Categoria: Imprenditoria

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Trimestrale da record per Apple anche quando vende meno iPhone

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E’ più facile giudicare che analizzare. ma a cosa serve?

È più forte di noi. Proprio non riusciamo a resistere.

L’accanimento ci riesce più spontaneo di un riflesso. Specialmente quando il bersaglio è in cima. O quanto meno è sopra di noi.

Ne è un esempio l’astio che è dilagato in questi ultimi mesi nei confronti di Apple e dei suoi nuovi prodotti.

Possiamo parlare di “critica”, ma criticare comporta un approccio analitico tanto degli aspetti negativi quanto di quelli positivi.

No, quello a cui assistiamo ogni giorno è semplice rimostranza, disapprovazione, sfogo.

Sia ben chiaro: il mio non vuole essere assolutamente un intervento pro Apple. Anzi, non me ne frega niente di entrare nel dettaglio della vicenda Apple in sé.

Quello su cui voglio accendere un riflettore, è l’atteggiamento che le alcune persone e media hanno assunto a prescindere.

Al lancio dei nuovi iPhone è seguito un turbine di voci su una presunta e inevitabile crisi dell’azienda. L’iPhone fa schifo, la Apple fa schifo, fa tutto schifo.

E invece eccoci qui. Flashfoward qualche mese dopo e i dati parlano di un +13% di ricavi rispetto allo scorso anno. Un trimestre con profitti quasi inediti, che neanche Steve Jobs si sognava.

Qui io allora mi chiedo: non è che ci sia una lezione da imparare in tutto questo?

Magari, un’analisi più riflessiva (critica) è l’approccio giusto al successo, o insuccesso, di un’azienda?

FORSE, la gogna automatizzata, per quando appagante, non è la filosofia di vita più produttiva. Così come urlare all’insuccesso degli altri non accresce il nostro successo.

Io sono convinto che il nostro percorso – personale e professionale – sia fatto di tante lezioni imparate.

Imparate anche analizzando con obiettività ciò che dà agli altri una marcia in più.

Anziché aspettare che qualcuno inciampi, perché non osserviamo come corre?

Capire il successo di Apple o di un’altra azienda è senz’altro più utile che giudicarne l’operato. E sia chiaro: questo non significa sposarne completamente i valori o promuoverne a pieni voti i prodotti.

Significa trovare dei riferimenti, degli spunti, dell’ispirazione a fare meglio.

Per questo la curiosità è molto più interessante del pregiudizio.

Un saluto,

Davide

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La Felicità è un Traguardo? Come Essere Felici Realmente

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“La felicità non è un obiettivo, è un sottoprodotto di una vita vissuta bene.”, Eleanor Roosevelt.

Nel mio lavoro mi capita spesso di parlare di come trovare la felicità o di come avere successo. Infatti di frequente si rivolgono a me persone che hanno avuto un percorso professionale e personale difficile in cerca di un riscatto.

Qual è il loro traguardo? Essere felici.

Rincorrere la felicità VS fare quello che ti rende felice

Quello di cui non tutti si rendono conto è che esiste una differenza enorme tra rincorrere la felicità e vivere la propria vita in un modo che possa effettivamente portarci a essere felici.

Se poni la felicità come obiettivo della tua vita, diventa qualcosa di astratto e solenne. Una sorta di sacro graal, che per definizione deve essere difficilissimo da ottenere. Come risultato, finisci con l’incasinarti l’esistenza con progetti contorti che cannibalizzano qualsiasi aspetto della tua vita che non sia proiettato al lungo termine.

Al contrario, fare ciò che senti ti dà soddisfazione e ti ispira al momento, senza pensare alla felicità in modo definitivo, arricchisce la tua vita di quelle gioie e gratificazioni che con il tempo ti rendono felice davvero.

Ma non solo. Se pensi di poter trovare la felicità come sottoprodotto di quello che fai ogni giorno, ti abitui anche alla sua naturale discontinuità senza che questo ti mandi ogni volta in crisi esistenziale. Tutti attraversiamo alti e bassi, è normale. Dunque è intelligente essere capaci di apprezzare i momenti positivi e di capire che quelli negativi non definiscono la tua vita in modo assoluto.

Se invece ritieni che la felicità sia un traguardo statico, ti sembra di avere fatto un passo indietro ogni volta che va storto qualcosa. Diventa un valore facile da perdere e quindi fonte di stress. E se la felicità genera ansia, che razza di felicità è?

Scopri 10 abitudini degli imprenditori di successo

Segui la tua strada, non quella che si aspettano gli altri da te

Quando si tratta di capire come essere felice, uno degli errori più grandi che puoi commettere è avere paura di deludere gli altri.

Io stesso ho fatto questo sbaglio. Ho preso delle decisioni professionali in base alle aspettative di altre persone, e questo non ha fatto altro che ritardare la mia realizzazione. Mentre quando ho deciso di fare quello che volevo – di seguire i miei sogni, non quelli degli altri – allora sì che la musica è cambiata e ho iniziato a ottenere dei risultati e delle gratificazioni.

