Categoria: Imprenditoria

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La fortuna esiste? Ecco come diventare più fortunati secondo una ricerca scientifica

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La fortuna esiste davvero o è solo una chimera che le persone inseguono per non dover essere responsabili di ciò che gli accade?

Da consulente – convinto che agire e prendere il proverbiale toro per le corna sia una necessità – la mia risposta naturale sarebbe che “no, fortuna e sfortuna non esistono. Sei tu l’artefice del tuo destino.”

Tuttavia una ricerca pubblicata dallo psicologo inglese Richard Wiseman, mi ha aperto gli occhi su una questione estremamente interessante. Ovvero che la fortuna inizia a esistere nel momento in cui ci crediamo. E lo stesso vale per la sfortuna.

Il fattore fortuna: la prova che la fortuna “esiste”

Lo studio di Richard Wiseman ha preso in esame 400 volontari di età, sesso e estrazione sociale differenti, di cui metà si ritenevano fortunati e metà erano invece convinti di essere perseguitati dalla sfortuna.

Tra gli esperimenti condotti negli anni, uno in particolare si è rivelato decisivo nella tesi del professore britannico.

Wiseman ha dato un giornale a tutti i soggetti, con il compito di dirgli quante fotografie contenesse. In media, le “persone sfortunate” hanno impiegato due minuti a contarle tutte, mentre alle “persone fortunate” sono bastati solo pochi secondi.

Perché? Semplice: i soggetti che si ritenevano fortunati hanno notato immediatamente la scritta “Smetti di contare – Ci sono 43 fotografie in questo giornale.” stampata a caratteri grandi sulla seconda pagina.

Insomma, nella pratica le persone convinte di essere fortunate sono state effettivamente più fortunate, mentre agli altri è andata peggio.

Dunque Richard Wiseman ha dimostrato che la fortuna esiste, perché si tratta di uno stato d’animo radicato nel modo di pensare e di agire della gente.

In realtà, le persone generano la propria fortuna, e lo fanno attraverso quattro principi base.

I 4 principi scientifici per diventare più fortunati

1. Creare e notare opportunità

Le persone fortunate sono capaci di creare e notare delle opportunità. Che è esattamente il punto che ha messo in luce l’esperimento appena citato.

Se sei convinto che la vita sia un orribile complotto nei tuoi confronti, non riuscirai mai a mettere a fuoco le possibilità che ti si presentano, perché “tanto tutto fa schifo e non mi capiterà mai niente di buono.” Quando in realtà, quel qualcosa di buono ce l’hai davanti agli occhi.

2. Fidarsi del proprio intuito

Le persone fortunate ascoltano il proprio intuito, ed è così che prendono decisioni “fortunate”.

Dunque per diventare più fortunato, devi innanzitutto smettere di dubitare sempre di te stesso e devi iniziare a fidarti di quella vocina dentro la tua testa che ti dice di agire. Perché ha ragione!

3. Mantenere aspettative positive

Un’altra caratteristica che distingue le persone fortunate, è che mantengono delle aspettative positive che permettono loro di creare profezie che si auto avverano.

Per esempio, durante un colloquio di lavoro. Se lo approcci con la corretta impostazione mentale (convinto di farcela), le probabilità che vada a buon fine aumentano, perché trasmetti sicurezza ed energia positiva a chi ti ha intervistato, facendo sicuramente una migliore impressione.

4. Mai mollare

Ultimo dei principi per sconfiggere la sfortuna: le persone fortunate adottano un atteggiamento resiliente, che trasforma la sfortuna in fortuna.

In altre parole, essere forti e non arrendersi davanti agli ostacoli è la ricetta per cambiare una situazione negativa in successo.

Quindi la fortuna esiste?

Affermare che la fortuna non esiste, è come dire che non esistono l’ottimismo, l’autostima, o la fiducia in sé stessi.

Esiste come stato d’animo e come atteggiamento di vita.

Allo stesso modo, la sfortuna esiste perché le concediamo di esistere. Sta a noi girare l’interruttore e cambiare il nostro stato.

Vuoi trasmettere un atteggiamento positivo sul lavoro? Scopri le 10 abitudini degli imprenditori di successo.

 
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5 Atteggiamenti da Evitare sul Lavoro Che ti Fanno Percepire Spiacevole

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La reputazione e il rapporto con gli altri sono due fattori fondamentali per il tuo successo.

Eppure esistono delle cattive abitudini sul lavoro che ti fanno apparire poco piacevole senza che tu te ne renda conto.

Dalla mimica del corpo a veri e propri atteggiamenti scostanti, la cosa migliore è prenderne consapevolezza. Solo così potrai evitare situazioni spiacevoli.

Ma soprattutto, sarai in grado di eliminare eventuali ostacoli alla tua carriera.

Evita questi 5 atteggiamenti spiacevoli sul lavoro

1.     Dipendenza da smartphone

Chiamo con il termine “dipendenza da smartphone” quella cattiva abitudine che hanno molti professionisti. E cioè guardare il proprio telefono ogni cinque minuti, a prescindere da dove ti trovi.

Questo è un atteggiamento spiacevole in qualsiasi contesto sociale. Ma specialmente sul lavoro, dove comunicare disinteresse può essere fatale per il rapporto con un cliente o con un collaboratore.

