che desideri siano imparate dalla tua squadra.

Per un imprenditore delegare non ha solo uno scopo di necessità. Si tratta anche di un ottimo strumento di addestramento dei propri dipendenti.

Prima insegni a chi lavora con te a eseguire al meglio quello che ora sai fare solo tu, prima potrai espandere il tuo business e contare sull’aiuto di altri anche quando sei troppo impegnato o indisposto.

#7 Delega tutto ciò che odi fare!

Ultimo ma non meno importante: se qualcosa ti fa proprio schifo, fallo fare a un’altra persona.

Ti sei mai accorto che quando lavori a qualcosa che ti piace sei molto più produttivo? Questo perché l’entusiasmo è il migliore carburante in circolazione.

Al contrario, quando ti tocca qualcosa che proprio non puoi soffrire, finisci col trascinartelo all’infinito. Oppure lo fai in fretta e male per togliertelo dalle scatole.

Il mio consiglio è di evitare di mettersi in questa situazione. Se proprio non ti piace fare qualcosa, delegalo a chi può farlo bene.

Queste sono le 7 attività che dovresti delegare da subito.

Lascia un commento qui sotto per farci sapere com’è andata!

 
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I 5 Peggiori Errori che un Imprenditore Possa Commettere

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Quali sono le principali cause di “decesso” di un business?

Sì certo, potremmo parlare di crisi economica e di competizione agguerrita, ma la verità è che spesso sono le decisioni sbagliate a mettere fuori uso le piccole e medie imprese.

Il modo in cui un imprenditore si pone e come sceglie di gestire la sua attività è il principale fattore di successo – o insuccesso – nel mercato di oggi.

Ecco quali sono i 5 peggiori errori che un imprenditore possa commettere con la propria azienda.

Gli errori più comuni commessi dagli imprenditori: impara a evitarli

#1 Pensare che siano i clienti a dover venire da te.

Ecco il primo errore che ogni imprenditore deve evitare.

Se vuoi guidare un’attività di rilievo, non puoi credere che il successo sia un meccanismo automatico e scontato. Infatti non lo è per niente.

Hai avuto una buona idea, e l’hai commercializzata? Ottimo lavoro! Ma non puoi ritenere conclusa la tua parte, perché le persone non si presenteranno spontaneamente alla tua porta.

Sta a te individuare il tuo target e attirare l’attenzione dei tuoi futuri clienti.

Proprio a questo serve il marketing digitale. Investi in pubblicità online e promuovi i tuoi prodotti o servizi in modo interessante e mirato.

#2 Rifiutare di adattarti ai tempi e di evolvere il tuo business.

Un bravo imprenditore è una persona determinata. Un cattivo imprenditore è una persona ostinata.

La differenza è sottile ma fondamentale.

Infatti l’imprenditore ostinato è quello che resiste al cambiamento e che pretende che il tempo si fermi solo per lui.

Ma vuoi sapere una cosa? Questo non succede mai.

È giusto sapere cosa vuoi fare, ma devi anche essere capace di adattarti ai tempi e di evolvere il tuo business.

Prendi a esempio il caso Blockbuster. Sapevi che ha rifiutato svariate volte di acquistare Netflix?

Proprio così. Nel 2000 questa nuova rete di Internet TV aveva proposto a Blockbuster di essere acquisita come componente digitale del gruppo.

Secondo un’intervista rilasciata da Barry McCarthy, ex CFO di Netflix, i vertici di Blockbuster in tutta risposta gli risero in faccia. La loro azienda noleggiava DVD e chi se ne fregava dell’online.

Salvo che 16 anni dopo, Blockbuster è fallita, Netflix è inarrestabile e ormai il noleggio di film e serie Tv avviene solo ed esclusivamente su Internet.

Complimenti per la cocciutaggine Blockbuster!

#3 Mancare di focus e non dare delle priorità.

Gira che ti rigira, la strategia è sempre importantissima. E i suoi aspetti più rilevanti sono la chiarezza degli obiettivi e l’efficienza della procedura con cui raggiungere tali obiettivi.

Per questo in un’azienda sana non può mancare il focus.

In qualità di imprenditore, devi sempre capire quali sono le tue priorità e concentrarti su di esse.

Specializza la tua attività, ottimizza il tempo che hai a disposizione e affina i tuoi investimenti.

Tutto il resto è rumore inutile.

Scopri come fare crescere il tuo funnel di vendita con la giusta strategia digitale.

#4 Non riconoscere una buona idea quando ce l’hai davanti agli occhi.

Non ho dubbi: uno dei peggiori errori che un imprenditore possa commettere è non cogliere le opportunità che si presentano.

Le possibilità di ottenere un vantaggio competitivo non piovono dal cielo.

Quindi è bene che tu sappia riconoscere una buona idea. E quando capita, sfruttala.

Di imprenditori che si mangiano i gomiti ce ne sono fin troppi.

Per esempio, non tutti sanno che Excite, popolare motore di ricerca di fine anni ’90, rifiutò di comprare Google per 750 mila dollari.

Sì, hai capito bene: qualcuno ha detto “no grazie, sono apposto” all’acquisto di Google per meno di 1 milione di euro.

Quanto è costato questo errore a Excite? Più o meno 173.333 volte quella cifra. Ovvero circa 130 miliardi di dollari.

Un bel rimorso con cui vivere, eh?

#5 Sottovalutare la potenza del social media.

Ultimo ma non meno grave, trascurare i social network come supporto per il proprio successo è un altro degli errori che un imprenditore non deve mai commettere.

Oggi la presenza su Facebook, LinkedIn e compagnia bella è fondamentale per un professionista che vuole farsi notare.

Senza una pagina aziendale o un profilo business, è difficile competere con la concorrenza e costruire un personal brand solido e rilevante.

Hai capito quali sono i 5 peggiori errori che un imprenditore possa commettere? Allora cerca di evitarli a tutti i costi.

Se hai dei dubbi, lascia pure un commento qui sotto. Sarò felice di risponderti!