Molto spesso la decisione di accontentare tutti tranne te stesso è proprio una conseguenza del concepire la felicità come un traguardo. Perché in questo modo confezioni delle proiezioni di te, che sono troppo speculative.

Non mi fraintendere. Avere degli obiettivi nella vita è importantissimo, così come lo è nel lavoro. Però devono essere obiettivi concreti e strutturati, non assoluti e teorici.

La felicità è una conseguenza (un sottoprodotto) di una vita vissuta in modo soddisfacente, quanto il successo è un effetto collaterale di una carriera svolta con passione e professionalità. Per questo, più che sull’obiettivo ultimo, devi concentrarti sul percorso e sull’attualizzazione delle condizioni che ti metteranno nella condizione di essere felice.

Hai bisogno di consulenza per ritrovare la tua strada e il tuo equilibrio? Scopri come posso aiutarti da oggi.

 
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Le 3 regole del self-talk

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Sai parlare con te stesso?

Può sembrare una domanda banale, ma ogni imprenditore dovrebbe porsela.
Parliamo con noi stessi in ogni momento, quando avvertiamo quella VOCINA insistente nella testa che non riesci a zittire!
Proprio per questo motivo, dirigere quello che pensiamo di noi e il modo con il quale comunichiamo con noi stessi, è importante per ottenere SUCCESSO:
La famosa vocina potrebbe essere, infatti, la tua migliore amica o la tua peggior nemica. Tutto dipende da quanto la sai controllare.

PENSARE NEGATIVO SABOTERÀ IL TUO LAVORO

Tra le strategie che mi hanno portato più risultati in ambito lavorativo una è il self-talk.
Ho capito che, se non sai parlare a te stesso, rischi di mettere in atto un autentico auto sabotaggio.
L’errore più comune è quello di parlare al proprio sé in maniera errata e negativa.
Dirsi “Fallirò sicuramente” o “Non devo commettere errori”
Bombarda, è il caso di dirlo, il cervello di impulsi negativi e farà sì che tutto vada, esattamente, come non volevi che andasse.

Da buon coach di te stesso, per migliorare la tua attività, dovrai imparare a formulare frasi che possano mandare solo impulsi positivi e corretti al cervello, alla tua mente. Allo stesso tempo, dovrai saper impedire immediatamente ai pensieri negativi di agire sulla tua determinazione.

Le 3 regole del self-talk

La formazione di ogni imprenditore richiede la conoscenza delle principali tecniche di self-talk da applicare in ogni situazione.

Seguendo queste semplici tre regole sarai più positivo e determinato, sarai in grado di massimizzare il tuo business e raggiungere i tuoi obiettivi:

1. Parla in positivo: bandisci le frasi negative, parla con te stesso solo utilizzando la positività. Se ti dico non pensare al prossimo appuntamento di lavoro, a cosa pensi? Evita di farlo, evita di parlare con te stesso utilizzando negazioni.

2. Usa il tu: una ricerca condotta dall’Università del Michigan ha analizzato l’utilità della seconda persona singolare, anziché della prima, mentre parliamo con noi stessi. Quando parli con te stesso, dunque, ricordati sempre di darti del tu per un self-talk più funzionale.

3. Incoraggiati: sei il coach di te stesso, per questo motivo devi darti la giusta carica e sostenerti al fine di migliorarti ed essere più sicuro di te. Vuoi il tuo meglio: ricordatelo sempre.

Conoscevi queste tecniche? Lascia un commento qui sotto.

 
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Imparare dai tuoi errori: per crescere e avere successo

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Una cosa che dico sempre a mia figlia è che non deve avere paura di sbagliare, ma di imparare dai propri errori.

L’insuccesso è parte fondamentale del percorso di ogni imprenditore e persona. E quando dico fondamentale, intendo proprio che senza di esso non ci può essere progresso.

Ogni errore è una sfida. Un esercizio nato per farci crescere come professionisti e come persone. Come compiere uno sforzo fisico aumenta la tua massa muscolare, affrontare un fallimento allena e rende forte la tua mente. Cosa ancora più importante, la prepara a non commettere più lo stesso sbaglio.

Perché questo accada, però, è necessario sapere riconoscere i propri errori, studiarli e imparare da essi.

Leggi Coordinate digitali: la mia guida di strategia digitale per imprenditori.

L’importanza di fare errori: la chiave per crescere

Nelle sue Sette Regole Per Avere Successo, Stephen Covey scrive che la chiave per crescere ed essere felici è il modo in cui le persone utilizzano quello spazio che sta tra “stimolo e risposta”.

Pensaci. Ogni avversità o imprevisto ti lancia uno stimolo a cui seguirà una tua reazione. Puoi redimerti o puoi peggiorare la tua situazione. Questo sta solo a te a al modo in cui impieghi quell’intervallo tra l’errore (stimolo) e la tua prossima mossa (risposta). Se vuoi avere successo, devi usare quel momento per imparare dai tuoi errori.