Già, perché è proprio questo il messaggio che comunichi quando guardi il tuo telefono mentre qualcuno ti parla. Oppure quando lo appoggi sulla scrivania nel corso di una riunione.

Scopri come scegliere i collaboratori giusti.

2.     Uso inappropriato dei social media

Facebook, Instagram e compagnia ormai fanno parte della quotidianità. Peccato che spesso le persone usino questi canali più come uno sfogo che come semplice passatempo. Anche su temi sensibili e in riferimento al lavoro.

Questa è una delle cattive abitudini sul lavoro che non ti puoi permettere se vuoi avere un’attività o una carriera di successo.

Per quanto sia possibile limitare l’accesso al tuo profilo e ai tuoi post, in realtà è improbabile avere il controllo certo sulla fine che fa tutto ciò che condividi e pubblichi.

Il mio consiglio: modera i tuoi toni sempre e a prescindere, ed evita completamente di pubblicare commenti forti a contenuti pubblici.

In poche parole, dai per scontato che chiunque possa leggerti.

3.     Perdere la calma troppo facilmente

A nessuno piace il lunedì mattina. E tutti hanno le proprie seccature personali.

Questo però non è un buon motivo per essere irascibile e per perdere le staffe con gli altri.

Alzare la voce, rispondere male, insultare e litigare davanti a un problema (seppur non causato da te) è un forte segnale del fatto che non hai il controllo.

Infatti denota una scarsa intelligenza sociale perché dimostra la tua incapacità di relazionarti con gli altri in modo equilibrato.

Questo non è solo un atteggiamento dannoso sul lavoro perché lede il rapporto con i tuoi colleghi. Mette anche in discussione le tue capacità imprenditoriali e manageriali, suggerendo a chi osserva che non sei in grado di gestire le situazioni complicate.

Risultato: verrai etichettato come instabile. E non è certo la prima qualità che le persone cercano sul lavoro.

4.     Il complesso del pavone

Tra le cattive abitudini sul lavoro, il complesso del pavone merita una menzione speciale.

Di cosa si tratta? Quando le persone tendono a “mostrare la coda” seppure nessuno glielo abbia chiesto.

“Ho fatto questo”, “conosco quello”, “sono stato questo e quello”. Tirare in ballo di continuo i tuoi rapporti professionali, titoli, abilità, competenze, e amicizie influenti è un modo molto veloce ed efficace per irritare gli altri.

Ricorda: il professionista sicuro non ha bisogno di fare nomi e citare titoli altisonanti per dimostrare il suo valore. Sono i fatti che parlano più di qualsiasi (auto) referenza.

Questo vale tanto di persona quanto online. Per esempio sul tuo profilo LinkedIn.

5.     Gossippare sui colleghi e dipendenti

Il gossip sul lavoro non è mai una buona idea. Non importa quanta confidenza tu abbia con la persona con cui lo fai.

Innanzitutto pone l’attenzione su un lato non proprio professionale del tuo carattere. Tipicamente, il pettegolo dell’ufficio è associato a una personalità frivola e insicura.

In secondo luogo, rende difficile ottenere la fiducia dei tuoi colleghi o dei tuoi collaboratori. Perché il dubbio che tu possa fare lo stesso con loro ci sarà sempre.

Le persone preferiscono i caratteri edificanti a quelli distruttivi. Per questo è importante adottare un atteggiamento positivo.

Questi sono 5 atteggiamenti sbagliati da evitare sul lavoro per non apparire spiacevole.

Continua a seguire il mio blog per ricevere altri consigli su come avere successo.

 
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Come scalare e crescere il tuo business su Internet in pochi mesi

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Congratulazioni: hai fondato un’azienda, hai creato un servizio o un prodotto, e lo hai iniziato a vendere.

Sì, ma ora? Qual è il tuo prossimo passo?

Se vuoi fare crescere davvero il tuo business, oggi esiste una sola strada capace di proiettare la tua azienda al livello superiore: il Web.

Internet è la realtà in cui le aziende competono e fanno soldi. Rimanerne fuori significa accontentarsi di sopravvivere o, in molti casi, scomparire del tutto.

Per fortuna scalare un’attività online non è una missione impossibile. Anzi, esistono delle soluzioni accessibili a tutti che rendono possibile puntare a una crescita decisiva in un periodo relativamente breve.

Come crescere il tuo business con il digital marketing

Il digital marketing è la chiave per crescere un business online.

Aumentare la presenza della tua azienda su Internet, trovare nuovi clienti, comunicare con quelli che hai già, e ottenere sempre più conversioni sono gli obiettivi fondamentali a cui devi aspirare. E la buona notizia è che sono tutti realizzabili, anche per un piccolo imprenditore.

Ti serve solo una buona strategia digitale.

Andiamo in ordine. Il primo passo per scalare la tua azienda su Internet è portarla realmente online. Cosa significa?

Devi costruire una visibilità sul Web tale da essere facilmente raggiungibile e, allo stesso tempo, essere riconosciuto come un’autorità nel tuo campo. A questo servono i canali e gli strumenti impiegati dal marketing digitale.

