Giorno: 24 gennaio 2018

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La Felicità è un Traguardo? Come Essere Felici Realmente

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“La felicità non è un obiettivo, è un sottoprodotto di una vita vissuta bene.”, Eleanor Roosevelt.

Nel mio lavoro mi capita spesso di parlare di come trovare la felicità o di come avere successo. Infatti di frequente si rivolgono a me persone che hanno avuto un percorso professionale e personale difficile in cerca di un riscatto.

Qual è il loro traguardo? Essere felici.

Rincorrere la felicità VS fare quello che ti rende felice

Quello di cui non tutti si rendono conto è che esiste una differenza enorme tra rincorrere la felicità e vivere la propria vita in un modo che possa effettivamente portarci a essere felici.

Se poni la felicità come obiettivo della tua vita, diventa qualcosa di astratto e solenne. Una sorta di sacro graal, che per definizione deve essere difficilissimo da ottenere. Come risultato, finisci con l’incasinarti l’esistenza con progetti contorti che cannibalizzano qualsiasi aspetto della tua vita che non sia proiettato al lungo termine.

Al contrario, fare ciò che senti ti dà soddisfazione e ti ispira al momento, senza pensare alla felicità in modo definitivo, arricchisce la tua vita di quelle gioie e gratificazioni che con il tempo ti rendono felice davvero.

Ma non solo. Se pensi di poter trovare la felicità come sottoprodotto di quello che fai ogni giorno, ti abitui anche alla sua naturale discontinuità senza che questo ti mandi ogni volta in crisi esistenziale. Tutti attraversiamo alti e bassi, è normale. Dunque è intelligente essere capaci di apprezzare i momenti positivi e di capire che quelli negativi non definiscono la tua vita in modo assoluto.

Se invece ritieni che la felicità sia un traguardo statico, ti sembra di avere fatto un passo indietro ogni volta che va storto qualcosa. Diventa un valore facile da perdere e quindi fonte di stress. E se la felicità genera ansia, che razza di felicità è?

Scopri 10 abitudini degli imprenditori di successo

Segui la tua strada, non quella che si aspettano gli altri da te

Quando si tratta di capire come essere felice, uno degli errori più grandi che puoi commettere è avere paura di deludere gli altri.

Io stesso ho fatto questo sbaglio. Ho preso delle decisioni professionali in base alle aspettative di altre persone, e questo non ha fatto altro che ritardare la mia realizzazione. Mentre quando ho deciso di fare quello che volevo – di seguire i miei sogni, non quelli degli altri – allora sì che la musica è cambiata e ho iniziato a ottenere dei risultati e delle gratificazioni.

Molto spesso la decisione di accontentare tutti tranne te stesso è proprio una conseguenza del concepire la felicità come un traguardo. Perché in questo modo confezioni delle proiezioni di te, che sono troppo speculative.

Non mi fraintendere. Avere degli obiettivi nella vita è importantissimo, così come lo è nel lavoro. Però devono essere obiettivi concreti e strutturati, non assoluti e teorici.

La felicità è una conseguenza (un sottoprodotto) di una vita vissuta in modo soddisfacente, quanto il successo è un effetto collaterale di una carriera svolta con passione e professionalità. Per questo, più che sull’obiettivo ultimo, devi concentrarti sul percorso e sull’attualizzazione delle condizioni che ti metteranno nella condizione di essere felice.

Hai bisogno di consulenza per ritrovare la tua strada e il tuo equilibrio? Scopri come posso aiutarti da oggi.

 
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Le 3 regole del self-talk

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Sai parlare con te stesso?

Può sembrare una domanda banale, ma ogni imprenditore dovrebbe porsela.
Parliamo con noi stessi in ogni momento, quando avvertiamo quella VOCINA insistente nella testa che non riesci a zittire!
Proprio per questo motivo, dirigere quello che pensiamo di noi e il modo con il quale comunichiamo con noi stessi, è importante per ottenere SUCCESSO:
La famosa vocina potrebbe essere, infatti, la tua migliore amica o la tua peggior nemica. Tutto dipende da quanto la sai controllare.

PENSARE NEGATIVO SABOTERÀ IL TUO LAVORO

Tra le strategie che mi hanno portato più risultati in ambito lavorativo una è il self-talk.
Ho capito che, se non sai parlare a te stesso, rischi di mettere in atto un autentico auto sabotaggio.
L’errore più comune è quello di parlare al proprio sé in maniera errata e negativa.
Dirsi “Fallirò sicuramente” o “Non devo commettere errori”
Bombarda, è il caso di dirlo, il cervello di impulsi negativi e farà sì che tutto vada, esattamente, come non volevi che andasse.

Da buon coach di te stesso, per migliorare la tua attività, dovrai imparare a formulare frasi che possano mandare solo impulsi positivi e corretti al cervello, alla tua mente. Allo stesso tempo, dovrai saper impedire immediatamente ai pensieri negativi di agire sulla tua determinazione.

Le 3 regole del self-talk

La formazione di ogni imprenditore richiede la conoscenza delle principali tecniche di self-talk da applicare in ogni situazione.

Seguendo queste semplici tre regole sarai più positivo e determinato, sarai in grado di massimizzare il tuo business e raggiungere i tuoi obiettivi:

1. Parla in positivo: bandisci le frasi negative, parla con te stesso solo utilizzando la positività. Se ti dico non pensare al prossimo appuntamento di lavoro, a cosa pensi? Evita di farlo, evita di parlare con te stesso utilizzando negazioni.

2. Usa il tu: una ricerca condotta dall’Università del Michigan ha analizzato l’utilità della seconda persona singolare, anziché della prima, mentre parliamo con noi stessi. Quando parli con te stesso, dunque, ricordati sempre di darti del tu per un self-talk più funzionale.

3. Incoraggiati: sei il coach di te stesso, per questo motivo devi darti la giusta carica e sostenerti al fine di migliorarti ed essere più sicuro di te. Vuoi il tuo meglio: ricordatelo sempre.

Conoscevi queste tecniche? Lascia un commento qui sotto.