Come? Innanzitutto, cerca di individuare l’errore in modo chiaro e obiettivo. Il ché non vuol dire trovare un colpevole e metterlo alla gogna, ma capire esattamente dove sono andate storte le cose.

Poi devi analizzare come e perché hai sbagliato. È stato un problema organizzativo? Allora devi rivedere la tua struttura. È dipeso da una mancanza di preparazione? Allora devi acquisire delle conoscenze specifiche o delegare a qualcuno che le possegga già. E così via.

Si tratta di un’operazione importantissima e per questo ti consiglio di prenderti tutto il tempo di cui hai bisogno.

Rifletti, rivivi, seziona: spremi questa esperienza fino all’ultima goccia di consapevolezza. Il tuo obiettivo è imparare tutto quello che puoi.

Scopri come scalare e crescere il tuo business su internet in pochi mesi 

Ripetere i tuoi errori: quello sì che è fa male

Imparare dagli errori è importante perché è l’unico modo per non ripeterli una seconda volta. Sì, perché c’è una grande differenza tra commettere un errore (perfettamente sano e necessario alla crescita) e ripetere lo stesso.

Inciampare ancora e ancora sullo stesso ostacolo significa che non stai andando avanti. È un loop che si ripete e che ti impedisce di crescere. Al contrario, se hai appreso la tua lezione, sarai in grado di riconoscere le circostanze e le cause che ti hanno fatto sbagliare la prima volta, e sarà istintivo agire in modo diverso. Ovvero sfruttare in modo efficace lo spazio tra stimolo e risposta.

Come imprenditori, capita sempre di prendere una decisione sbagliata, ma questo non definisce il successo o il fallimento in via definitiva. Basta ascoltare la propria esperienza e calibrare il futuro in base a quanto imparato. Questo è quello che io chiamo progresso.

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Come Fallire Aiuta gli Imprenditori ad Avere Successo

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La paura del fallimento è uno dei più grandi limiti che un imprenditore possa imporsi.

Ti impedisce di imparare nuove cose.

Ti rende diffidente.

Smorza la tua curiosità e uccide la tua creatività.

In qualche modo, bisbiglia al tuo orecchio che non puoi più permetterti di sognare in grande, perché coinvolgerebbe troppi rischi.

E una volta che ti sei messo quella voce in testa è molto difficile farla tacere.

Bada bene: con questo non voglio dire che un imprenditore non debba essere cauto.

Ma la prudenza è una cosa, mentre cercare l’infallibilità è un’illusione pericolosa.

Ecco perché fallire aiuta gli imprenditori ad avere successo.

Perché ogni imprenditore dovrebbe fallire prima possibile

Nella mia esperienza non ho ancora incontrato una sola persona di successo che descrivesse la sua carriera come facile e ‘liscia’.

Infatti, il fallimento è parte del successo, non un suo contrario.

Prima o poi viene a galla ed è molto meglio che sia prima.

Già, fallire all’inizio della propria carriera significa innanzitutto imparare subito una lezione.

Commetti un errore, capisci dove hai sbagliato e ti assicuri di evitarlo in futuro.

Un processo semplice, logico e molto efficace, in business come nella vita.

Per esempio, pensa a Bill Gates e al suo percorso.

Il suo primo approccio al mondo del business è avvenuto con Traf-O-Data, azienda che doveva produrre computer per la trasmissione dati dagli apparecchi di rilevamento del traffico.

Un esperimento chiaramente fallito, ma che altrimenti non avrebbe mai spinto Bill Gates nella direzione di Microsoft.

Insomma, in questo senso puoi vedere il fallimento non come un punto morto, ma come una seconda possibilità. Che si tratti di raggiungere lo stesso obiettivo con una modalità differente o di cambiare completamente strada.

Ma non è tutto.

Agli imprenditori conviene fallire il prima possibile perché prima si cade e più facile è rialzarsi.

Posto che, come ho già detto, collezionare almeno un fiasco sia inevitabile, meglio farlo quando non ci sono ancora troppi fattori in gioco.

Ad esempio dipendenti che contano sul successo dell’azienda e capitali economici piuttosto alti.

Tuttavia, anche in una fase successiva devi essere pronto a commettere uno sbaglio e a rialzarti.

Anziché evitarlo, impara come affrontare il fallimento

Ora che ti ho spiegato perché fallire aiuta gli imprenditori ad avere successo è ora di capire il passo successivo.

Ovvero come affrontare il fallimento.

Infatti l’errore commesso non è una condizione definitiva, ma una semplice deviazione. Devi solo orientarti di nuovo e capire in quale direzione proseguire.

E già, a noi imprenditori nessuno dà una bussola quando ci mettiamo in proprio.

A volte si tratta semplicemente di andare avanti a tentativi. Quando va bene vuol dire che le coordinate sono corrette, quando va male è il caso di fermarsi e cambiare.