Innanzitutto, inizia col creare e ottimizzare il tuo sito web.

Anche sotto questo aspetto, l’evoluzione avvenuta negli ultimi anni è enorme. Sono lontani i tempi in cui per avere un sito web bastava mettere su quattro pagine senza la minima cura.

Il design e i contenuti di un sito fanno la differenza.

Dal punto estetico, ormai esistono degli standard sotto i quali l’azienda non viene neanche presa sul serio. Ma non solo: una grafica attuale e pulita significa anche una navigazione più intuitiva e quindi una user experience migliore.

Lo stesso vale per i contenuti. Devono essere chiari e accattivanti per gli utenti, e ottimizzati dal punto di vista SEO per i motori di ricerca. In più è buona prassi creare un blog aziendale per pubblicare articoli interessanti e favorire l’indicizzazione con l’uso di parole chiave mirate.

Come ti sarai accorto di sicuro, oggi i social network giocano un ruolo decisivo nel successo di un’azienda. Infatti creare il piano di social media marketing è un altro passaggio obbligatorio per crescere un business online.

Si tratta del canale più diretto e immediato per coltivare il legame con i tuoi clienti in tempo reale e per scalare la tua azienda su un contesto potenzialmente quasi illimitato.

E non è tutto. Proprio i social network sono diventati i nuovi canali pubblicitari più potenti. Per esempio Facebook Ads, che ti permette di pubblicare annunci per trovare nuovi clienti anche con un budget limitato.

Questi sono strumenti di cui un imprenditore oggi non può fare a meno.

Come generare conversioni per scalare la tua azienda online

Una volta che hai rafforzato la tua presenza online, è il momento di generare delle conversioni. Ovvero trasformare i contatti (o i Like) che hai ottenuto in azioni utili alla tua azienda e/o in vendite.

Oltre ai canali di cui ti ho appena parlato, devi creare una strategia digitale a lungo termine comprensiva di un’attività di fidelizzazione e retargeting.

Per esempio, ti consiglio di avviare un sistema di email di follow-up e newsletter per continuare a incanalare i tuoi contatti verso la conversione che vuoi ottenere.

Scopri come creare una newsletter efficace con l’email marketing

Sì, perché generare in modo continuativo un volume di conversioni e di vendite online è la prova concreta che sei riuscito a far crescere il tuo business online.

Tutto quello di cui di ho parlato può essere realizzato in breve tempo e – fatte le cose nel modo giusto – potresti notare dei risultati rilevanti già dopo pochi mesi. Naturalmente, la vera crescita avverrà nel tempo e in modo progressivo.

Hai delle domande riguardo a come scalare la tua attività online? Usa la sezione qui sotto!

 
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Come essere produttivi quando manca la motivazione

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Il business non è una strada in discesa. Così come non è un carosello di sole attività entusiasmanti.

Poco importa che lavoro tu faccia o in che settori operi. A ogni imprenditore tocca svolgere una routine di compiti poco entusiasmanti. E se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi hai solo una possibilità: portarli a termine.

Per questo è importante sapere come essere produttivi anche quando non riesci a trovare la motivazione per lavorare.

Oggi voglio condividere con te quello che faccio io ogni giorno per continuare ad andare avanti, anche quando manca l’entusiasmo. O semplicemente quando ho una giornata no.

Hai paura di perdere l’entusiasmo? Impara a pensare positivo!

Mancanza di motivazione? Ecco come essere produttivi sul lavoro

La migliore amica della produttività è l’organizzazione.

Proprio così: fare un programma e mettere a calendario tutte – ripeto, tutte – le attività che devi svolgere è il punto di partenza per essere sempre produttivo.

Il motivo è semplice: più definita è la tua agenda, meno probabilità di deragliare ci sono.

Specialmente quando sei un lavoratore indipendente e non devi timbrare il cartellino. Perché si sa, la libertà può essere dispersiva.

In questo caso, rispettare i ritmi e portare al termine ogni impegno può risultare una sfida. Nessuno ti controlla e scandisce i tempi per te, e così il rischio di tralasciare delle cose è sempre in agguato.

Ecco perché è importante avere un programma definito, scritto e organizzato.

Sarà la mappa per raggiungere i tuoi obiettivi puntualmente e in modo efficiente. Senza sprechi di tempo e senza rinvii continui.

Tuttavia, essere organizzato non significa che il tuo lavoro debba essere monotono e sempre uguale.

Un trucco molto efficace per essere produttivi anche in mancanza di motivazione, è approfittare della propria flessibilità per shakerare un po’ le cose.

Per esempio, se devi fare una chiamata di lavoro o se devi rispondere a delle email importanti, da nessuna parte è scritto che tu debba farlo incollato alla scrivania del tuo ufficio.

Perché non portare il lavoro in riva al mare, di fronte a un bel panorama, oppure in un angolo tranquillo che ami?

Questa è una soluzione intelligente per trovare la motivazione di lavorare. Se non puoi ignorare un compito noioso, quantomeno puoi renderlo meno pesante in un contesto piacevole.

Proprio come quando ci cantavano da bambini “basta un poco di zucchero e la pillola va giù”.

Leggi quali sono le 10 abitudini degli imprenditori di successo.