Naturalmente questi tentativi devono essere pensati e avere un senso strategico, che però può rivelarsi non esatto. Ma è molto diverso dall’andare alla cieca.

La prima regola per affrontare il fallimento nel modo giusto è capire il tuo errore e non perseverare.

Se non vuoi scavarti una fossa troppo profonda per poterne uscire, devi ammettere di avere sbagliato e capire dove lo hai fatto.

Fermati, riacquista la tua lucidità e individua cosa è andato storto.

Perché non puoi superare il fallimento senza aver capito cosa hai sbagliato.

Attenzione però: trovare la causa dell’errore non vuol dire cercare un capro espiatorio a cui addossare la responsabilità.

E infatti la seconda regola è proprio non perdersi mai nel gioco della colpa.

Tu, io, loro: niente dita puntate. Non serve a nulla.

Usa quelle energie per rimboccarti le maniche e riprendere il controllo della tua attività.

Il fallimento è un’occasione per imparare, non per incolpare.

Tuttavia, tieni a mente che alle volte possa essere necessario sostituire uno o più rapporti professionali. In tal caso, fallo subito e velocemente.

Questo ci porta alla terza regola: devi trasmettere la cultura del fallimento a tutta la tua azienda.

Quanto detto finora non vale solo per te. Anche i tuoi dipendenti, soci e collaboratori devono capire che fallire aiuta ad avere successo.

Se invece a ogni errore cerchi un colpevole, ottieni l’opposto, perché diffondi la paura del fallimento.

L’importante è che lo sbaglio sia sempre frutto di un tentativo di fare qualcosa di sensato e positivo, e che il suo obiettivo sia il successo dell’azienda.

L’ultima regola del fallimento è non avere paura di chiedere aiuto per uscirne.

Ricorda, alle volte delegare e affidarsi all’esperienza di altri è fondamentale.

Una volta capita l’importanza del fallimento e come affrontarlo, mettiti nella condizione di fallire di tanto in tanto.

Cosa significa?

Sperimenta, esplora i tuoi limiti, sii creativo nelle tue scelte.

E fallo senza timore, perché tanto ora sai che fallire aiuta gli imprenditori ad avere successo.

 
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Come vincere la paura di parlare in pubblico durante le tue presentazioni e riunioni

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Essere imprenditori e professionisti di successo non è vita da lupi solitari.

Anzi, proprio l’opposto: parte fondamentale dell’avere un’attività di successo è relazionarsi con gli altri. E non in modo impacciato: serve sapere come parlare in pubblico senza paura.

Perché parlare in modo spigliato e coinvolgente durante una presentazione, un convegno o una riunione è un vero e proprio vantaggio competitivo.

Ti è mai capitato di presentare un tuo nuovo servizio e di bloccarti o non riuscire a trovare le parole giuste? Il risultato è che quel servizio finisce col perdere appeal.

Tranquillo, per farlo nel modo giusto non è necessario essere degli animali da palcoscenico. Basta applicare delle strategie per vincere la paura di parlare in pubblico che possono aiutare anche le persone più timide.

Le mie strategie per imprenditori per superare la paura del pubblico

Coinvolgi il pubblico e fai contatto visivo.

Se vuoi scoprire come vincere la paura di parlare in pubblico, devi prima di tutto capire cosa significhi parlare a un pubblico.

Ripetere delle parole ad alta voce non basta, è necessario trovare dei modi per coinvolgere attivamente chi ti ascolta in quello che dici.

Come? Innanzitutto mantieni sempre il contatto visivo con le persone (cambiando spettatore). Poi, per esempio, puoi fare delle domande, invitare dei volontari per un esercizio, oppure chiedere al pubblico di immaginare una tale situazione.

Racconta storie d’impatto.

Raccontare storie potenti significa toccare le emozioni e gli interessi personali delle persone. Dunque avere la loro completa attenzione.

Per questo ti consiglio sempre di relazionare e contestualizzare i tuoi messaggi a dei racconti d’impatto.

Per esempio, io racconto sempre le mie esperienze personali e come ho superato le difficoltà nella mia vita grazie a quello che oggi passo agli altri.

Scopri cos’è lo storytelling e come puoi usarlo a tuo vantaggio.

Focalizzati sul pubblico, non su te stesso.

Uno dei peggiori errori che puoi commettere se vuoi vincere la paura di parlare in pubblico è concentrarti su te stesso.

È istintivo: ti trovi davanti a delle persone che guardano solo te e allora inizi a pensare all’impressione che stai facendo e a come ti vedono gli altri. Il risultato tipicamente è disastroso.

Per essere disinvolto e naturale, devi porre il focus sulle persone a cui ti rivolgi, come faresti in una conversazione normale.

Parla lentamente, respira e scandisci le parole.

Parlare in pubblico può non piacere, ma farlo velocemente per far finire la cosa prima non è affatto una buona idea.

Ricorda: il tuo obiettivo principale è trasmettere un messaggio nel modo corretto e per farlo devi essere certo che il tuo audience ti capisca perfettamente.

Per questo, io mi sforzo sempre a parlare con calma, a respirare mentre lo faccio e a inserire delle pause brevi.

Esercitati prima del grande momento.

Proprio come prima di un esame orale all’università o di un’interrogazione a scuola, la pratica è fondamentale per parlare in pubblico senza paura.

Ancora meglio se davanti a degli spettatori di prova! Per esempio la tua famiglia o il tuo team.

Se invece non hai la possibilità di farlo davanti a qualcuno, va bene anche da solo ad alta voce, magari davanti a uno specchio.

L’importante è fare attenzione a quello che dici, a come lo dici e alla tua gestualità, così da trovare la combinazione perfetta.

Aiutati con l’uso di slide accattivanti.

Un supporto visivo è un’ottima strategia per coinvolgere chi ti ascolta. E più vedrai le persone coinvolte, più sarà facile superare la paura di parlare in pubblico.

Puoi aiutarti con delle slide che accompagnino e fissino i punti salienti del tuo discorso. Assicurati che siano sintetiche (all’osso!) e impaginate con una grafica stimolante e in linea con l’argomento trattato.

Puoi gesticolare, ma non esagerare.

Siamo italiani, i gesticolatori per eccellenza. Il modo in cui usiamo mani e braccia mentre parliamo è leggenda.

Questo può essere un vantaggio, perché l’uso dei gesti per enfatizzare un messaggio fa parte del nostro DNA culturale. E dovresti approfittarne!

Per esempio, esporre i palmi delle mani in modo discreto durante un punto chiave, serve a rimarcare ancora di più tale punto.

Tuttavia, fai attenzione a non farti trasportare dall’entusiasmo, perché una gesticolazione esagerata finirà col distrarre dalle tue parole.

Queste sono le mie strategie per vincere la paura di parlare in pubblico. Prova ad applicarle nel tuo prossimo discorso.

 
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L’importanza del biglietto da visita e come devi personalizzarlo

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Oggi che ci portiamo il mondo in tasca grazie a uno smartphone, sono in molti i professionisti che si chiedono: si usa ancora il biglietto da visita?

Fino a qualche anno fa, l’importanza del biglietto da visita non era mai stata messa in discussione. Ma oggi lo scenario è cambiato sotto così tanti aspetti, che ormai tutto sembra a un passo dall’essere obsoleto.

Facciamo tutto in digitale. Lavoriamo in digitale, comunichiamo in digitale, conosciamo persone in digitale, e ci informiamo in digitale.

La fisicità – e in particolare la carta – hanno un ruolo sempre più limitato.

O meglio, questo è quello a cui ci forziamo a credere.

Perché la verità è che ci sono delle abitudini, degli oggetti e dei gesti che non possono essere sostituiti. E a mio avviso, il biglietto da visita rientra in questa categoria.

A patto di crearlo nel modo giusto.

Il biglietto da visita: perché è ancora importante

La strategia digitale è una parte fondamentale del mio lavoro. Per questo forse ti sembrerà strano che io difenda l’importanza del biglietto da visita.

Se è così, stai guardando la cosa dal punto di vista sbagliato.

Pensare che il biglietto da visita non sia più importante perché “vecchio” è inesatto. Infatti, è ancora importante proprio perché è un refuso. E come tale, ti permette di differenziarti.

In un contesto aziendale e imprenditoriale ultra digitalizzato, porgere ancora oggi un pezzo concreto di te ha un impatto amplificato persino più di quando il biglietto da visita era l’unico strumento di networking.

Il suo valore fisico non è minimizzato dalla digitalizzazione: semmai è valorizzato da essa.

Mostra un’attenzione in più. Una premura che si riflette nella tua professionalità.

Come anticipato, però non basta avere un biglietto da visita. Devi avere il Tuo.

Scopri la mia strategia per creare video e il materiale che utilizzo.

Il biglietto da visita personalizzato

Esistono svariati formati e dimensioni del biglietto da visita.

Per me però c’è solo una regola veramente importante. E cioè che il biglietto da visita deve rispecchiare chi sei tu.

Online si trovano migliaia di layout pronti, e moltissimi imprenditori e professionisti si limitano a scaricarne e a piazzarci le proprie informazioni.

Risultato: finiscono col distribuire un pezzo di carta banale e anonimo. Che è esattamente quello che gli altri penseranno di te se lo fai anche tu.

Al contrario, il tuo obiettivo deve essere trasmettere sì professionalità, ma con unicità, in relazione al tuo lavoro.

Questo non solo evidenzia la tua creatività, ma suggerisce che tu sia un passo davanti ai tuoi concorrenti.

Su Internet puoi trovare numerosi esempi di quello che ti ho appena spiegato. Da biglietti da visita per grattugiare il formaggio, a biscotti con incise sopra le informazioni.

L’importante è essere creativi il giusto.