Scopri le mie soluzioni per rimanere produttivo

Un consiglio che do sempre ai miei clienti per rimanere motivati è di visualizzare il futuro che vogliono. Come si dice in inglese, eyes on the price.

Sicuramente avrai avviato la tua azienda con degli obiettivi e con delle aspettative in mente. Bene, non perderle mai di vista.

Soprattutto nei momenti di maggiore frustrazione, crisi e noia. In questo modo ogni sacrificio, ogni ostacolo e ogni impegno pesante, assumono un significato più profondo, che li rende automaticamente più coinvolgenti.

La telefonata a un tuo cliente non è un dovere fine a sé stesso, è un mattoncino da aggiungere per costruire il tuo futuro.

Infine, per essere produttivi è importante concedersi delle pause durante la giornata lavorativa. Ovvero dei piccoli momenti in cui stacchi completamente la tua mente dal lavoro e pensi ad altro.

Puoi fare esercizio fisico, andare a prendere i tuoi figli a scuola, ascoltare della musica, leggere qualche pagina di un libro, o fare un power nap.

L’importante è schiacciare il pulsante “off” per un po’.

In quei pochi minuti, il tuo cervello è in grado di ricaricarsi e di rendere molto di più quando riprendi.

E ricorda, a tutti capita di vivere una mancanza di motivazione. L’importante è avere un piano.

 
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Le mie news di maggio: ecco gli ultimi sviluppi

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Maggio è qui e le novità sono tante.

L’agenda si fa sempre più fitta, con nuovi clienti, molti impegni e soprattutto dei progetti davvero interessanti pronti per partire, o quasi.

Di solito sei abituato a leggere sul mio blog consigli per avere successo e strategie per imprenditori. Ma in questo articolo ho deciso di mescolare un po’ le carte, dedicandolo alle mie ultime news.

Un piccolo aggiornamento su cosa bolle in pentola, insomma, che spero possa anche servire da stimolo per la tua attività e per fare di più. Perché fidati, puoi.

I miei progetti attuali e futuri

Iniziamo con una novità semplice, ma di cui vado molto fiero. Il mio nuovo biglietto da visita.

Potrebbe sembrarti un argomento marginale, ma ho già spiegato qual è l’importanza di un biglietto da visita adeguato. Fa davvero la differenza!

Oggi sono sempre meno le persone che ne fanno uso. Si dà per scontato che il Web abbia mandato in pensione ogni genere di strumento cartaceo. Ma in realtà non è così.

Proprio per la sua anima vintage, il biglietto da visita è un modo per distinguersi dalla concorrenza e per lasciare un segno ancora più marcato.

Specialmente se è originale e ti rappresenta.

Nel mio caso, ho scelto un layout in stile social network. Si tratta di una grafica attuale ma creativa, che richiama la mia attività: strategia digitale per imprenditori.

Ed è proprio questo l’importante.

Comunicare attraverso il biglietto da visita cosa faccio, chi sono e quali sono i miei valori. Il tutto in una confezione piacevole alla vista e curata, capace così di riflettere la mia professionalità e la mia attenzione al dettaglio.

Coordinate Digitali e corsi

Ecco un’altra novità importante. Il mio libro Coordinate Digitali: la Mia Guida di Strategia Digitale per Imprenditori è disponibile online. Sia in formato cartaceo che eBook.

In ques to libro ho concentrato tutta la mia esperienza di consulente strategico: ciò che nei fatti ho visto funzionare per davvero e quelli che si sono invece rivelate delle fenomenali perdite di tempo da evitare a tutti i costi.

Niente promesse impossibili, nessuna parola al vento, e niente formule magiche della serie “schiaccia un bottone per diventare milionario”. Il Web è uno strumento incredibile che ogni imprenditore dovrebbe sfruttare, ma non fa miracoli.

Ciò che ti offro sono regole pratiche, attività concrete e un programma realizzabile e definito. Un percorso che può permetterti di riscattare la tua attività, proiettandola nel futuro del mercato e della comunicazione. Naturalmente con il giusto impegno.

E a proposito di coordinate digitali e di impegno, sono molto gasato nell’annunciare la mia partecipazione come partner al corso L’Arte di Realizzare l’Impossibile LIVE di Walter Rolfo.

Quello che mi entusiasma di questo corso è che non si tratta della solita minestra preriscaldata e sentita mille volte.

Walter porta qualcosa di nuovo e inedito in Italia. Un seminario concreto, volto a insegnare un approccio costruttivo alla realizzazione dei propri sogni, sia dal punto di vista mentale che pragmatico.

Insomma, un sistema per chi non ha paura di mettersi in gioco e di lavorare per il raggiungimento dell’obiettivo più bello che si possa avere: trasformare in carriera la tua passione.

Dulcis in fundo, l’Ing. Pasquale Acampora, CEO di Blackship, affiancherà Walter Rolfo durante il seminario.

Che dire: non vedo l’ora.

Puoi trovare anche tu tutte le informazioni sul corso L’Arte di Realizzare l’Impossibile LIVE direttamente sul sito di Walter Rolfo.

 

 
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10 Abitudini degli Imprenditori di Successo

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La differenza tra gli imprenditori di successo e tutte le altre persone, è l’avere sviluppato delle abitudini vincenti.