Cosa significa? Usa quel pizzico di genio che serve a catturare l’attenzione e a stupire, senza però esagerare rischiando di sfociare nel grottesco.

Per esempio, nel mio caso ho optato per una grafica da social network.

Il mio lavoro nella strategia digitale è intrinsecamente connesso a questo aspetto del Web, e così ho dato al mio biglietto da visita le sembianze di un profilo Facebook o LinkedIn. Ma non solo.

Al suo interno ho inserito anche un QR code che permette a chi lo scannerizza con lo smartphone di collegarsi subito alla mia pagina Facebook. Una soluzione intuitiva, che ammicca alle mie conoscenze informatiche e digitali.

Ecco cosa intendo per biglietto da visita personalizzato.

Niente di folle o troppo elaborato, ma un’idea interessante e chiara, legata alla tua professione specifica.

Tu sei riuscito a tradurre l’importanza del biglietto da visita in un’idea concreta? Fammelo sapere con un commento.

 

 

 

 
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Email marketing: le mie strategie di Lead Nurturing

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L’ email marketing è un argomento di cui amo parlare.

Primo, perché è importantissimo per gli imprenditori. Secondo, nasconde una profondità strategica sorprendente e – se lo chiedete a me – anche molto avvincente.

Già, perché mica basta scrivere una newsletter, inviarla e aspettare che la magia della rete faccia il resto. L’email marketing è fatto di passaggi e di variabili che richiedono un lavoro continuo.

La lead nurturing è proprio uno degli elementi che rientrano in questa attività. Ma non solo: è uno dei più importanti.

Vediamo come può aiutare il tuo business a crescere.

Cos’è la lead nurturing

La lead nurturing è il percorso necessario per sviluppare delle relazioni con i tuoi clienti, contatti o lead. Il verbo inglese to nurture, infatti, significa proprio “coltivare” o “allevare”.

Questo processo agisce in ogni fase del funnel di vendita ed è fondamentale per fidelizzare i clienti e per creare un flusso di conversioni.

Come? Il principio della lead nurturing consiste nel creare e offrire valore per l’utente.

In altre parole, si tratta dell’insieme degli sforzi e della attività di comunicazione e marketing digitale, volti a scoprire le necessità dei prospect (clienti) e a fornire loro le informazioni e le risposte di cui hanno bisogno.

A cosa serve la lead nurturing e perché è importante “coltivare” i tuoi clienti

Come ripeto spesso, creare una newsletter efficace è sì importante, ma è solo un passaggio della strategia di email marketing.

Oggi acquisire dei contatti non vuol dire più creare una mailing list piena di persone e farsi vivo di tanto in tanto con newsletter commerciali. Quando ottieni dei contatti, devi investire nello sviluppo di una relazione duratura con loro.

Attraverso la lead nurturing devi tenere vivo l’interesse dei tuoi clienti, in modo da fare evolvere la relazione: perché è solo così che puoi trasformare lead in conversioni.

Ecco alcuni dati a supporto di quanto ti ho appena detto.

  • Le aziende che investono con successo nella lead nurturing generano il 50% in più di vendite sui loro lead a un costo del 33% più basso (fonte Marketo).
  • I contatti che sono target della lead nurturing effettuano acquisti più grandi del 47% rispetto agli altri (fonte The Annuitas Group).
  • Senza una strategia di lead nurturing adeguata, l’80% dei lead non si trasforma mai in vendita (fonte MarketingSherpa).

Insomma, è chiaro perché sia importante la lead nurturing e quanto necessario sia creare un piano di email marketing completo.

Per approfondire l’argomento: nel mio libro Coordinate Digitali, spiego come integrare la strategia di lead nurturing, è perché è così importante, all’interno di un funnel di vendita. Puoi ottenere la tua copia gratuita da questa pagina.

Ecco le mie strategie di lead nurturing

Solo contenuti mirati

Ci sono aziende che investono milioni di euro per conoscere i propri prospect. Chi sono, dove vivono, che lavoro fanno, cosa leggono, quali siti web visitano, dove vanno in vacanza, cosa mangiano, ecc.

Questo perché più è accurata e dettagliata la profilazione del target, più la comunicazione può essere mirata e, quindi, efficace.

Nel caso dell’email marketing, questo è particolarmente importante, perché il tasso di apertura di un’email commerciale è già basso (raramente eccede il 20%).

Il modo più intelligente ed efficace per rendere interessante una newsletter (o una sales letter, oppure un follow up) è proporre dei contenuti mirati, informativi e utili per il tuo target.

Email personalizzate

Secondo uno studio di Experian, le email personalizzate generano un ritorno fino a sei volte superiore rispetto a quelle generiche.

Come si fa a inviare delle email personalizzate? Innanzitutto, puoi segmentare la tua mailing list secondo diversi criteri: dal sesso all’età, ma anche per interessi o posizione geografica.

L’importante è fare in modo che chi riceve le tue email abbia la percezione che siano state scritte per lui o lei.