Età, genere, estrazione sociale non sono per nulla decisivi. Ma introdurre i cambiamenti (anche piccoli) che possono migliorarci: quello sì che serve.

Per raggiungere i tuoi obiettivi, devi lavorare sulla gestione del tempo, sull’approccio verso gli altri, e su come curi corpo e mente. E il modo migliore per farlo è adottare da subito queste 10 abitudini degli imprenditori di successo.

Abitudini per il successo: ecco cosa fanno tutti gli imprenditori più grandi

1. Semplificano il più possibile le proprie scelte.

Probabilmente avrai notato che Mark Zuckerberg indossa sempre gli stessi vestiti. Solita maglietta, soliti jeans e solita felpa col cappuccio.

Il motivo non è né scarso senso della moda né sciattaggine. Il fondatore e CEO di Facebook ha deciso di semplificare le sue scelte quotidiane.

Questa è una delle più importanti abitudini per il successo. Un giorno ha solo 24 ore e le persone vincenti non ne sprecano neanche pochi minuti.

2. Si chiedono se avrebbero potuto fare di più.

Quando si tratta di efficienza, tu sei il giudice più obiettivo di te stesso.

Solo tu sai come hai impiegato il tuo tempo e dovresti riflettere proprio su questo.

Domandarsi ogni sera se avresti potuto fare di più – e rispondere sinceramente – è un’ottima strategia per migliorare l’organizzazione del giorno seguente.

3. Fanno attività fisica quasi ogni giorno.

“Mente sana in corpo sano” non è un semplice modo di dire, ma il dato scientifico su cui si basa una delle migliori abitudini degli imprenditori di successo.

Ne dà un esempio inequivocabile il fondatore di Virgin Group, Richard Branson, che sostiene di riuscire a ottenere quattro ore al giorno di produttività in più grazie a un esercizio fisico regolare.

4. Iniziano sempre dall’attività più frustrante.

Ognuno di noi ha quella montagnola da scalare tutti i giorni. Che si tratti di una telefonata o di un’attività da portare a termine, è una spada di Damocle che pende sopra la tua testa.

In questi casi, è molto più efficiente iniziare subito da questo. Rimandarlo fino all’ultimo finisce col distrarti e coll’annebbiare la tua mente.

5. Dicono spesso di no.

Sembra strano. Anzi, pare proprio una brutta abitudine.

E invece sapere dire di no in business è una qualità fondamentale. Per questo gli imprenditori di successo lo fanno spesso.

Il motivo è semplice: capiscono quali sono le loro priorità e si rifiutano di sprecare tempo in altro.

6. Nutrono la loro mente di creatività.

Chi dice che un imprenditore debba mangiare solo pane e business?

Tra le abitudini per avere successo, è fondamentale iniziare a leggere libri (narrativa, romanzi, fantascienza, poesia, ecc.), andare al cinema o a teatro, e ascoltare musica.

7. Meditano.

La meditazione (in qualsiasi sua forma) è un’abitudine importante sotto tanti punti di vista.

Nel caso di un professionista, non solo aiuta a eliminare lo stress, ma allena a gestire le situazioni di tensione senza perdere il controllo.

Uno strumento non da poco quando si è a capo di un’attività.

Scopri le 3 regole del self-talk.

8. Scrivono il proprio programma.

Niente va lasciato al caso. O in questo caso, alla memoria.

Gli imprenditori di successo organizzano nero su bianco il loro programma, sotto forma di lista. Semplice, ottimizzata ed essenziale.

9. Giocano a scacchi o ad altri giochi strategici.

Gli scacchi sono da sempre un gioco apprezzatissimo da tutti i più grandi strateghi.

Infatti allenano la tua mente a ragionare in modo preventivo e ti aiutano a visualizzare lo sviluppo di una strategia.

10. Fanno almeno un viaggio all’anno.

Ultima delle abitudini per avere successo ma non meno importante, è viaggiare il più possibile.

Per viaggiare non intendo agosto a Forte dei Marmi con apericena da fighetti. Ma partire per vere e proprie avventure in giro per il mondo.

Viaggi fai-da-te alla scoperta di culture differenti, modi di pensare e di concepire la vita diversi dal tuo, e scenari opposti a quelli a cui sei abituato.

Queste sono le abitudini vincenti che devi adottare da oggi.

Sei pronto? Lascia un commento qui sotto.

 
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Abbiamo perso il contatto umano?

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Da qualche parte nell’era digitale abbiamo smarrito qualcosa di molto importante.

Il contatto umano in business.

Ovvero quel tocco personale che faceva da spina dorsale per i rapporti tra professionisti e con i clienti.

L’impatto della fisicità, l’energia della stretta di mano e la necessità di guardarsi negli occhi. Questi elementi sancivano l’inizio di ogni rapporto commerciale. Così come chiedere, domandare e chiacchierare erano attività essenziali per mantenere in vita quei rapporti.

Ma oggi?

Abbiamo consapevolmente superato tutto questo per passare allo stadio evolutivo successivo? Oppure ce ne siamo dimenticati, assuefatti dall’efficienza digitale?