Costanza e puntualità

Infine, le chiavi del successo della lead nurturing sono la costanza e la puntualità.

Come già detto, il processo di email marketing è un percorso senza fine. Non basta dire “mando cinque email e poi è fatta”. Deve essere proiettato al futuro, con un flusso di contenuti di qualità continuo.

Inoltre, serve inviare l’email giusta al momento giusto. Per esempio, puoi aumentare molto le tue probabilità di creare un lead se invii un follow up entro cinque minuti da quando un utente compie una conversione sul tuo sito web.

Queste sono le mie strategie di lead nurturing, ma continua a seguire il mio blog per ricevere altri consigli sull’email marketing e non solo.

Un abbraccio!

 
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9 modi etici per asfaltare la concorrenza

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Mangiare o essere mangiati.

Da sempre battere la concorrenza è la prima regola di sopravvivenza del mercato. Peccato che oggi la competitività abbia un volto completamente diverso da quello che aveva dieci o quindici anni fa.

Il vero business si gioca su internet e solo gli imprenditori che sanno come sfruttare tutti gli strumenti più importanti del web possono sperare di avere successo.

Ecco 9 modi per battere la concorrenza online

#1 SEO on-site e off-site

Negli ultimi anni la SEO è diventata una delle colonne portanti della comunicazione online. Ottimizzare il proprio sito per Google è una necessità se vuoi aumentare i clienti e battere la concorrenza.

E questo vale sia per la SEO on-site (struttura sito web, URL, contenuti, metadati, ecc.) che per la SEO off-site (link building).

#2 Social media strategy

Viviamo nell’era dei social network e creare un piano di social media aziendale è fondamentale.

Facebook, Instagram, LinkedIn e gli altri canali social offrono un mare di opportunità per le aziende. Dal tenersi in continuo contatto con il proprio target al trovare nuovi clienti, i benefici nel creare una pagina aziendale sono molteplici.

#3 Pubblicità online

Uno degli aspetti più interessanti e utili per battere la concorrenza online è possibilità di postare degli annunci pubblicitari anche con budget limitato.

Facebook Ads e Google AdWords ti permettono di raggiungere migliaia di persone. Ma non solo: puoi farlo in modo assolutamente mirato, grazie ai parametri di targetizzazione sempre più dettagliati.

Per questo è opportuno che ogni azienda riservi almeno una cifra minima da investire in pubblicità online ogni mese.

#4 Assistenza clienti

Il customer service è uno dei punti di differenziazione più importanti in un business. Tanto che può fare la differenza tra un primo e un secondo posto sul podio.

Con internet, non solo sono aumentate le modalità di fare assistenza, ma sono cresciute anche le aspettative dei clienti.

Offrire un servizio di assistenza clienti online puntuale e accessibile è indispensabile per battere la concorrenza. Per esempio, puoi inserire una chat in real time sul tuo sito web.

#5 Testimonial, referenze e recensioni

Vendi un prodotto o un servizio di qualità? Allora non essere timido nell’esaltarne il valore.

Crea sul tuo sito web una pagina o una sezione dedicata alla pubblicazione delle recensioni e delle referenze da parte dei clienti. Oppure, riporta l’esperienza di uno o più testimonial. Ad esempio dei professionisti rispettati che hanno tratto beneficio nel loro lavoro grazie a un tuo servizio.

Scopri come gestire i feedback negativi su internet

#6 Blog aziendale

Content is king.

Pubblicare contenuti interessanti, informativi e accattivanti è la strategia più efficace per attirare l’attenzione online. E si dà il caso che creare un blog aziendale sia il modo migliore per farlo.

Inoltre, è anche un ottimo canale di ottimizzazione in chiave SEO del tuo sito web. Con la possibilità di inserire tante parole chiave utili e dei link interni ed esterni.

#7 Newsletter

Di recente ho pubblicato un articolo proprio sull’email marketing, per aiutarti a creare una newsletter efficace.

Il motivo per cui l’ho fatto è l’importanza delle newsletter e delle sales letter per vendere più della concorrenza. Si tratta di un passaggio chiave nella creazione di un funnel e di una strategia digitale a lungo termine volta a ottenere sempre nuove conversioni.

Per approfondire l’argomento: nel mio libro Coordinate Digitali, spiego come analizzare la concorrenza. Puoi ottenere la tua copia gratuita da questa pagina.

#8 Freebies

Un freebie è un contenuto gratuito che offri da scaricare sul tuo sito web o via email. Per esempio una guida utile per risolvere una determinata problematica attinente al tuo settore.

A cosa serve? Innanzitutto a creare valore per i tuoi clienti e utenti. In secondo luogo, è un ottimo modo per ottenere nuovi contatti da aggiungere alla tua mailing list, chiedendo l’indirizzo email come requisito per il download.

#9 Landing page

A proposito di contenuti scaricabili (gratis o a pagamento), la landing page è il trampolino di lancio per farlo. Così come è la pagina perfetta per vendere i tuoi prodotti e servizi.

Proprio perché le compete un ruolo così decisivo, la landing page necessita di un trattamento di altissimo riguardo, con uno studio dei contenuti (testi, grafica, e CTA) davvero meticoloso.

Questi sono i miei 9 consigli per battere la concorrenza online in modo etico ma efficacissimo.

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Letture perfette per l’estate: 4 libri di crescita personale (ma non solo) da leggere assolutamente

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L’estate è il momento migliore per dedicarsi alla lettura.

Sotto all’ombrellone o sdraiati su un prato in montagna, non c’è modo migliore per lasciarsi ispirare dalle parole di altri. In particolare se si tratta di professionisti che sono riusciti a trovare la propria strada per il successo, nonché un equilibrio tra vita privata e lavoro.

Negli anni, mi sono imbattuto in quattro libri che consiglio assolutamente a chi desidera intraprendere un percorso di formazione, ad ogni imprenditore, libero professionista, consulente.

Quelli che considero i migliori 4 libri di crescita personale (ma non solo).

Come ottenere il meglio da sé e dagli altri – Anthony Robbins

Quando si parla di sviluppo personale, sono pochi i nomi autorevoli come Anthony Robbins. Considerato un vero e proprio guru del self-help, è uno dei migliori formatori al mondo ed è stato il consulente di personaggi come Bill Clinton e l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Ed è esattamente la disciplina dello sviluppo personale il tema centrale di “Come ottenere il meglio da sé e dagli altri”. Pubblicato nel 1986 ma aggiornato negli anni con più riedizioni, questo libro spiega in modo molto chiaro tecniche e strumenti pratici, finalizzati al superamento dei propri limiti e paure personali.

Nello specifico, Robbins si sofferma sulla comunicazione. Perché è questa, secondo lui, l’abilità che più di tutte occorre sviluppare per realizzarsi, sul lavoro e nella vita privata. Infatti è proprio la comunicazione (con gli altri e con sé stessi) che contraddistingue le persone di successo.

Dotcom secrets: the underground playbook for growing your company online – Russell Brunson

Il digital marketing è la mia passione e questo libro ne parla in modo molto interessante. Russell Brunson condivide la sua esperienza maturata lavorando online con centinaia di aziende e riesce a trasmettere diversi concetti utili e applicabili al proprio business.

Sappiamo tutti quanto sia difficile ottenere delle conversioni senza una strategia digitale corretta, ma alle volte è difficile individuare quale sia il problema a monte. Con il suo libro, Brunson spiega l’importanza di applicare un sistema di funnel funzionante e come farlo. Certo può risultare difficile per chi è a digiuno sull’argomento, ma è comunque un ottimo incentivo per iniziare a interessarsi a questo aspetto aziendale.

Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario – Anthony Robbins

“Tutti abbiamo dei sogni. Tutti siamo convinti, nel profondo del nostro cuore, di avere qualche dote speciale, di poter influire in un modo particolare sul mondo, di poter toccare gli altri in un modo speciale, di poter cambiare il mondo in meglio. A un certo punto della nostra esistenza, tutti abbiamo avuto una visione della qualità di vita che vogliamo e meritiamo.

 

Eppure, per molti di noi, questi sogni sono finiti sepolti sotto un mucchio di frustrazioni e di abitudini quotidiane, al punto che non facciamo più nessuno sforzo per tentare di realizzarli. Per troppi di noi, il sogno è svanito e, con il sogno, anche la volontà di plasmare il nostro destino.”

Di nuovo Anthony Robbins, ma non posso farci niente: merita due posizioni in classifica. Continuando nel suo percorso di formazione personale, Robbins si concentra su un tema fondamentale: trovare un equilibrio nella vita come trampolino di lancio per il successo.

Perché vivere di solo lavoro e routine significa dimenticarsi di sé stessi. È una trasfigurazione bidimensionale di quello che siamo e di ciò di cui abbiamo bisogno. Una castrazione delle nostre aspirazioni, senza le quali non potremo mai raggiungere gli obbiettivi che vogliamo veramente.

Il segreto è credere in se stessi – Brian Tracy

Credere in te stesso dovrebbe essere immediato. Naturale, persino. Eppure è una delle più grandi sfide che ognuno di noi deve affrontare.

Ma ad aiutarti interviene Brian Tracy con il suo segreto. Tutto è da ricondursi all’autostima: è questo l’ingrediente di cui hai bisogno per avere successo nella vita. L’autore spiega come ottenerla attraverso la fedeltà ai propri valori e lo sviluppo dei propri punti di forza. Uno sforzo a cui dovremmo sottoporci tutti.

Questi sono i quattro libri che ogni imprenditore dovrebbe leggere.

Se vuoi approfondire sull’importanza del marketing digitale e su come avere successo online, ti consiglio di leggere “Coordinate digitali, la mia guida di strategia digitale per imprenditori”.