Il business nell’era digitale: c’è ancora spazio per il contatto umano

Mentirei se non riconoscessi i vantaggi del mondo digitale.

Infatti è proprio il fulcro del mio lavoro aiutare altri imprenditori a sfruttare i benefici del Web per fare crescere la propria azienda.

Internet e la tecnologia sono due strumenti incredibili, e il potenziale che traboccano è quasi infinito. Tutto è oggettivamente più veloce e più comodo. Questo permette alle aziende di trovare – e cogliere – nuove opportunità, che prima sarebbero state impossibili anche solo da immaginare.

Tuttavia sottolineo sempre l’importanza di non dimenticare il valore del contatto umano in business. Perché non è solo strumentale a un buon rapporto professionale: è necessario per diventare un imprenditore di successo.

Efficienza è la parola d’ordine dell’economia in cui viviamo. Dall’industria 4.0 agli e-commerce che consegnano il giorno stesso, ci siamo abituati a un automatismo imperativo.

Tagliare costi e tempi è diventato meccanico. Non ti chiedi più se sia opportuno, o se ne valga la pena.

L’efficienza è il mantra collettivo. E non si discute.

Skype fa risparmiare tempo rispetto a un incontro di persona. Verissimo. Ma dà lo stesso contributo nella creazione di un rapporto professionale?

Come distinguersi in business con un approccio più personale

Arrivati a questo punto è il momento di vedere il lato positivo.

Sì, negli ultimi anni in business si è affievolito il contatto umano. E sì, questo indebolisce le relazioni e, di conseguenza, anche le stesse attività.

Però ti offre anche una perfetta occasione. Perché puoi differenziarti dalla tua concorrenza, e non è forse questo il sogno di ogni imprenditore?

Se tutti gli altri si sono trasformati in robot, tu puoi fare gioco sulla tua personalità e sulla tua umanità per distinguerti.

In una sua intervista, il consulente Simon Sinek parla della sua visione sulla generazione definita “Millenial” e di come questi giovani siano eccessivamente dipendenti da tecnologie come lo smartphone e i social network.

Ciò che è davvero interessante, è il modo in cui racconta di avere deciso di differenziarsi con uno dei suoi libri.

In un periodo in cui l’eBook va per la maggiore, Sinek non solo ha optato per una versione cartacea, ma ha marcato l’aspetto sensoriale del libro fisico inserendo delle essenze profumate sulle sue pagine. Il profumo dell’ottimismo.

Io stesso ho scelto una strada simile per differenziarmi. Ho pubblicato un libro stampato, che utilizzo anche come biglietto da visita e che “regala” un pezzo di me ai miei collaboratori e clienti.

Si tratta di dettagli, sì, ma che possono fare la differenza nel modo in cui vieni percepito.

Aggiungere un tocco personale dà una marcia in più.

Il contatto umano con i clienti: perché è importante

Il contatto umano in business non è importante solo tra professionisti.

Come spiegato qui sopra, i clienti lo percepiscono come un fattore differenziante. Ma esiste anche un altro vantaggio.

Secondo una ricerca di Accenture, concentrarsi solo su clienti digitali è svantaggioso. Infatti i profitti più elevati sono legati ai clienti “multi-canale”. Ovvero quelli che acquistano tramite canali diversi e non soltanto via Internet.

Inoltre, il sondaggio rivela anche che:

  • Il 77% dei clienti presi in esame preferisce avere a che fare con degli esseri umani per ricevere consigli.
  • Il 73% delle persone intervistate preferisce parlare di persona, piuttosto che tramite email, in caso di problemi e supporto.

Insomma, per quanto sia innegabile la comodità di un form di contatto o di una sezione FAQ (emblema dell’efficienza), il contatto tête-à-tête è ancora quello preferito.

Dunque è evidente come aggiungere un tocco più personale al proprio servizio possa aiutare a guadagnare un vantaggio competitivo non indifferente.

Dopo aver letto questo articolo tu come ti valuteresti su una scala da 1 a 10 in termini di contatto umano?

Lascia un commento per farmelo sapere.

 
Intelligenza artificiale: i robot ci rubano il lavoro?
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Intelligenza artificiale: i robot ci rubano il lavoro?

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Intelligenza artificiale: i robot ci rubano il lavoro?Da Asimov a Matrix, la visione dell’uomo sull’intelligenza artificiale non è mai stata particolarmente ottimista.

Prima o poi, hanno sempre cercato di farci fuori.

Oggi l’AI non è più fantascienza, ma è una realtà con cui conviviamo ogni giorno. Eppure non sembriamo avere ancora superato quel senso di catastrofe impellente. Specialmente quando si leggono svariate notizie di macchine che rubano il lavoro all’essere umano.

Dunque non ci preoccupa più essere trasformati in schiavi. A farci paura è l’idea che Terminator indossi la cravatta e inizi a fare il nostro lavoro in modo più efficiente e più economico.

Intelligenza artificiale nelle aziende: di cosa hanno paura i lavoratori

Con il precariato e la disoccupazione che stagnano ostinati nell’aria, l’opinione pubblica sul lavoro tende inevitabilmente al conservazionismo.

Ergo, nasce il pregiudizio.

Le macchine rubano il lavoro all’uomo.

Così l’intelligenza artificiale nelle aziende, da supporto diventa sinonimo di competizione. E ovviamente questo spaventa.

Innanzitutto per il motivo più ovvio: quello economico. Il lavoratore perdere la sicurezza di avere uno stipendio. Ma non è tutto.

Esiste anche una forte componente psicologica. Perché per un professionista non c’è niente di peggio del sentirsi superfluo.

Il lavoro non ha solo una valenza economica. È ciò da cui trai buona parte della tua autostima, del tuo senso di scopo e della tua realizzazione personale.

Certo, nella vita deve esistere un equilibrio fatto anche di altre cose. Ma sentire che le tue competenze fanno la differenza è fondamentale.

Dunque è chiaro come essere considerato “produttivamente inferiore” annienti questo pilastro.

Come integrare l’intelligenza artificiale anziché temerla

Di recente ho seguito con attenzione il caso intelligenza artificiale e Elon Musk.

Nonostante il suo impegno in prima fila in campo tecnologico, il CEO di Tesla Motors non ha mai fatto segreto della sua visione, affermando che “Se non sfruttata bene, l’intelligenza artificiale potrebbe diventare una delle principali minacce per la nostra sopravvivenza” (fonte Il Sole 24 Ore).

In effetti, che in qualche modo la tecnologia abbia messo a dormire alcune professioni è innegabile.

Ma è altrettanto chiaro come la stessa tecnologia abbia reso diversi aspetti della vita umana più accessibili e sostenibili.

L’importante, secondo Musk, è prevenire possibili degenerazioni pericolose e introdurre un sistema normativo che permetta di far progredire l’intelligenza digitale senza che questo minacci i diritti fondamentali delle persone.

Anche a costo di slegare il concetto di tecnologia dal bisogno di un ritorno economico.

Dunque l’approccio corretto – quello che non castra il progresso, ma allo stesso tempo crede nell’etica – non punta a eliminare tecnologie oggettivamente efficienti, ma ha l’obiettivo di ripensare l’occupazione e di regolamentare lo stesso sviluppo tecnologico.

A dare una visione più positiva e conciliante è Microsoft. Nel corso della conferenza Future Decoded tenuta a Londra, Chris Bishop ha spiegato che lo scopo dell’intelligenza artificiale non è sostituire l’uomo, ma rendere il suo lavoro più facile e preciso.

Per esempio, un software medico che analizza con precisione dove il chirurgo deve incidere per operare, non elimina il chirurgo stesso, ma ottimizza la sua abilità.

Insomma, sta a noi trovare la giusta integrazione tra uomo e macchina.

Tu cosa ne pensi?

Lascia un commento.

 

 

 

 
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Allarme Hater? Ecco Come Gestire i Feedback Negativi su Internet

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Internet non è lo scenario adatto agli imprenditori permalosi.

Molto spesso, infatti, chi ha un business online si trova a dover gestire dei feedback negativi su Internet.

Un commento a un tuo post, una recensione negativa e a volte persino un bell’insulto gratuito. Le variazioni sul tema non mancano: nemmeno le più colorite.

Nessuna paura. È tutto normalissimo.

È capitato a tutti di trovarsi davanti un cliente poco soddisfatto. Fa parte del gioco.

La cosa davvero importante è come reagisci.

Sì, perché complici schermo e tastiera, spesso online diventa tutto più amplificato e, di conseguenza, complicato da gestire nel modo giusto.

Specialmente quando l’opinione viene da un “hater”. Ovvero un leone da tastiera che ha fatto dell’insulto online il suo sport.

Anche in questi casi però è necessario mantenere la calma e mostrarsi professionali. Sempre e comunque!

Ecco come gestire i feedback e i commenti negativi su internet.

Sii sempre professionale e positivo

Ricorda, una mancanza di professionalità non è MAI giustificata.

Nemmeno quando ti piovono addosso gli insulti.

Il modo migliore di gestire un commento negativo su Internet è mostrarti sempre positivo.

Fai capire all’autore del feedback che hai recepito il messaggio e che ne apprezzi il lato costruttivo.

E se di costruttivo in quell’opinione c’è davvero poco, non importa: cerca uno spiraglio di luce a cui aggrapparti e costruisci la tua risposta su quello.

Trasforma un problema in un’occasione

Un commento negativo non è la fine del mondo. Anzi, può persino essere l’inizio di qualcosa.

Un imprenditore in gamba è un professionista che non smette mai di crescere.

Fa errori, viene criticato, ma si rialza e fa meglio.

Da questo punto di vista ogni feedback negativo è uno spunto per registrare i punti deboli della tua attività in modo da migliorarli.

Pensaci bene. C’è chi paga migliaia di euro per testare i propri prodotti, e tu lo hai appena fatto gratis.

Combatti ad armi pari

Calma. Non parlo di un combattimento vero e proprio.

Ma come in ogni circostanza, anche quando ricevi un feedback negativo hai diritto di replica.

Il modo migliore per gestire i commenti negativi su Internet è rispondere con gli stessi mezzi.

Per esempio, in caso di una recensione negativa, Tripadvisor ti permette di creare a tua volta un commento per spiegare pubblicamente il tuo punto di vista.

Insomma, non farti mettere con le spalle al muro. Utilizza anche tu Internet per riscattarti.

Non negare il problema: fai capire che hai registrato il messaggio

L’errore più grande che tu possa commettere quando devi gestire un commento negativo su internet, è negare subito.

Primo, farai incavolare ancora di più l’altra parte. Secondo, sembrerai ancora di più nel torto.

Molto meglio fare percepire che hai compreso il problema e che sei intenzionato a lavorarci sopra.

Devi cercare di trasmettere empatia, non rivalità.

Fai capire che il tuo obiettivo è la soddisfazione dei clienti e che ogni critica viene registrata.

Ok, a volte è meglio prendere le distanze

Esistono dei casi in cui gestire un feedback negativo online significa doverci passare sopra.

Se hai provato quanto scritto finora ma ti trovi davanti un muro, a un certo punto la cosa migliore da fare è prendere le distanze e lasciare perdere.

Se non altro ci hai provato!

Questi sono i miei consigli per gestire i commenti negativi su Internet.

Ti sei mai trovato/a in una situazione simile?

 
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Come essere sicuri di scegliere i collaboratori giusti

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Scegliere i collaboratori giusti con cui lavorare non è solo importante: è una questione di vita o di morte.

O quantomeno lo è per la tua azienda, che potrebbe persino non riprendersi più dalla scelta sbagliata.

Purtroppo è così. La mancanza di professionalità di un tuo dipendente o di un collaboratore freelance può trascinare nel fango tutto quello per cui hai lavorato così duramente fino a oggi.

Ecco perché è importante essere sicuri di assumere il personale giusto.

Le caratteristiche per scegliere i collaboratori giusti

Che si tratti di un dipendente o di un collaboratore freelance poco importa. Se paghi qualcuno per svolgere un lavoro devi essere sicuro che sia il candidato migliore.

Più facile a dirsi che a farsi. Soprattutto quando mentire sul proprio CV è diventata una moda piuttosto diffusa.

Ma non solo. Essere qualificato per un certo lavoro non è l’unico elemento importante.

Assumere il personale giusto è un mix di fattori.

Qualche tempo fa mi sono imbattuto in un articolo di Forbes sugli elementi da prendere in considerazione per scegliere i collaboratori giusti.

Oggi voglio analizzare con te i punti più importanti.

Ecco le 7 caratteristiche che devi cercare in un dipendente o collaboratore.

#1 Competenza

Be’, il primo punto da considerare non può che essere questo.

La persona che cerchi deve innanzitutto presentare il set di competenze necessarie per svolgere il lavoro.

Per esempio, un certo percorso accademico, oppure una particolare specializzazione, o ancora la giusta esperienza.

#2 Capacità

La ragazza (o il ragazzo) deve essere sveglia.

Ovvero, oltre alla preparazione su carta, deve essere capace di affrontare con professionalità ogni situazione. Anche gli ostacoli più complicati.

In altre parole, deve avere quella elasticità e creatività mentale che le permettano di crescere nel tempo.

#3 Compatibilità

Per funzionare, un business deve essere una squadra.

Questo significa essere in grado di andare d’accordo e di tirare fuori il meglio dagli altri, recipricamente.

Come in ogni team, l’equilibrio può essere una condizione piuttosto fragile. Per questo è importante scegliere i dipendenti giusti in partenza, così da ridurre le probabilità di tensioni interne.

E non è tutto. La compatibilità riguarda anche abbracciare o meno i valori dell’azienda.

Chiediti se la persona che stai per assumere possa credere veramente nel tuo brand.

Pensare positivo: la chiave per evitare che il futuro si tinga di nero.

#4 Impegno

Attenzione! Quando si tratta di assumere il personale giusto, l’impegno non si misura solo in ore lavorative.

Infatti, che il candidato abbia disponibilità part-time o full-time è un altro discorso.

Misurare l’impegno significa capire se la persona è intenzionata a investire nella vostra collaborazione a lungo termine, oppure se è solo una breve fermata nel suo progetto lavorativo.

#5 Etica

Di etica professionale non può essercene mai troppa.

Specialmente quando devi scegliere i collaboratori giusti, a cui affidare un compito che – verosimilmente – ha un impatto sulla tua attività e sul tuo successo.

Assumi solo persone di cui sei sicuro di poterti fidare.

Poco importa quanto sembri irrilevante il lavoro che devi delegare, in business è fondamentale circondarsi solo di persone fidate.

#6 Cultura

Cosa c’entra la cultura con l’assumere il personale giusto?

Assolutamente tutto!

La cultura di una persona è sinonimo del suo modo di pensare, di agire e di comportarsi.

Allo stesso modo, ogni brand ha una propria cultura. E tu devi assicurarti che le persone che selezioni la riflettano.

#7 Compensazione

Ultimo ma non irrilevante, scegliere il personale giusto vuole dire anche stare dentro il tuo budget.

Se trovi una persona che soddisfa tutte le altre sei caratteristiche, ma poi cerca una compensazione che supera persino quello che metti in tasca tu, allora è tutto inutile.

Allo stesso modo, il lavoro di qualità va pagato adeguatamente. Offrire una miseria è una scelta sicura per non riuscire ad assumere il personale più qualificato.

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